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TROPPI ATTI DA ESAMINARE
PRENDE TEMPO PER PREPARARE LA DIFESA
INTANTO VERSA COME RISARCIMENTO UNA SOMMA NELLE CASSE COMUNALI
Si avvalso, davanti al Gup Luca D'addario, della facoltà di on rispondere l'ex presidente del consiglio Carmelo Callari, indagato per truffa, peculato, abuso d'ufficio e falso in atto pubblico.
Callari accompagnato dai suoi difensori, gli avvocati Campo e Faro, ha motivato la propria decisione di non rispondere al Gup con la necessità di potere prima prendere visione di tutta la documentazione dell'inchiesta che lo riguarda in modo da potere articolare meglio la propria difesa.
L'ex presidente del consiglio ha pure comunicato che verserà nella casse comunali una somma pari a quella che gli contestano-
In caso di assoluzione devolverà un'analoga somma alla Mensa della solidarietà.
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A Callari è stato notificato dalla Digos l'obbligo di dimora disposto dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Agrigento Luca D'Addario nell'ambito di una inchiesta condotta dai Pm Michela Francorsi e del procuratore aggiunto Ignazio Fonzo, che avevano chiesto per Callari gli arresti domiciliari.
A Callari i magistrati contestano di avere fatto passare per missioni istituzionali, trasferte che in realtà sarebbero state effettuate per esclusivi fini privati che venivano poi rimborsate dal Comune, ottenendo anche permessi politici dal corpo dei Vigili del Fuoco.
Risultano pure indagati due impigati comunali.
Per tutti l'accusa, con ruoli e responsabilità diverse, è di truffa, peculato, abuso d'ufficio e falso in atto pubblico