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CATTURATO NUOVO CAPO MAFIA PALERMO/agrigentoinformazione

Cronaca Arigento

Catturato il successore dei boss Lo Piccolo
I pentiti :"E' il nuovo capomafia di Palermo"
In manette l' "architetto" Giuseppe Liga
ex segretario nazionale del movimento cristiano lavoratori

PALERMO - Con l'accusa di associazione mafiosa, estorsione e fittizia intestazione di beni la Guardia di finanza ha arrestato all'alba di oggi Giuseppe Liga, soprannominato l'"architetto", ritenuto l'erede dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo alla guida del mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo, a Palermo.
Secondo quanto è emerso dalle indagini, coordinate dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo Marcello Viola, Anna Maria Picozzi, Gaetano Pace e Francesco Del Bene, l'"architetto" Giuseppe Liga, sarebbe stato il collettore delle estorsioni gestendo e incassando il denaro ricavato dal pizzo che continua a essere una delle principali entrate delle cosche.
Sono alcuni collaboratori, i più recenti, ad averlo indicato agli inquirenti come il successore dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo alla guida del mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo, a Palermo. Le intercettazioni disposte dalla Dda hanno confermato le rivelazioni dei pentiti. Giuseppe Liga, 60 anni, era indicato nei pizzini trovati nel covo del boss Lo Piccolo col numero 013.
Gli altri destinatari dei provvedimenti restrittivi sono il suo presunto "braccio destro", Giovanni Angelo Mannino, accusato di associazione mafiosa e Agostino Carollo e Amedeo Sorvillo, che devono rispondere di fittizia intestazione di beni.
Secondo quanto emerso dalle indagini sarebberoo i titolari della società Euteco, di fatto riconducibile a Liga.
Il nome di Giuseppe Liga era venuto fuori per la prima volta, tra le carte furono trovate addosso a Salvatore Lo Piccolo, il giorno del suo arresto avvenuto il 5 novembre di tre anni fa nel covo di Giardinello. Fu pure trovata una valigetta piena di nomi e cifre. Era la contabilità del boss che annotava i nomi dei commercianti e accanto la cifra da pagare. Tra gli appunti anche la frase: "Architetto Liga 10.000" . Un anno dopo, il 14 novembre del 2008, i boss mafiosi che progettano la ristrutturazione di Cosa nostra fanno ancora una volta il nome di Liga nel corso di un summit di mafia. Pino Scaduto, boss di Bagheria, parla con Giovanni Adelfio, Antonino Spera e Sandro Capizzi. "A Tommaso Natale chi c'é?", chiede Scaduto . Vengono fatti due nomi: "Giuseppe Lo Verde e l'architetto Liga". Capizzi ha più di una perplessità: "Neanche lo conoscono ... solo il cugino di Totò Lo Piccolo 'u biondino lo conosce bene''.
Sarebbero cioè emerse perplessità sull'affidamento della leadership a Liga.
A mettere tutti a tacere ci avrebbe pensato Adelfio.
Viene così accettato, con Spera che aggiunge: "Se avete altri mandamenti portateli... noi interpelliamo l'architetto". Nel settembre del 2008 viene arrestato l'avvocato Marcello Trapani, legale dei Lo Piccolo. E nell'ordinanza di custodia cautelare del penalista si fa ancora una volta riferimento all'architetto. Piero Cinà, indicato come un esattore dei Lo Piccolo, nome in codice Alfa, scrive in un pizzino: "cantiere scalea: continuano a ritardare il saldo, si tratta di 110 mila euro. Ho parlato con Pippo, ma tutto tace". Pippo, secondo gli inquirenti, sarebbe proprio l'architetto Giuseppe Liga. La frase sarebbe riferita al pizzo da imporre in un cantiere per la costruzione di alcune villette a San Lorenzo. In un'intercettazione il titolare della società di costruzioni e altri interlocutori, fra cui Pippo, discutono sulla rata del pizzo: mille euro ad appartamento.

(22 marzo 2010)


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