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alfano-zambuto - prove di divorzio ad agrigento

Alfano-Zambuto prove di divorzio
Il sindaco verso Cimino?
                                                                   di Gerlando Gandolfo

Zambuto come Piazza? E' finito l'idillio  tra il sindaco ed il ministro Alfano?  I bene informati  a microfoni  e registratori  spenti,  dicono di sì. Altri tentennano un po'. Stanno per dire. Poi lasciano perdere. Ma ci sono dei segnali, e delle dichiarazioni, assai sottili,  che lasciano  pensare che tra il sindaco ed il ministro tutto potrebbe  concludersi da un momento all'altro, se non è appunto già tutto finito.


Zambuto questa mattina non è intervenuto in ospedale,  dove il Guardasigilli  ha incontrato i vertici dell'Asp  e delle forze dell'ordine a pochi giorni dalla revoca del provvedimento di sgombero  del San Giovanni di Dio.
" Ma no.  Non posso venire, dice al telefono il sindaco Zambuto. Io questa  mattina ho l'assemblea dell'Ato rifiuti. Io sto lavorando per la città".

Sì, ma qui, in ospedale, qualcuno insinua che non c'è,   perché qualcosa  si è rotto o si sta rompendo nel rapporto con il Guardasigilli.

"....io mi sto occupando di rifiuti  e non ho il tempo, poi, per  godere magari  dei momenti che  sicuramente  mi hanno appartenuto  nelle soluzioni delle  vicende, come quella dell'ospedale....sto facendo un nota sui rifiuti...".

Inutile insistere.  Di certo non c'è, da parte del sindaco, una risposta  chiara e precisa  che smentisca queste voci di rottura  con il ministro.
Ecco il deputato regionale Nino Bosco. Poniamo lo stesso  interrogativo.  Un sorriso. Allarga le braccia e nient'altro. Anche da parte  dell'on. Bosco, nessuna smentita.

Non resta  che chiederlo  al Guardasigilli.   
Non è strano, gli chiedono in conferenza stampa,  non vedere  qui  il sindaco, al suo fianco, dopo il comunicato dell'altro  ieri dove  il sindaco, con riguardo  all'ospedale ed alla revoca del provvedimento di sgombero, fa solo riferimento all'intervento finanziario della Regione Siciliana?

Anche il  ministro, dice e non dice.   Anche lui non smentisce  chiaramente le voci  di un probabile  abbandono, della sua  componente, del sindaco.  
"Fa bene, dice  il Guardasigili,  a parlare con tutti". (!!!)  Con tutti?

"Perché non  c'è il sindaco? Non mi sono occupato, risponde  il ministro, dell'aspetto  liturgico  della riunione di oggi. Con Marco  ci sono rapporti di grande  collaborazione. Credo che   così come  con Forza Italia  prima, ora con  il Pdl e con tutti coloro i quali hanno sostenuto il sindaco, continueranno  a sostenerlo ed io  continuerò a sostenerlo. Perché  io con  i limiti  che possono esserci,  intendo  sempre  aiutare la mia città e quindi,  nei limiti,  appunto, del possibile, provo  ad aiutare  il sindaco nel'intento di aiutare  Agrigento".

Poi ecco l'altro  passaggio che lascia intravedere  che possa essere accaduto  qualcosa.

"Peraltro credo che lui  stia facendo una  buona azione perché sta tentando di ampliare  lo spettro delle collaborazioni  istituzionali  con lo Stato e la Regione. Ed è quello che deve fare un sindaco, interloquire e parlare  con tutti per far sì che tutti, ciascuno per  la propria  parte, possa contribuire al bene della città".

"Io in questa città, ha concluso il ministro, intendo solo svolgere un ruolo positivo e propositivo, tentando di dare un mano d'aiuto a chiunque provi ad aiutare la città. Nel pieno rispetto delle mie funzioni, è quello che continuerò  a fare con l'amministrazione comunale  così come faccio con l'amministrazione e provinciale. Tutti insieme possiamo centrare dei risultati importanti".

Insomma, sembra dire il Guardasiglli:  rapporti con Zambuto come sindaco della città, così come con D'Orsi che è il presidente  dalla Provincia,  e non tanto come un uomo, Zambuto, vicino  alla mia componente.
Sembra proprio tutto finito?


"VA' DOVE  TI  PORTA IL CUORE"


Guai, anche ieri, a sentire i diretti interessati. Nessuno vuole confermare il "divorzio".  Ma  in tanti nell'entourage, del Guardasigilli,  confermano  che l'idillio è finito.
Diceva  il ministro Mannino, commenta un "vecchio" esponente politico  della Democrazia cristiana,  che a volte le assenze valgono  più di tante parole".
Quale assenza? Ma naturalmente quella del sindaco Marco Zambuto, sabato scorso, alla visita del ministro della Giustizia, nel miracolato ospedale San Giovanni di Dio.
"Sto lavorando per la città" ha detto Zambuto.
Ma possibile che prima di recarsi  all'Ato rifiuti peraltro  lungo la strada che porta all'ospedale,   non  abbia trovato  il tempo, anche una mangiata  di minuti, per salutare il Guardasigilli.?
Ed allora  ha forse ragione il  ministro  Mannino. Anche perché, poi il ministro Alfano, non sembrava  per nulla sorpreso dell'assenza di Zambuto.
Sì, ma Zambuto, se va via, dove va? Non è che ci siano tante le strade da poter percorrere.
Ha subito scartato il ritorno dell'Udc, che gli ha promesso  un candidatura per le prossime regionali.
C'è poi l'Mpa, visti  i rapporti idilliaci, mai stato tali, che si sono instaurati  ( vedi il caso Ato con l'attacco a Truglio)  tra il sindaco ed il presidente  della Provincia D'Orsi.
Potrebbe essere un'idea. L'ipotesi più  percorribile, a questo punto,  se tra Angelino e Marco tutto dovesse finire, sarebbe quella che porta all'assessore  Michele Cimino.
Zambuto mira a diventare deputato regionale. Nella componente del Guardasigilli c'è già Nino Bosco. Nell'Mpa strada sbarrata  da Di Mauro. Ecco allora l'ipotesi Cimino, con l'attuale vice presidente della Regione  che, pronto a trasferirsi a Roma, potrebbe fare spazio proprio a Zambuto.
E da Cimino  troverebbe  il suo predecessore, Aldo   Piazza.  Ma vedi un po'.
"Va' dove ti porta il cuore", gli ha sugggerito un amico.
Ma attento, gli ha pure detto un altro amico, parafrasando il titolo di un altro film, alle "Strade senza ritorno".



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