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GLI AGENTI PENITENZIARI
DI AGRIGENTO
IN STATO DI AGITAZIONE
IN UNA LETTERA
AL GUARDASIGILLI DENUNCIATE
GRAVI INADEMPIENZE

Gli agenti della polizia penitenziaria della casa circondariale di Agrigento sono in stato di agitazione.
La protesta è culminata oggi, 15 aprile, in una manifestazione.
In una lunga nota, che di seguito si può leggere integralmente, inviata al Guardasigilli Angelino Alfano, i sindacati di categoria denunciano tutta una serie di gravissime inadempienze.
Egregio Ministro, e Autorità tutte,
Abbiamo cercato, fino all'ultimo, di evitare di scendere in piazza a manifestare contro la gestione dispotica del Direttore dell'Istituto penitenziario di Agrigento , ma non c'è stato verso di rimediare alcuna soluzione.
A tal proposito non è servito neanche l'intervento del Provveditore Regionale, in quanto anche l'invito rivolto al direttore da parte del dirigente generale è caduto nel vuoto
In tutti le piazze d'Italia i poliziotti sono in sciopero ( ultima la dimora del presidente del consiglio, ad Arcore) e manifestano per offrire alla cittadinanza e al Paese Italia un servizio di sicurezza efficace ed efficiente.
Perciò vengono reclamati uomini e risorse ma nel frattempo continuano ad apportare il loro contributo alla complicata macchina della sicurezza e della giustizia.
I quotidiani, i talk show i palinsesti sono zeppi di notizie che attraversano trasversalmente il mondo penitenziario, oggi tutti sanno come si vive in carcere .
E' vero qualcosa si sta cercando di fare .
Si costruiscono nuove carceri, si allargano quelli già esistenti, si bandiscono nuovi concorsi.
Le condizioni in cui versano le carceri sono da terzo mondo, eppure quotidianamente gli uomini e le donne del Corpo di polizia penitenziaria con abnegazioni e immani sacrifici rappresentano inorgogliti lo Stato, sapendo di essere l'ultimo baluardo in una terra di confine dove nessuno spera di mettere mai il naso.
Ad Agrigento, nella casa circondariale di contrada "Petrusa" i poliziotti tacciono sugli straordinari non remunerati piuttosto che degli anticipi di missione non liquidati, dei mezzi vetusti e delle uniformi consumate, assumendo al riguardo forme di rassegnazione tipiche del buon padre di famiglia.
Allo stesso modo non si possono rassegnare al fatto che il direttore continui a rinnegare accordi sottoscritti e a tergiversare su delicate questioni che inficiano l'organizzazione del lavoro.
Ad Agrigento Direttore e Comandante pretendono che i poliziotti di sentinella debbano indossare l'uniforme ordinaria ( giacca e cravatta) quando la normativa prevede anche la possibilità di effettuare simili servizi con la "tuta di servizio" incuranti del fatto che dentro le garitte piove e il camminamento è privo di illuminazione, per non parlare dell' assoluta mancanza del riscaldamento e carenza di igiene nei luoghi di lavoro.
Rapidi ad elevare rapporti disciplinari per non avere posto una firma su un registro trascurano volutamente il fatto che magari a quello stesso operatore gli sono stati accorpati ben tre posti di servizio, facendo quindi il lavoro di tre poliziotti o che magari all'ultimo momento è stato lui comunicato, che per esigenze di servizio, il suo turno di servizio finirà tre ore dopo dall'orario previsto.
Inoltre il "dietro front" operato dalla Direzione della Casa Circondariale di Agrigento su accordi recentemente sottoscritti, ha ulteriormente accentuato lo stato di tensione già esistente con queste organizzazioni sindacali rappresentative della maggioranza dei lavoratori, al punto che oggi si possa tranquillamente affermare che i rapporti tra le parti siano talmente inclinati da poterli ritenere ormai compromessi e insanabili.
Il direttore ed il Comandate di reparto nell'ultima riunione tenutasi nei locali della casa circondariale hanno lasciato intendere di riporre la loro esclusiva fiducia su una ristretta cerchia di collaboratori da loro eletti allo stato di intoccabili, mentre la stragrande maggioranza di poliziotti Penitenziari Agrigentini, pur nella consapevolezza di non poter contare sulla completa fiducia evidenziata dai propri dirigenti, è costretto a farsi carico, con estremo spirito di sacrificio e senso del dovere, delle problematiche di un sistema deficitario e assai carente nell'organizzazione del lavoro.
A tal proposito si evidenzia che i rappresentanti delle scriventi OO.SS., in sede di trattativa, hanno chiesto, " provocatoriamente", di essere trasferiti ad altra sede di servizio in segno di protesta verso chi dovrebbe riporre, e così non è, la massima fiducia nei confronti di tutti gli uomini e le donne che gestisce, favorendone nello stesso tempo la crescita professionale e le pari opportunità, senza favoritismi o preclusioni nei confronti di nessuno.
Il senso di appartenenza e di condivisione del nostro Direttore e del Comandante del Reparto è perspicace; ne è prova il servizio programmato delle festività pasquali nel quale le numerose agevolazioni del servizio, indirizzate ad una parte di personale di polizia penitenziaria (cosiddette "carice fisse") a discapito di altra che espleta servizio in prima linea presso i reparti detentivi, denotano una diversità di trattamento nell' assegnazione delle turnazioni festive, che penalizza fortemente il personale che è impiegato presso i suddetti Reparti detentivi dell'Istituto.
Per quanto sopra esposto ed in considerazione:
¢ che il personale di Polizia Penitenziaria del reparto di Agrigento non si sente più garantito nella sicurezza personale e nella sua operatività;
¢ che l'esclusiva fiducia riversata su alcune unità di Polizia Penitenziaria da parte del direttore e del Comandante del Reparto hanno creato condizioni di divisione tra il personale stesso;
¢ che giorno dopo giorno si intensifica sempre più il sentimento negativo di assenza di tranquillità e serenità operativa avvertito dal personale che opera presso l'istituto penitenziario di Agrigento, e in particolar modo da quello che si trova a confrontarsi giornalmente con l'utente e con il crescente sovraffollamento dell'istituto Agrigentino;
¢ che il direttore nell'incontro tenuto il giorno 04 U.S. ha incitato verbalmente le OO.SS. a mettere in atto manifestazioni di piazza (poiché il direttore non ha volutamente verbalizzare in sede di trattativa ), riferendo ai presenti le testuali parole, " per me potete manifestare sin da domani mattina ", precludendo così ogni forma di confronto con le rappresentative sindacali;
¢ che vi sono in atto circostanze di palese comportamento antisindacale ed atti di vessazione a carico del personale della polizia penitenziaria di Agrigento;
le OO.SS firmatarie del presente documento metteranno in atto azioni di protesta ad oltranza ad iniziare da una Manifestazione che si svolgerà il giorno 15 aprile 2011 davanti alla Prefettura di Agrigento, sede del Rappresentante del Governo, a partire dalle ore 10.00.
Nell'occasione le OO.SS. del Comparto Sicurezza nella loro quasi totalità, sfileranno con un corteo che avrà il suo inizio all'altezza della BNL sita in via Imera per concludere in una manifestazione che si terrà innanzi il palazzo del Governo di Agrigento.
Inoltre, sarà anche l'occasione per informare con apposito volantinaggio l'Opinione Pubblica, i media, le autorità e le istituzioni del trattamento che viene riservato al personale della polizia penitenziaria di Agrigento da parte del Comandante e del suo Direttore.
S.A.P.Pe f.to Calogero NAVARRA
O.S.A.P.P. f.to Antonio SICILIA
C.I.S.L FNS f.to Mario AVERSA
UILPA PEN f.to Gioacchino ZICARI
U.G.L. P.P. f.to Raimondo CORTELLI
F.S.A.-
