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Giallo inchiesta Lombardo: procura smentisce richiesta arresto governatore Sicilia

CASO LOMBARDO
 

Mattinata  convulsa  nell'ambito dell'inchiesta  su mafia e politica   della Procura della Repubblica, in cui è coinvolto il governatore Raffaele Lombardo.
E' stato un avvio   di giornata  con il  "botto"   con l'indiscrezione pubblicata dal quotidiano Repubblica su una presunta richiesta d'arresto che sarebbe stata avanzata nei confronti di Lombardo. Ma la notizia  è stata poi direttamente  dal procuratore  capo di Catania.
Raccontiamo la giornata nei passaggi più importanti.


L'INDISCREZIONE DI REPUBBLICA

"Il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, e suo fratello Angelo, deputato, devono essere arrestati. L'accusa è concorso esterno in associazione mafiosa. E con loro, entrambi esponenti dell'Mpa, dovrebbero essere arrestati altri tre politici: due consiglieri regionali siciliani, Fausto Fagone dell'Udc e Giovanni Cristaudo del Pdl (vicino all'area che si riconosce in Gianfranco Micciché e che appoggia il governo regionale di Lombardo), e il sindaco di Palagonia, Francesco Calanducci, anche lui dell'Mpa.
E' questa  l'indiscrezioni  riportata oggi dal quotidiano  "Repubblica" con un articolo firmato   da  Francesco Viviano e Alessandra Ziniti, che già avevano dato notizia nelle settimane  scorse del coinvolgimento del governatore Raffaele  Lombardo nell'inchiesta su mafia e politica portata avanti dai magistrati della Procura della Repubblica di Catania .
La richiesta di arresto, secondo quanto riporta il quotidiano, già inviata al giudice delle indagini preliminari, porta la firma del procuratore di Catania Vincenzo D'Agata, dall'aggiunto della Direzione distrettuale antimafia Giuseppe Gennaro e dai sostituti procuratori Agata Santonocito, Iole Boscarino e Antonino Fanara.
La notizia. rièersa anceh dao notiziari della rai,  in pochi minuti  ha fatto il giro  d'Italia.
Poi ecco la nota dell'Ansa che riportiamo integralmente e  la successiva   dichiarazione rilasciata dal procuratore  Vincenzo D'agata.

L'ANSA
La Procura della Repubblica di Catania "non ha avanzato alcuna richiesta nei confronti del presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo o di altri politici" nell'ambito dell'inchiesta aperta sulle indagini del Ros su mafia e appalti. Lo afferma il procuratore capo Vincenzo D'Agata, anticipando all'Ansa il testo di una sua dichiarazione sulla notizia pubblicata oggi dal quotidiano la Repubblica, secondo la quale i pm catanesi avrebbero chiesto al gip l'arresto del governatore, del fratello Angelo e di altri politici

IL PROCURATORE VINCENZO D'AGATA
"Con riferimento a notizie pubblicate sull'edizione odierna del quotidiano La Repubblica - si legge nella nota diffusa dal procuratore Vincenzo D'Agata - al fine di evitare inopportune strumentalizzazioni delle attività dell'ufficio, in vista di finalità che gli sono assolutamente estranee e alle quali non intende prestarsi, la Procura distrettuale di Catania precisa quanto segue: l'ufficio - afferma il procuratore D'Agata - non ha avanzato alcuna richiesta nei confronti del governatore Lombardo o di altri politici; ogni differente notizia al riguardo, comunque diffusa e a qualsiasi personaggio politico riferita - sottolinea il magistrato - è pertanto del tutto priva di ogni fondamento. Allo scopo, infine, di evitare che attraverso iniziative mediatiche, anche dal doveroso riserbo dell'Ufficio si tenti di trarre illazioni circa gli orientamenti, le valutazioni o le determinazioni del medesimo, la Procura distrettuale - conclude il procuratore D'Agata - non interloquirà più in alcun modo sull'argomento".


 
 
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