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cattolica eraclea fratelli divesamente abili separati proteste genitori esposto a gelmini

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PARTE DEI GENITORI IN RIVOLTA ALL'ISTITUTO EZIO CONTINO IN 14 HANNO FIRMATO UN ESPOSTO - IL PRESIDE: TUTTO REGOLARE IL BAMBINO E' PIU' SEGUITO


"SCANDALO"  A CATTOLICA ERACLEA
FRATELLINI DIVERSAMENTE  ABILI
SEPARATI  IN DUE PLESSI
DISAGI  PER I GENITORI: NOSTRO FIGLIO TRASFERITO D'AUTORITA'
E INGIUSTAMENTE


 

E' una di quelle storie   che un cronista  non  vorrebbe mai raccontare. Perché al centro di questa triste vicenda  ci sono  due  fratellini  diversamente abili - uno frequenta la prima media, l'altro la prima elementare -   ed una  mamma,    che ha  chiesto giustizia.   Ma non  c'è stato niente fa dare. I suoi appelli   sono rimasti sino ad inascoltati.
 
Siamo    a Cattolica Eraclea, piccolo centro in provincia di Agrigento. Teatro  della vicenda  l'  l'istituto comprensivo "Ezio Contino", dove  stanno diventando ormai  parecchi  i genitori in  agitazione  che contestano  le decisione del dirigente scolastico, il raffadalese Domenico Tuttolomondo
Contestano soprattutto   i criteri seguiti quest'anno per la formazione delle classi   tanto da investire della vicenda con un esposto gli uffici scolastici di Agrigento e Palermo, il ministro Mariastella Gelmini ed al prefetto  Francesca ferrandino, affinché venga accertato cosa sta avvenendo nel plesso  di Cattolica Eraclea .
Accuse in alcuni casi pesantissime,  situazioni che  allarmano e  di cui ormai si parla in tutto il paese.  L'esposto è firmato  da 14 genitori i quali ipotizzano  tutta una serie di presunte irregolarità
Spetterà agli uffici scolastici, regionale e di Agrigento,  ed al ministero della pubblica istruzione accertare e se è vero o no, che sarebbe stata utilizzata per la formazione della classi  una presunta "Territorialità  a convenienza" ;  territorialità    che  non sarebbe  poi deliberata dal consiglio di istituto . Vero, falso? Forse una ispezione potrebbe accertare come stanno le cose.
Ma  certamente la storia più    triste   è appunto quella che ha come protagonisti  i  due fratellini diversamente abili appartenenti  ad una famiglia alle prese, a quanto pare, anche  con problemi economici.
Una storia a tratti   paradossale.  
"Mio figlio, scrive, ripetente e già inserito ad inizio dell'anno scolastico tra gli alunni della classe prima "A" nella sede in Largo Pertiti. A scuola iniziata e senza alcuna comunicazione il bambino è stato trasferito ingiustamente e d'autorità nella prima B, in via Agrigento", nella parte opposta del paese. Ed ecco il paradosso: "Io, scrive la donna ho già un altro figlio diversamente abile che frequenta l'istituto nella sede di Largo Pertini". I bambini (l'altro è in prima media) con la decisione presa dal preside sono stati divisi.
"Tale situazione, spiega la donna, è insostenibile perché tutti i giorni sono costretta ad accompagnare un figlio in via Agrigento ed un figlio in Largo Pertini con notevole disagio per via della notevole distanza che c'è tra vi due plessi"
Immaginate  un po' cosa deve fare la mamma o il padre:  uscire  di casa per accompagnare il figlioletto   diversamente  abile  in un plesso, portare  l'altro  nel plesso che si trova  nella parte opposta di Cattolica Eraclea. Quattro ore  dopo, andare a prendere il primo in un plesso, riattraversare di nuovo tutto il paese  e  per andare   a prendere l'altro nell'altro plesso.
Complimenti   davvero a chi ha deciso tutto questo.

Ma eccolo il dirigente scolastico, il raffadalese  Tuttolomodo: "Il problema della tutela del minore , è quello di tenerlo in una classe fortemente ridotta in modo che l'equipe possa occuparsi meglio del bambino. Il bambino inserito in una classe con 15 alunni, mentre nell'altra ce ne sino 24. Abbiamo formato le prime classi tenendo conto della distanza delle abitazioni delle famiglie rispetto ai plessi e la signora abita vicino al plessi dove si trova il piccolo. Non posso spostare cinque, sei ragazzi della prima".
Già come si fa. Non scherziamo.   Più semplice spostare il bambino diversamente abile da un plesso all'altro.   Che si arrangi lui e la famiglia.
"Per la formazione della classi, aggiunge,ci siamo strettamente attenuti alle deliberazioni del collegio dei docenti".
Il preside si fa risentire un paio di ore per comunicare qualcosa  cui, chissà perché,  non aveva fatto cenno prima.  "Volevo dirle che ho una richiesta formale della famiglia di fare restare il bambino dov'è. L'avevo messo lì, concordandolo con la famiglia".
La mamma ha però firmato un documento,  che dice  tutto il  contrario di quanto sostiene il preside.
La donna ha infatti scritto  che  "decisione assunta d'autorità e senza alcuna comunicazione"  e che il figlio è stato "trasferito  ingiustamente e d'autorità". Altro che -  a sentire la donna -   decisione  concordata.   
Ma che motivo aveva la mamma di raccontare  una versione diversa da quella   fornita  dal preside?

La storia  finisce qui. Ma solo per ora. La seguiremo  infatti ancora perché sono tanti  gli interrogativi rimasti senza risposta,  le cose  che non  quadrano.    
Una storia  incredibile,  davvero   triste  perché  ha come protagonisti due fratellini   diversamente  abili ed una mamma  che chiedeva solo un po' di buon senso. Ancora complimenti al regista di tutto questo.

Ma la storia  finisce qui.    La seguiremo  infatti ancora perché sono tanti  gli interrogativi rimasti senza risposta,  le cose  che non  quadrano.


 
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