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barbera rientra nel pdl

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PARLA BARBERA CHE RIENTRA NEL PDL


LE MIE DIMISSIONI?
NORMALI DINAMICHE
MA IN TANTI
NON CI CREDONO



RISOLTO IL CASO SCIORTINO
 

"Normali dinamiche interne di partito".
Così il ripescato coordinatore cittadino del Pdl Giovanni Barbera giustifica le proprie dimissioni dall'incarico.
Ma sarà vero? In tanti stentano a crederci.

Massimo rispetto per le argomentazioni fornite da Barbera: rientrando nel Pdl non poteva certo alimentare – non fa parte della sua indole - polemiche e scontri. Doveva necessariamente dire quello che ha detto..
Sì, perché, dimettersi dall'incarico e non dimentichiamo - dal partito , non possono essere avere alla base normali dinamiche interne. Se fossero tali uno si dimette, ma resta nel partito; se va via c'è ben altro: ovvero Ignazio Sciortino era stato nominato senza che lui ne sapesse niente.
In questi casi la decisione da prendere è una sola: quella che ha preso Barbera: vado via.
A rimettere tutto a posto ci ha pensato Angelino Alfano che avrebbe condiviso le lamentele di Barbera e facendo la voce grossa con qualche suo stretto collaboratore.
Ed allora a Barbera non è restato che dire “Viva Marco”, almeno per il momento . Poi si vedrà.

IL TESTO DELL'INTERVERTO DI BARBERA



Normali dinamiche interne di partito avevano determinato le mie dimissioni. Pertanto ho ritenuto opportuno non dare motivazioni pubbliche. Non comprendo questa pervicacia con cui alcuni “soggetti anonimi” continuano a chiedere conto e ragione di un comportamento che avevo il dovere di chiarire esclusivamente con i vertici del mio Partito, che peraltro avevano prontamente rigettato le mie dimissioni.
Ancora più grave appare il modo, a tratti incivile, con cui sono stato selvaggiamente insultato, su alcuni siti web, sempre dai “soliti anonimi pensatori”. Quasi avessi commesso un “delitto incommensurabile". Una curiosità morbosa, da squallido provincialismo, dove la “normalità”, per alcuni, diventa motivo di cinico sfogo anonimo ed inurbano.
Non volendo, però, sprecare tempo ed energie e non intendendo tediare le intelligenze delle persone che hanno veramente voglia di interessarsi ed appassionarsi alla Politica (con la “P” maiuscola) colgo l’occasione per comunicare che, a breve, in ogni caso, il nostro Partito sarà attraversato da una “rivoluzione organizzativa” che ne potrebbe modificare radicalmente l’assetto, dando finalmente voce realmente alla base.
Infatti, il segretario politico del Popolo della Libertà Angelino Alfano, nel suo primo incontro con i coordinatori regionali ha proposto di indire entro l’8 dicembre 2011 un “election day”, in ogni provincia, per far eleggere dalla base i coordinatori comunali e provinciali del P.d.L. che saranno votati democraticamente dai tesserati.
Il Segretario Nazionale on.le Angelino Alfano ha, inoltre, annunciato che a settembre prenderà corpo il regolamento “sanzioni e premi” che andrà a regolare la vita del partito, il cui tesseramento sarà prorogato alla fine del mese di ottobre 2011. E’ chiaro che chiunque abbia i requisiti potrà candidarsi nel ruolo che riterrà più opportuno.
Un atto di grande democrazia di cui sicuramente anche i membri del partito agrigentino sapranno approfittare per eleggere i propri quadri scardinando, finalmente, qualunque “sistema” che non abbia nella “base” il cuore pulsante di tutte le scelte politiche nell’interesse della nostra collettività.
Un importante passo avanti, voluto fortemente dal Segretario Politico Nazionale, che sicuramente andrà verso la direzione di una giusta e democratica applicazione di regole precise e rigide, di cui i coordinatori, assieme ai quadri del partito, dovranno diventarne gli “equilibrati” garanti

 
 
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