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Presidente Provincia Agrigento D'Orsi: se Lombardo è mafioso, lo sono anch'io

Politica Agrigento

CLAMOROSA INIZIATIVA DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA REGIONALE DI AGRIGENTO EUGENIO D'ORSI

"SE LOMBARDO E' MAFIOSO
LO SONO ANCH'IO!!!"

di Gerlando Gandolfo

"Se Lombardo è mafioso lo sono anche io": con ben tre punti esclamativi. E' la scritta della maglietta che il presidente della Provincia regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, ha indossato questa mattina in segno di solidarietà nei confronti del governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, coinvolto nell'inchiesta su mafia e politica che sta conducendo la Procura della Repubblica di Catania.
Il presidente D'Orsi non finisce quindi di stupire con una iniziativa destinata sicuramente ad alimentare polemiche
D'Orsi, esponente dell'Mpa, come il governatore Lombardo, ha mostrato la maglietta questa mattina nel corso di una conferenza stampa, convocata per annunciare l'azzeramento della giunta provinciale che darà via da qui ad un mese al rimpasto dell'esecutivo.
Dopo avere spiegato i motivi che lo hanno portato ad aprire una sorta di crisi pilotata, si è poi alzato dalla sedia ha tolto la giacca, ha sbottonato la camicia mostrando la t-shirt con la scritta: "Se Lombardo è mafioso lo sono anche io!!!".
"Oggi faremo - dice mentre mostra la maglietta fotografi e operativi Tv - qualcosa di goliardico, qualcosa che magari ci metterà nel ridicolo. Però lo facciamo con il coraggio di sostenere le persone che lavorano nell'esclusivo interesse dei siciliani e che vogliono cambiare la Sicilia. Ritengo che Lombardo, così come Cuffaro, non sia un mafioso".
"Sì, dice , ho avvisato il governatore Lombardo con un messaggio prima che iniziasse la conferenza stampa L'iniziativa è mia, solo mia". Viene dal cuore, dal grande affetto che mie lega a Lombardo".
D'Orsi parla, spiega, i motivi che lo hanno spinto a questa plateale iniziativa.

Motivazioni contenute in una lunga nota che riportiamo di seguito integralmente.


" La misura è ormai colma. La gente perbene che vuole amministrare con coscienza ed impegno per risollevare le condizioni economiche del territorio è continuamente messa sotto tiro da illazioni e "fughe" di notizie riguardanti fantomatici avvisi di garanzia o peggio virtuali arresti.
Lo ha affermato con molta amarezza il presidente della Provincia regionale di Eugenio D'Orsi stamani nel corso di una conferenza stampa nel corso della quale si è presentato insieme agli assessori indossando una maglietta con la scritta "Se Lombardo è mafioso… anch'io sono mafioso".
"E' giunto il momento di dar vita ad una ribellione civile e democratica - sostiene il presidente D'Orsi - Non è più accettabile essere additati all'opinione pubblica da certa stampa come mafiosi, destinatari di avvisi di garanzia o peggio di mandati di arresto. Per amministrare occorre serenità e cooperazione tra i vari apparati dello Stato per contribuire insieme allo sviluppo della nostra terra. La serenità per un amministratore è la linfa vitale per compiere bene il proprio dovere nel servire la collettività ma lo è importante anche per la gente frastornata dal rincorrersi di fatti che poi non risultano vere. Lo scollamento tra opinione pubblica e politica è una delle gravissime conseguenza di questo strillare di notizie. Bisogna dire basta ai processi mediatici. I processi debbono essere celebrati all'interno delle aule di tribunale e non sui giornali che spesso lanciano pesanti accuse sull'onorabilità delle persone che poi risultano non vere. Ma intanto hanno creato un gravissimo danno all'immagine di quel servitore della collettività. Adesso è mia intenzione creare un gruppo su facebook dal titolo "Se Lombardo è mafioso … anch'io sono mafioso". Non è giusto la vecchia ed iniqua equazione che politico o amministratore equivale ad essere mafioso. Ci sono tante persone oneste che bruciano il proprio tempo per svolgere un servizio in favore della collettività, come c'è anche chi non ha dignità ed allora è giusto che paghi. Ma questo non deve avvenire sui giornali con processi mediatici bensì nelle sedi competenti che sono le aule di un Tribunale.
Auspico che il giovane ministro della Giustizia, Angelino Alfano, visto il suo innato senso dell'equilibrio, promulghi delle norme a tutela non solo degli amministratori ma anche degli stessi cittadini amministrati. Ripeto i processi debbono essere celebrati all'interno delle aule di Giustizia, ma i magistrati hanno l'obbligo morale e soprattutto materiale di non condurre i lavori con tempi biblici, ma dare presto delle risposte precise: quell'amministratore è oppure non è un delinquente. Dare alla gente la certezza della verità senza dovere attendere decennio. Lo stillicidio delle notizie dette a mezza voce, le illazioni su presente azioni di restrizione della libertà del singolo individuo danneggia l'intera collettività e non solamente l'amministratore. Occorre che anche gli stessi magistrati diano serenità agli amministratori onesti ed alla gente che da loro attende la verità. E' urgente mettere in atto tutte le strategie democratiche e civili per tutelare non solo il buon nome della Sicilia ma soprattutto la dignità e la moralità di miglia di siciliani che ogni giorno lottano per la legalità.

Per questo motivo raccoglieremo le firme in piazza Cavour per inviare una petizione al Presidente della repubblica".

(18 maggio 2010)



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