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ARRESTATI A BRESCIA
SEI MAROCCHINI
Volevano punire il Pontefice perchè aveva battezzato Magdi Cristiano Allam

Volevano "punire" il Papa colpevole di aver battezzato l'europarlamentare Magdi Cristiano Allam. Era uno dei progetti della smantellata una cellula fondamentalista marocchina smantellata dalla polizia a Brescia.
In manette sono finiti sono finiti sei marocchini ( uno in carcere e gli altri cinque agli arresti domiciliari) di età compresa tra i 38 ed i 45 anni, in possesso di un regolare permesso di soggiorno, tutti residenti in provincia di Brescia, appartenenti al movimento fondamentalista islamico Adl Wal Ihsane (Giustizia e Carità).
Ai sei marocchini viene contestata l'accusa di aver costituito un gruppo che aveva tra i propri obiettivi l'incitamento alla discriminazione e all'odio razziale e religioso, alla violenza e al jihad nei confronti dei cristiani e degli ebrei.
Secondo quanto è emerso dalle indagini, avviate un anno fa, era stata creata una struttura caratterizzata da estrema segretezza dove, tra l'altro, i figli degli affiliati venivano educati all'odio verso la cultura e i costumi occidentali nonché delle religioni diverse da quella islamica, facendo a tal fine ricorso anche alla violenza psicologica e fisica.
Sconcertante ciò che la Digos ha scoperto tra i documemti sequestrati: gli arrestati stavano lavorando al progetto di punire il Papa colpevole di aver battezzato l'europarlamentare Magdi Cristiano Allam.
"Dal loro punto di vista , ha detto all'Adnkronos Magdi Cristiano Allam, il musulmano che abbandona l'Islam e aderisce ad un'altra religione è un apostata che merita la condanna a morte e quindi il Santo Padre, per essere stato lui a decidere di darmi il battesimo, viene considerato partecipe di quello che dal loro punto di vista è ritenuto un crimine".
"Il fatto che tutto questo avvenga qui, non in Afghanistan o in Arabia Saudita dove non esiste libertà religiosa, deve farci riflettere: non possiamo andare avanti così -
"Sono otto anni che vivo con la scorta, sono stato reiteratamente condannato a morte e minacciato da estremisti islamici, quindi non è un qualcosa che mi spaventa. Sono sempre più determinato ad andare avanti nella denuncia del radicalismo e terrorismo islamico, nell'affermazione del nostro diritto e dovere di dire la verità in libertà", afferma Allam che terrà a Milano domenica il secondo congresso nazionale del suo movimento 'Io amo l'Italia'.