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Sindaco agrigento Zambuto: dissalatore lo compriamo noi

Cronaca Arigento

SE LA REGIONE NON DOVESSE ESERCITARE IL DIRITTO DI PRELAZIONE

IL SINDACO DI AGRIGENTO ZAMBUTO:
"IL DISSALATORE LO COMPRIAMO NOI
PER 500 MILA EURO"

"La Regione non lo vuole? Vuol dire che il dissalatore, per 500 mila euro, lo acquistiamo noi".
Rompe gli indugi il sindaco Marco Zambuto e dopo avere scritto, per la seconda volta nel giro di pochi giorni al governatore Raffaele Lombardo, annuncia iniziative clamorose per salvare il dissalatore dalla chiusura atre anni dalla sua inaugurazione
E' infatti scaduto il contratto in base al quale la Regione si è accollata quasi il 50 per cento del prezzo di produzione dell'acqua dissalata::un metro cubo costa 1,18 di euro: 0,57 doveva essere coperto dal Comune e 0,61 dalla Regione per un totale di 5 milioni e mezzo di euro.
Contratto che il Comune ha poi trasferito a Girgenti acque che ha così potuto beneficiare di una tariffa più che agevolata..
Ora entro la fine di luglio la Regione dovrà decidere se fare valere o meno il diritto di prelazione : potrebbe cioè acquisire l'impianto per mezzo milione di euro. Se lo facesse potrebbe anche decidere di affidare la gestione dell'impianto al comune continuando, per come chiede il comune a farsi carico di una parte del costo di produzione della acqua dissalata che sino ad ora è stato circa sessanta centesimi al metro cubo, ora dimezzato.
La Regione, dice il sindaco, dovrebbe coprire annualmente di circa un milione e 200 mila euro".
Nel caso in cui la Regione, per come sembra, non esercitasse il diritto di prelazione potrebbe farsi avanti appunto il Comune.
L'operazione, qualunque sia la soluzione finale, presenta però tante incognite: Il Comune può diventare proprietario dell'impianto? Girgenti acque acquisterebbe quindi la dissalata dal Comune? Ma a che prezzo? a tariffa agevolata o a prezzo pieno? La Regione, poi, può intervenire con un proprio contributo per consentire ad una società privata che si è assicurata la gestione del servizio idrico, di pagare meno l'acqua che poi si fa pagare profumatamente dagli utenti agrigentini?
Già, è possibile?


gg

(5 giugno 2010)


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