"Si faccia chiarezza assoluta sulla discarica di Monserrato". L'appello è stato lanciato dalle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil che interrogano tutte le autorità competenti, Comune, Provincia, Carabinieri del Noe e Arpa affinchè le proteste degli abitanti della zona non finiscano di nuovo nel silenzio.
"Vogliamo sapere - scrivono Mariella Lo Bello, Salvatore Montalbano e Aldo Broccio - se la discarica di Monserrato, che risulterebbe di proprietà della Sicedil e che sarebbe stata autorizzata ad aprire nel 2007 e poi con altra autorizzazione nel 2010 ad operare un ampliamento, ricade o no in area destinata, dal piano regolatore generale, ad area con vincolo di non edificabilità perchè se così fosse, sarebbe a dir poco assurdo autorizzare una discarica a pochi metri dalle case ed in un territorio con vincolo di inedificabilità". I sindacalisti si chiedono inoltre come sia possibile che i tecnici del Comune abbiano espresso parere favorevole alla Sicedil, senza chiedere il preventivo avviso al Consiglio comunale e come sia possibile che il Comune, da quello che risulta ai sindacati stessi, addirittura, non avrebbe mai ricevuto un solo euro da quella attività.
"E' mai possibile - aggiungono Lo Bello, Montalbano e Broccio - che il Comune abbia potuto rilasciare una tale autorizzazione senza pretendere le dovute compensazioni che altrove sono di 6 euro a tonnellata? Considerato che la discarica sarebbe tarata per ricevere oltre 300 mila metri cubi di rifiuto, è pensabile che si sia prodotta una mancata entrata di oltre 1 milione e 800 mila euro?".
Il sindacato non crede ad una tale possibilità per questo chiede di sapere come stanno le cose.
"Crediamo - aggiungono - che sia anche il caso che si renda pubblico il tipo di rifiuti che vi possono entrare: ovviamente non pericolosi. Per questo Cgil. Cisl e Uil chiedono da dove arrivano questi rifiuti e se corrisponde al vero che si tratta di rifiuti provenienti dal petrolchimico di Gela e da quello di Augusta.
"Esistono - concludono protocolli di legalità, cioè antimafia, tra il Comune, la Prefettura e le ditte che gestiscono e realizzano i trasporti, anche per controllare ciò che arriva di notte? Per queste ragioni, chiediamo assicurazione che a Monserrato non arrivino, come nel passato in Campania, rifiuti speciali e pericolosi da altri luoghi, capaci di avvelenare la natura e produrre danni incalcolabili alla comunità".