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"SI' E' STATO LUI"
L'AGRIGENTINA
HA RICONOSCIUTO
L'EXTRACOMUNITARIO
CHE L'HA VIOLENTATA
SUL LUNGOMARE DI TRAPANI

"Si è stato lui a violentarmi". Non ha avuto esitazione la giovane agrigentina violentata lunedì sera sulla spiaggia del lungomare di Trapani dove la donna era giunta per partecipare ad un seminario di studi.
In manette, arrestato dai carabinieri, è finito il tunisino di 30 anni Ahmed Hefiad, ospite del centro di accoglienza per richiedenti asilo politico, di contrada Salinagrande.
Ad incastrarlo è stata l'impronta, rilevata dagli inquirenti, lasciata dalla sua scarpa da ginnastica sulla sabbia del lungomare trapanese dove è avvenuta la violenza.
L'impronta era accanto a quelle lasciate sempre sulla spiaggia dalla donna , originaria di Agrigento e residente a Roma, funzionario del Consip (società per azioni del ministero dell'Economia e delle Finanze) che si trovava a Trapani per motivi di lavoro.
La donna lo ha poi riconosciuto. "Sì. È lui" ha detto ai carabinieri durante il confronto all'americana avvenuto in una caserma, dove da dietro un vetro le hanno
fatto vedere il tunisino, assieme ad altri due connazionali
Il tunisino è stato rinchiuso nel carcere San Giuliano di Trapani, accusato di violenza sessuale.
La donna che era giunta a Trapani lunedì sera con un pullman di linea, dovendo raggiungere l'albergo, di cui sconosceva l'ubicazione, ha chiesto informazioni ad un gruppo di immigrati che si trovava nei pressi dell'autostazione.
Uno di loro si è prestato ad accompagnarla. Hanno percorso il lungomare trapanese dove ad un certo punto l'immigrato ha tirato fuori un coltello con cui l'ha minacciata e costretta a raggiungere la spiaggia dove l'ha violentata. La donna sotto shock ha poi fermato una pattuglia dei carabinieri che transitava in zona, che l'hanno accompagnata al pronto soccorso dell'ospedale Sant'Antonio Abate, dove i sanitari hanno riscontrato i segni della violenza.