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Cronaca Arigento
Istituito un numero verde - 800236837 - per segnalare eventuali accessi sconosciuti agli ipogei
UN IPOGEO
Proseguono i lavori del tavolo tecnico sugli ipogei, istituito presso il Genio Civile
I residenti del centro storico sono invitati a collaborare con i funzionari del tavolo tecnico, appositamente istituito dall'Assessore alle Infrastrutture Luigi Gentile, a seguito di apposita richiesta del Genio Civile, con l'obiettivo di censire e rilevare gli ipogei del sottosuolo agrigentino, individuando gli interventi prioritari per garantire la pubblica incolumità.
In particolare, afferma il coordinatore del tavolo tecnico Rino La Mendola, i cittadini, dal prossimoLunedì 31 Maggio, potranno chiamare il numero verde 800236837, al fine di indicare eventuali accessi agli ipogei sconosciuti o, in atto, inaccessibili.
Il tavolo ha stabilito, inoltre, che il Dirigente dell'Ufficio Comunale di Protezione Civile Dott. AttilioSciara promuova, nei prossimi giorni, una serie di incontri con i comitati di quartiere del centro storico, con l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini nella collaborazione con le istituzioni, affinché possa essere presto redatta una sorta di mappa degli ipogei, che evidenzi la sovrapposizione tra le cavità del sottosuolo e gli edifici sovrastanti.
Il tutto è finalizzato, aggiunge il Capo del Genio Civile Rino La Mendola, a creare le condizioni affinché la politica possa reperire le risorse necessarie per mettere in sicurezza gli ipogei più superficiali e quindi maggiormente sottoposti al rischio di cedimento delle volte, che potrebbe coinvolgere il patrimonio edilizio sovrastante.
Il tavolo tecnico che si è insediato nei giorni scorsi al Genio Civile il tavolo tecnico interdipartimentale dovrà affrontare le problematiche relative alla fitta rete degli ipogei, che caratterizza il sottosuolo di una buona parte del centro storico della città dei templi. Del tavolo, che sarà coordinato dal Capo del Genio Civile Rino La Mendola, fanno parte dirigenti e funzionari della Protezione Civile, del Dipartimento Regionale dell’Ambiente, della Soprintendenza, del Comune e della Provincia Regionale di Agrigento.
I lavori, spiega La Mendola , si articoleranno in tre fasi: con la prima, che abbiamo già avviato oggi, acquisiremo la documentazione esistente. Con la seconda fase, la più delicata e complicata, procederemo, invece, al rilievo plani-altimetrico del sottosuolo con tecniche speleologiche, redigendo una sorta di mappa degli ipogei, con la quale potrà essere facilmente leggibile la sovrapposizione tra le cavità del sottosuolo e gli edifici sovrastanti. Infine, la terza fase sarà quella dell’individuazione degli interventi da eseguire con priorità e relativa stima delle risorse necessarie.
Sono convinto che il tavolo raggiungerà gli obiettivi, conclude il Capo del Genio Civile, a condizione che vi sia il pieno e costante coinvolgimento delle istituzioni competenti e soprattutto a condizione che siano stanziate adeguate risorse per lo studio e per gli interventi da realizzare. Gli intervenuti hanno stilato un cronoprogramma, secondo il quale il tavolo completerà le tre fasi entro il 2011. Per la prima volta nella storia, potremo disporre di una precisa mappa dei rischi, che tenga conto delle cavità del nostro sottosuolo. Presso i SIT della Provincia e del Comune sarà istituita la banca dati sul lavori eseguito.
Già dal prossimo martedì, tre squadre avvieranno i lavori per l’individuazione di tutti gli imbocchi agli ipogei; tali squadre saranno composte da:
Dott. Carmelo Collura, Geom. Carmelo Schembri ( Dip. Reg. Protezione Civile); Dott. Giuseppe Lombardo (speleologo); arch. Calogero Gazzitano, Dott.ssa Domenica Gullì e Dott.ssa Maria Teresa Rizzo (Soprintendenza BB.CC.AA.); Dott. Marzio Tuttolomondo, Arch. Sergio Micciché, Ing. Ernesto Sferlazza (Provincia); Dott. Attilio Sciara (Comune AG); Dott. Vito Capobianco (Genio Civile); Geom. Madonia.
La squadra che si occuperà dei rilievi nel sottosuolo, sarà arricchita dalla presenza del Geologo Antonio Brucculeri (del Dipartimento Reg. Ambiente); dell’Arch. Alfonso Miccichè (del Genio Civile); dell’Ing. Vincenzo Lipani (del Distretto Minerario di Caltanissetta).
Alla riunione hanno partecipato ed offerto il loro prezioso contributo il Dirigente della Protezione Civile - sede di Agrigento Ing. Maurizio Costa, il Dirigente della Provincia Ing. Bernardo Barone ed il vicario del Genio Civile , Ing. Alfonso Casalicchio.
GLI IPOGEI
Gli ipogei, continua La Mendola, sono stati realizzati nel 480 A.C. dagli schiavi cartaginesi, dopo la battaglia di Imera ed hanno, per secoli, svolto l’importante ruolo di drenare verso valle le acque che filtrano nel sottosuolo, alleggerendo così il banco calcarenitico su cui sorge gran parte del centro storico. Ciò riduceva anche i fenomeni di plasticizzazione delle sottostanti argille, scongiurando conseguentemente i rischi di scivolamento a valle del superiore banco calcarenitico su cui sorge il centro storico. Durante l’ultimo secolo, tali ipogei sono stati purtroppo manomessi ed, addirittura in alcuni casi, interrotti. A causa di ciò, oggi la rete idrografica sotterranea non riesce più a drenare le acque meteoriche filtrate nelle calcareniti verso valle, svolgendo un ruolo opposto rispetto a quello per i quali erano stati realizzati: cioè trattenendo le acque filtrate in profondità, con la naturale conseguenza di appesantire il banco di calcarenite su cui sorge gran parte del centro storico e di plasticizzare le sottostanti intercalazioni argillose. Tali condizioni determinano peraltro ulteriori rischi per il progressivo crollo delle volte degli stessi cunicoli che, progressivamente, si avvicinano sempre più alla superficie, con il rischio di procurare il cedimento dei terreni di fondazione degli edifici sovrastanti.
Uno dei metodi più razionali per il consolidamento del versante su cui sorge gran parte della città antica, potrebbe essere proprio quello di consolidare gli ipogei più superficiali, ripristinando, ove possibile l’antica rete idrografica sotterranea.
(14 MAGGIO 2010)