La storia dell'aroporto di Agrigento: da Sinesio e Giglia a d'Orsi - AgrigentoInformazione.it direttore Gerlando Gandolfo quotidi

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La storia dell'aroporto di Agrigento: da Sinesio e Giglia a d'Orsi

Livello 1
IN ESCLUSIVA LA RICOSTRUZIONE DEL “SOGNO AEROPORTO “ QUANDO L'ON. GIUSEPPE SINESIO LO PROPOSE AL SOTTOSEGRETARIO AI LL.PP. LUIGI GIGLIA


ERA L'11 GENNAIO
DEL 1968
LO SCALO FU FINANZIATO MA I MILIARDI   FINIRONO ALTROVE
di Gerlando Gandolfo


 

Montecitorio, Roma.  Chiede la parola un   deputato   della Repubblica:  
"Un aeroporto -  spiega ai colleghi parlamentarti i che stanno ad ascoltarlo -   collocato nella zona da me indicata sarebbe utile soprattutto per la città di Agrigento, attualmente tagliata fuori, oltre che dalle vie di comunicazione aerea, anche da quelle ferroviarie e stradali".
Qualcuno  finalmente corre in aiuto del presidente  Eugenio D'Orsi? Ci voleva proprio, in un momento forse decisivo per le sorti dell'aeroporto.
Ma chi è stato a prendere la parola: Fontana? Capodicasa?  Scalia o Marinello? Forse Cuffaro?  Mannino  o   il ministro Guardasigilli in persona? O....?
Macchè. Nessuno di loro. Ma come è possibile? Ha detto che "... Agrigento, attualmente è tagliata fuori dalle vie di comunicazione aerea,  da quelle ferroviarie e stradali".
Il bello è - si fa per dire -  che  queste parole  non sono state  pronunciate  né ieri  e  nemmeno la scorsa settimana o  un anno fa. Nemmeno dieci o vent'anni anni fa.
Possibile? Sì, proprio così. A fare queste considerazione, in una sala di palazzo Montecitorio,   è  il deputato democristiano  Giuseppe  Sinesio e   siamo nel lontano 1968.
Ad  "ascoltare",  per il Governo,  c'era un altro parlamentare "agrigentino". E' Luigi Giglia, sottosegretario ai Lavori pubblici.
Per l'esattezza era l'undici gennaio di 42 anni fa. Da allora non è mutato nulla. Quasi mezzo secolo sembra essere trascorso invano. Quanti deputati  e senatori, quanti sottosegretari, vice ministri e ministri agrigentini - Lauricella , Mannino solo per citarne un paio - si sono succeduti  da allora,  sino a giorni nostri con il Guardasigilli Angelino Alfano.
Tutto è  rimasto maledettamente  uguale a 42 anni fa. Sì, il  tempo si è fermato quella mattina dell'11 gennaio del 1968.
Sinesio vuole l'aeroporto  perché
Agrigento, spiega,  è   attualmente isolata dal mondo.   Non ha niente. Niente di niente.  Proprio come ora.
Quasi mezzo secolo è trascorso invano: niente autostrade e con una rete ferroviaria da Far West. Da alcuni mesi si può raggiungere  Milano, da Roma, in tre ore. Tanto quanto impiegano spesso  ancora oggi tanti studenti agrigentini per raggiungere Palermo.
E, naturalmente, lo sappiamo tutti,  non c'è traccia nemmeno  dell'aeroporto.

La prima volta che se ne comincia seriamente  a parlare avviene più di quarant'anni fa e lo si deve  appunto   all'on. Giuseppe  Sinesio.
Qui, dopo avere rintracciato i documenti  ed i resoconti  parlamentari del tempo,  torniamo a riproporre quegli avvenimenti  più volte affrontati  
Basta leggerli, fermarsi solo un attimo  a riflettere,   per rendersi conto di quanti ciarlatani  e venditori di fumo  hanno calcato e continuano a  calcare  la scena a politica  agrigentina se ancora oggi qualcuno di loro, senza rischiare di essere preso per bugiardo,   potrebbe  prendere la parola  e dire ciò che 42 anni fa disse l'on. Sinesio:   
"Un aeroporto collocato nella zona da me indicata sarebbe utile soprattutto per la città di Agrigento, attualmente tagliata fuori, oltre che dalle vie di comunicazione aerea, anche da quelle ferroviarie e stradali".

PALAZZO MONTECITORIO, ORE 12,30


Correva la quarta legislatura.   L'on. Sinesio intervenne  nel corso dei lavori  delle commissioni parlamentari ai Lavori pubblici ed ai Trasporti che si riunirono,  a partire dalle 12,30, in seduta congiunta  per discutere di un disegno  di legge che prevedeva contributi per il completamento degli aeroporti civili di Palermo-Punta Raisi e di Venezia- Marco Polo.
La seduta fu occasione  per  approvare un ordine del giorno, presentato dall'on. Crocco, con il quale si invitava il Governo a "desistere da un sistema di interventi saltuari ed inorganici per il miglioramento e l'ammodernamento degli aeroporti civili ed a predisporre un piano pluriennale tecnico- finanziario di stanziamenti destinati al completamento e all'ammodernamento dell'intera rete aeroportuale italiana".


SINESIO: UN AEROPORTO PER AGRIGENTO

"Nell'associarmi all'onorevole Crocco per quanto esposto nel suo ordine del giorno - che desidererei a mia volta sottoscrivere - vorrei far presente al Governo la necessità di costruire un aeroporto, magari a una sola pista, nella fascia meridionale della Sicilia. A questo proposito sono già state iniziate delle indagini e degli studi, e vorrei che il Governo ci dicesse a che punto si è giunti in questa direzione. Va tenuto presente che un aeroporto collocato nella zona da me indicata sarebbe utile soprattutto per la città di Agrigento, attualmente tagliata fuori, oltre che dalle vie di comunicazione aerea, anche da quelle ferroviarie e stradali, nonostante che in quella zona stia sorgendo una zona industriale in rapida espansione. Concludendo, ribadisco il mio pieno consenso a quanto esposto dall'onorevole Crocco e vorrei pregare il sottosegretario qui presente di farsi interprete presso il Governo affinché sia a'1 più presto affrontato il problema da me prospettato"


L'IMPEGNO DI GIGLIA

"Dichiaro, disse  prendendo la parola il sottosegretario ai Lavori pubblici Luigi Giglia, di accogliere l'ordine del giorno e mi farò carico di informare i ministri competenti delle segnalazioni pervenute dagli onorevoli colleghi".


SINESIO DIVENTA  SOTTOSEGRETARIO, L'AEROPORTO VIENE FINANZIATO MA I MILIARDI FINIRONO ALTROVE
  

Il finanziamento arriva tre anni dopo. L'on.  Sinesio  che  nel frattempo  era stato nominato  sottosegretario al Tesoro nel  governo  guidato da Emilio  Colombo,  con un finanziamento  complessivo  di venti miliardi di lire riuscì a fare inserire anche Agrigento tra le località dove realizzare un aeroporto. Quei miliardi  ad Agrigento  non sono mai arrivati.  Il progetto raccontano  fu osteggiato, ostacolato fino a farlo accantonare.
Mai e poi mai  consentire  a   Sinesio,  di intestarsi  a discapito  di altri deputati  Dc, qualcosa come uno scalo aeroportuale.  Meglio niente, che permettere al deputato empedoclino di passare alla storia.   Il progetto fu così ostacolato e  osteggiato.  
Falso, vero?  Chissà.  Di certo i miliardi finirono altrove ,  l'aeroporto non  fu realizzato    e da allora sono stati elaborati ben cinque progetti  di fattibilità  tutti miseramente  finiti nel nulla. Con  quello di Racalmuto che addirittura  ne prevedeva la realizzazione su  una collina.
E con Agrigento, nel ricordo dell'on. Giuseppe Sinesio,   ATTUALMENTE sempre miseramente  tagliata fuori, oltre che dalle vie di comunicazione aerea, anche da quelle ferroviarie e stradali.


(30 maggio 2010)

 
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