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Ma per una Commissione indipendente Casesa ha i titoli per potere ricoprire l'incarico insieme a due magistrati

L'ultimo attacco risale allo scorso mese di marzo. Ricordate? Il ministro della Giustizia Angelino Alfano era intervenuto ad un vertice all'indomani della decisione presa dal Gip di Agrigento di revocare il provvedimento che prevedeva lo sgombero dell'Ospedale San giovanni di Dio perché realizzato con cemento depotenziato
In quella occasione Giuseppe Arnone rimproverò al ministro di avere tentato di appropriarsi di un risultato, il mancato sgombero dell'ospedale, ottenuto invece grazie alle battaglie dei cittadini".
"Bene ha fatto Zambuto, commentò Arnone, ad essere assente da questa assai discutibile passerella ministeriale.
A distanza di appena due mesi ecco il muovo attacco, per il "tramite" di Lello Casesa, un fedelissimo del Guardasigilli.
Al centro dell'intervento dell'ambientalista appunto la nomina di Casesa ad esperto esterno al ministero della Giustizia.
Casesa non è il primo e non sarà certamente l'ultimo esponente di un partito, di una corrente, di una componete, che il proprio referente politico chiama a far parte del proprio staff, del gruppo di collaboratori più stretto riservato, della propria segretaria, del proprio ufficio di gabinetto.
Chiunque chiamato a ricoprire un ruolo prestigioso e responsabilità, se la legge glielo consente, come in effetti permette, inizia col chiamare accanto a se collaboratori fidati e leali, di cui conosce professionalità e riservatezza dei quali, diciamolo con chiarezza, si può fidare ad occhi chiusi.
Ne sono piene le segreterie di sindaci, presidenti di provincia, assessori deputati, sottosegretari e ministri: da destra a sinistra, passando per il centro.
Arnone però non parla di segreterie politiche e di uffici di gabinetto, non parla cioè di collaboratori alla dirette dipendenze del politico, ed affronta la questione sostenendo che "non si può rimanere indifferenti alla notizia che un impiegato di gruppo C, un impiegato di concetto dell'Ente Provincia Regionale di Agrigento sia stato chiamato dal Ministro Alfano per valutare la professionalità, l'operato, la qualità dell'azione dei dirigenti di vertice, performance dei capi dipartimento del ministero
Testualmente, Casesa, spiega Arnone, dovrà -
Esattamente, aggiunge Arnone, come se il bidello della scuola media di Sommatino venisse chiamato a valutare l'operato dei docenti universitari della Facoltà di Medicina di Palermo. Per rimanere alla "salsa agrigentina", sarà Lello Casesa a dovere valutare e misurare le performance del dott. Luigi Birritteri, magistrato di Cassazione chiamato da Alfano in uno dei posti di comando della amministrazione della Giustizia. Andiamo adesso alla retribuzione. Pare che il compenso per cotanta attività sia commisurato all'impegno richiesto e alla qualificazione dell'Organismo. Oltre a Casesa ne fa fanno parte un Presidente di Cassazione di 70 anni, Angelo Gargani, e un altro alto magistrato pure egli cassazionista, Angelo Giorgianni. E la retribuzione prevista pare sia quella degli "esperti esterni" del Ministero, ossia di oltre 100.000 euro l'anno. E' il caso di dire "povera Italia!", che soldi spesi male.
Sin qui Arnone.
Non abbiamo la replica di Casesa , ne tantomeno quella del Guardasigilli. .
Siamo pero riusciti a rintracciare il parere favorevole espresso, sulla nomina di Casasa, dalla Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche.
Secondo la Commissione i tre componenti -
Noi la pubblichiamo di seguito integralmente insieme all'intervento di Arnone, in modo che ciascuno possa farsi una propria idea dell'intera vicenda.
DELIBERA n. 40/2010: Parere della Commissione sulla richiesta del Ministero della giustizia per la nomina dei componenti dell'Organismo indipendente di valutazione (articolo 14, comma 3, decreto legislativo n. 150/2009)
LA COMMISSIONE
visti gli articoli 13, comma 6, lett. g) e 14, commi 3 e 7, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e la delibera n. 4/2010 del 16 febbraio 2010, recante la definizione dei requisiti per la nomina dei componenti dell'Organismo indipendente di valutazione (OIV);
ESAMINATA
la richiesta di parere formulata, in data 26 marzo 2010 (con nota prot. 0014926 e integrata dalla nota del 20 aprile 2010 prot. 0018786), dal Capo di Gabinetto del Ministro della giustizia, avente ad oggetto la nomina dell'OIV, e accompagnata dai curricula vitae delle persone alla cui nomina si intende procedere.
PREMESSO
Il Ministero ha optato per la costituzione dell'OIV in forma collegiale, posta la complessità e l'articolazione dell'amministrazione ministeriale. La composizione garantisce il requisito dell'eterogeneità della provenienza dei candidati (due interni e un esterno).
I candidati su cui è ricaduta la scelta sono il dott. Angelo Gargani (70 anni), il dott. Angelo Giorgianni (55 anni), il dott. Calogero Casesa (42 anni). Essi assicurano, complessivamente, esperienza in materia di controllo interno, di valutazione del personale, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni. L'età dei componenti non corrisponde alla soglia del collocamento a riposo, prevista in relazione alla professione di appartenenza; l'età media si discosta in misura poco significativa dai parametri della delibera n. 4/2010.
CONSIDERATO
1. Il parere sulla costituzione e la nomina dell'OIV è stato richiesto dal Ministro ai sensi dell'articolo 14, comma 3, del decreto legislativo n. 150 del 2009, che prevede che tale nomina avvenga "sentita la Commissione", cui l'Amministrazione è tenuta a comunicare, ai sensi del comma 7 della medesima disposizione, i curricula dei componenti.
Trattasi a giudizio della Commissione di parere obbligatorio, perché prescritto per legge, ancorché non vincolante, non essendovi qualificazione in tal senso, anche se -
La richiesta di parere è stata correttamente posta prima del decreto di nomina, dovendosi ritenere -
La Commissione, in sede di emanazione del parere, deve, in primo luogo, tener conto dei parametri normativi di riferimento concernenti la nomina dei componenti degli OIV ("elevata professionalità ed esperienza maturata nel campo del management, della valutazione della performance e della valutazione del personale delle amministrazioni pubbliche") e l'attività che tali organismi sono chiamati ad espletare. Deve, altresì, valutare la coerenza della nomina proposta con i requisiti definiti dalla Commissione, ai sensi dell'articolo 13, comma 6, del decreto n. 150, con la menzionata delibera n. 4 del 2010.
2. Sul piano formale e procedurale si rileva che: la richiesta di parere è pervenuta dal Capo di Gabinetto; la scelta per la costituzione in forma collegiale dell'Organismo è stata effettuata nella consapevole autonomia organizzatoria, che appare non irragionevole in relazione alla complessità delle funzioni e della struttura dell'amministrazione; la richiesta di parere è accompagnata dai curricula dei candidati, il cui esame ha costituito il parametro principale ai fini della scelta.
Quindi, sul piano formale e procedurale, la richiesta di parere è da ritenere conforme a quanto indicato dalla Commissione nella delibera n. 4/2010.
3. Per quanto riguarda la scelta dei candidati, gli stessi posseggono i requisiti generali di conoscenza ed esperienza definiti dalla Commissione e non incorrono nei requisiti ostativi di cui al par. 2.4 della delibera.
In particolare, il dott. Gargani, laureato in giurisprudenza, ha una rilevante preparazione in materie giuridiche, in qualità di magistrato. Sempre in tale qualità, risulta dotato di qualificazione professionale e di una posizione di istituzionale autonomia e indipendenza. Direttore dell'Ufficio I magistrati e, successivamente, dell'Ufficio rapporti con il Consiglio superiore della magistratura, il candidato è stato anche Vice Capo Dipartimento Vicario dell'organizzazione giudiziaria, con delega al coordinamento e al controllo della direzione generale dei magistrati e di quella del personale. La conoscenza dei problemi del controllo interno è adeguatamente testimoniata dall'esperienza maturata in qualità di Capo del Secin del Ministero.
Il dott. Giorgianni laureato in giurisprudenza, ha una significativa preparazione in materie giuridiche, in qualità di magistrato. Sempre in tale qualità, risulta dotato di qualificazione professionale e di una posizione di istituzionale autonomia e indipendenza. La conoscenza dell'amministrazione del Ministero è dimostrata dallo svolgimento di una serie di incarichi, quali quello di coordinatore del gruppo di lavoro istituito presso la Direzione generale di statistica del Ministero della giustizia e, soprattutto, quello di Presidente della Commissione per la valutazione dei dirigenti presso il Secin di tale Ministero. In quest'ultima sede, il candidato ha acquisito una rilevante esperienza in materia di controllo interno e valutazione del personale. Ha, inoltre, ricoperto varie posizioni apicali presso istituzioni governative e parlamentari.
Il dott. Casesa è dipendente pubblico della Provincia regionale della Sicilia con qualifica, dal 2004, di istruttore amministrativo. Oltre alla conoscenza dei problemi dell'organizzazione delle pubbliche amministrazioni, il candidato vanta una significativa esperienza nel settore dell'organizzazione e della gestione degli uffici e del personale, nonché conoscenze di carattere giuridico organizzativo, con particolare riferimento ai settori turistico e culturale. Tali competenze risultano approfondite anche dalla partecipazione a corsi sulla gestione del personale.
4. Posto che il funzionamento dell'OIV, come previsto dall'articolo 14, comma 7, del dlg. n. 150/2009 e richiamato nella delibera n. 4/2010, deve accompagnarsi alla previsione e attivazione di un necessario coordinamento con l'attività di supporto della "struttura tecnica permanente", indispensabile ai fini della compensazione delle professionalità ingegneristiche ed economico-
DELIBERA
di esprimere parere favorevole.
Roma, 21 aprile 2010 Il Presidente
Antonio Martone
(26 maggio 2010)
L'INTERVENTO INTEGRALE DI GIUSEPPE ARNONE
CASESA AL MINISTERO, OVVERO "COSI E', SE VI PARE". COME FU, E COME SARA', CHE UN IMPIEGATO DI CONCETTO (EX "GRUPPO C") DELL'ENTE0 PROVINCIA DI AGRIGENTO DOVRA' VALUTARE I DIRIGENTI DI VERTICE DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA …
La notizia che Lello Casesa è stato nominato "esperto esterno" al Ministero della Giustizia da un lato costituisce una buona novella per tutti coloro che lavorano per il futuro di Agrigento: essendo "esperto" a Roma siamo tranquilli che non potrà "tirare giacche" per
nomine ad assessori o per designazioni nei vari consorzi universitari. Da quando non è stato rieletto in Consiglio Comunale, infatti, l'altissimo esponente di Forza Italia è in continuazione in corsa per nuovi incarichi.
Ma, in questo caso, se Agrigento sorride, al Ministero e a Roma hanno grandi ragioni per piangere, sbellicarsi dalle risate o "incazzarsi" come le iene. A seconda dei gusti.
Certamente non si può rimanere indifferenti alla notizia che un impiegato di gruppo C, un impiegato di concetto dell'Ente Provincia Regionale di Agrigento sia stato chiamato dal Ministro Alfano per valutare la professionalità, l'operato, la qualità dell'azione dei dirigenti di vertice. Testualmente, Casesa dovrà -
valutare l'operato dei docenti universitari della Facoltà di Medicina di Palermo.
La domanda che sorge spontanea è: ma Lello Casesa di "performance dirigenziali, controlli interni, processi di misurazione e valutazione"cosa ne capisce? Ma chi vuol sorridere deve anche riflettere sul fatto che Lello Casesa dovrà anche occuparsi di: "promuovere e attestare l'assolvimento degli obblighi relativi alla trasparenza e all'integrità". E qui il paradosso valica i limiti del ridicolo: quale trasparenza vi è in una nomina così incredibile di un soggetto promosso, in una notte di mezza primavera, da
impiegato di gruppo C, esperto in danze e musiche folcloristiche, in esperto vero che dovrà collocarsi a capo dei "dirigenti di vertice del Ministero". Per rimanere alla "salsa agrigentina", sarà Lello Casesa a dovere valutare e misurare le performance del dott. Luigi Birritteri, magistrato di Cassazione chiamato da Alfano in uno dei posti di comando della amministrazione della Giustizia.
Andiamo adesso alla retribuzione. Pare che il compenso per cotanta attività sia commisurato all'impegno richiesto e alla qualificazione dell'Organismo. Oltre a Casesa ne fa fanno parte un Presidente di Cassazione di 70 anni, Angelo Gargani, e un altro alto magistrato pure egli cassazionista, Angelo Giorgianni. E la retribuzione prevista pare sia quella degli "esperti esterni" del Ministero, ossia di oltre 100.000 euro l'anno.
E' il caso di dire "povera Italia!", che soldi spesi male. A meno che nel contratto di nomina di Lello Casesa non siano comprese anche le performance -
Conoscendo Silvio Berlusconi, si può comprendere per quali doti e meriti talune personalità siano state nominate ministro. Non si comprende, invece, quale sia stato il "tocco di bacchetta magica" che ha potuto trasformare il migliore dei "friscalettari" del folclore agrigentino, Lello Casesa appunto, in "esperto valutatore di performance di vertici ministeriali".
Avv. Giuseppe Arnone