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Casa chiede dimissioni assessore passarello

ULTIMISSIME
CLAUDIA CASA
LEGAMBIENTE CONTRO L'ASSESSORE ALL'ECOLOGIA


UNA CITTA'  INVASA DALLE DISCARICHE
CLAUDIA CASA: "L'ASSESSORE PASSARELLO DEVE DIMETTERSI"

Ma Arnone getta acqua sul fuoco: La questione a mio parare  è stata posta in termini di battuta

ROSALDA PASSARELLO
 

Ancora uno scontro  tra  l'ambientalista Claudia Casa e l'assessore comunale all'ecologia Rosalda Passatello. Questa volta, l'esponente di Legambiente arriva addirittura a chiedere alla Passarello, una volta per tutte,   di farsi da parte: rassegnare  cioè le dimissioni e andarsene  a casa  non riuscendo a porre rimedio al degrado che ormai  regna sovrano in città.
L'ultimo  scontro solo alcune settimane quando Claudia Casa  definì improvvida  l'uscita  della Passarello che secondo quanto denunciato dall'ambientalista avrebbe esortato la gente di evitare di fare troppo rumore sui gravi episodi dell'uccisione dei cani.
Sulla vicenda interviene anche Giuseppe Arnone che sembra volere acqua sul fuoco.


Iniziamo con il testo integrale dell'intervento di Claudia Casa del Coordinamento Circolo Rabat di Leagambiente

"Non è più tollerabile, esordisce Claudia Casa,  l'immobilismo del Comune di Agrigento di fronte al dilagare del degrado in periferia ed in centro-città. L'inciviltà non si contrasta con lo stare a guardare che rende complici e colpevoli tanto quanto chi si rende responsabile di veri e propri attentati alla salute pubblica, che per di più arrecano un danno gravissimo all'immagine della nostra città.

È trascorsa ormai più di una settimana dalla nostra denuncia pubblica della micro-discarica di eternit in disfacimento venutasi a creare in Via delle Mura e dalla conseguente richiesta di un intervento urgente, ad horas, da parte dell'Amministrazione Comunale per rimuovere il pericoloso materiale abbandonato a ridosso dei cassonetti dei rifiuti in un quartiere del Centro Storico, quello della Bibirria, densamente popolato ed in cui i bambini abitualmente giocano per strada.

Ebbene, a distanza di otto giorni, i recipienti e le tegole in eternit continuano a permanere nello stesso posto mentre le piogge inevitabilmente ne stanno accelerando lo sbriciolamento. Esattamente la stessa situazione di irresponsabile immobilismo da parte dell'Amministrazione che - solo per ricordare l'episodio più eclatante - si è verificata rispetto alle discariche abusive di Maddalusa e del Caos, nei pressi di diverse strutture alberghiere.

L'impossibilità di fronteggiare adeguatamente questo fenomeno, a nostro parere, avrebbe dovuto portare da tempo l'Assessore al ramo a dimettersi, vuoi per un fatto di dignità personale vuoi come espressione legittima e sacrosanta di protesta: se infatti è vero quello che si dice da più parti a giustificazione di questo immobilismo, e cioè che il Comune non ha soldi da investire per nuove bonifiche e men che meno per operare una seria azione di prevenzione ed un'altrettanto efficace attività di controllo e sanzione, l'Assessore all'Ecologia al Comune di Agrigento è una figura di contorno che non ci possiamo permettere e meglio farebbe il Sindaco ad assumere su di sé questa che è una delega in cui alla mancata operatività non si può sopperire con le chiacchiere!

L'Assessore all'Ecologia ci risponderà - ne siamo più che certi - che non intende gettare la spugna e che preferisce rimanere in carica per provare a risolvere i problemi della città. Ma se i risultati sono quelli, pessimi, che vedono gli occhi di tutti non c'è discussione: è meglio, conclude l'ambientalista, andare a casa!!!


  

 
 
 
 

QUESTO INVECE L'INTERVENTO DI GIUSEPPE ARNONE

La politica, ad Agrigento, segue talvolta logiche e percorsi strani e singolari, che portano alcuni soggetti a creare situazioni di equivoco poiché non comprendono contesti che altrove sembrerebbero di abbagliante chiarezza.
Per evitare il ripetersi degli equivoci che hanno visto anche qualche soggetto lanciarsi in attacchi impropri nei confronti della presenza dell'Area Democratica nella Giunta Zambuto, ritengo utile chiarire il mio pensiero in ordine alla iniziativa assunta quest'oggi da Legambiente per sollecitare l'Amministrazione ad affrontare in modo più aggressivo e celere gli evidenti problemi di degrado e di inquinamento del territorio.
Immediatamente propongo un'ovvietà: il ruolo che il sottoscritto si è ritagliato anche in relazione alle richieste avanzate dagli agrigentini mediante il voto è quello di esponente di primo piano del Partito Democratico. Questo è l'impegno di gran lunga prevalente nella mia attività pubblica ad Agrigento, direzione dell'impegno che si comprende se solo si esamina la carta intestata che utilizzo.

E per una scelta altrettanto ovvia di correttezza vi è una netta separazione di responsabilità, di ruoli e di funzioni anche rispetto ad un progetto e ad un sistema di valori spesso ma non sempre comune, tra ciò che io rappresento e l'associazione Legambiente. Quest'ultima ha organismi e rappresentanti di elevato profilo politico e culturale che maturano analisi ed esternano posizioni. Ma come le posizioni espresse dal PD e da Arnone non impegnano Legambiente, così non necessariamente le posizioni che esprime Legambiente sono persino preventivamente conosciute da Arnone (ovviamente se esse si muovono nell'ambito delle ampie coordinate di un comune sentire ambientalista). L'esempio più illuminante è fornito dalla diversità di posizioni rispetto alla questione del dissalatore di Porto Empedocle che la scorsa estate ha visto il sottoscritto esprimere un'opinione totalmente contrapposta a quella di Legambiente.

Per entrare nel merito dell'odierna vicenda i termini, i contenuti, le proposizioni politiche esternate oggi da Legambiente per mettere in risalto quella che è ritenuta una inadeguata azione dell'assessore all'Ecologia appartengono a chi ha il ruolo di rappresentanza esterna di Legambiente. E Legambiente è un'associazione che, come è noto, non si presenta alle elezioni e vede al suo interno posizioni politiche variegate. In Sicilia, ad esempio, è apprezzato esponente di Legambiente Fabio Granata, parlamentare eletto con Berlusconi. Ad Agrigento si riconoscono in Legambiente dirigenti locali che guardano con interesse al progetto politico di Nichi Vendola ed altri ancora che, come me, guardano con interesse alla candidatura a premier di Gianfranco Fini o di Casini a capo di una grande coalizione di salute pubblica, finalizzata ad un governo di breve periodo per il ripristino delle regole democratiche e per avviare Berlusconi al percorso che già due anni addietro, con grande lucidità, veniva disegnato da Veronica Lario.

Dopo questa lunghissima premessa non intendo sfuggire alla domanda che si pone il cittadino agrigentino, la cui risposta peraltro è del tutto ovvia nelle mie prese di posizione degli ultimi tre mesi, ove invocavo una forte assunzione di responsabilità collegiale ed un impegno del Comune di ben diversa incisività e visibilità in ordine all'igiene del territorio. Sotto questo profilo, quindi, da uomo politico condivido l'analisi di Claudia Casa che richiede, appunto, uno sforzo di tutt'altra qualità, spessore ed energia per la tutela dell'ambiente urbano.

Pur riconoscendo alla posizione di Claudia Casa notevole garbo nel porre la questione delle dimissioni dell'assessore, questione che viene posta a mio parere in termini di battuta (a mio parere, Claudia sostiene invece che ella - cioè Claudia Casa - in una situazione simile si dimetterebbe), da politico che ha esperienze e responsabilità non avrei mai utilizzato un simile sostantivo né mai posto pubblicamente una simile questione. Legambiente ha il diritto di esternere quello che vuole se è in grado di argomentarlo. Arnone, al contrario, ha un dovere politico di sobrietà ed efficacia anche nella definizione degli organigrammi e nella qualificazione delle responsabilità, dovere che impone, appunto, che chi ha le responsabilità di Arnone e fa parte comunque di una coalizione affronti queste tematiche anche degli avvicendamenti o delle rotazioni nel modo più proprio ed adeguato, senza forzature e favorendo la maturazione nei termini più pacati e condivisi possibili di quelle che possono essere le scelte in favore della città.

Concludo con una battuta che riprende quello che è stato il pensiero esternato già a luglio e ad agosto: sull'ambiente e sulla pulizia della città in questa fase occorre serrare le fila e concentrare le risorse, operando ogni sforzo da parte di noi politici che governiamo Agrigento per rafforzare quello che è il punto più critico, unitamente allo stato delle strade e della viabilità, della qualità urbana di Agrigento. Stato delle strade e sporcizia della città sono con ogni evidenza il terreno dove il Sindaco per primo ed io per secondo riceviamo le più serrate critiche da parte dei cittadini. La gente ci dice: siete voi che avete avuto il maggiore consenso, siete voi che ci avete ispirato maggiore fiducia, siete voi che avendo preso appunto più voti dovete impegnarvi di più per la città, innanzitutto per mantenerla più pulita.


 
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