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comune rimpasto in giunta calabrese e montana

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In silenzio si è consumato al Comune l’ennesimo rimpasto della giunta comunale.
I nuovi assessori sono Maurizio Calabrese, Udc, e Alfonso Montana che entra nell’esecutivo in rappresentanza dell’Api di Rutelli.
A bloccare la nomina di Calabrese nell’esecutivo era pure stata alcuni mesi fa la vicenda giudiziaria che lo ha visto in contrapposizione al comando dei vigili urbani.
Una sua designazione in quel momento (era pronto per l’assessorato alla Polizia urbana) sarebbe stata –ha pensato Zambuto - inopportuna.
Il suo proscioglimento gli ha così ora spianato l’ingresso in giunta. Calabrese dovrà ora dimettersi, consentendo al primo del non eletti della lista dell’Udeur, Giuseppe Di Rosa, di entrare in consiglio comunale.
La nomina di Calabrese e Montana è avvenuta nel più stretto riserbo : in silenzio.
Perché tanta riservatezza?
Di certo Zambuto- che non ha alcuna intenzione di non ricandidarsi – sta pensando di costituire attorno a se una coalizione e che possa appoggiarlo alle prossime comunali.
Dopo avere ritto con il Pdl, sta facendo la corte al Pd, dal quale però- stando alle dichiarazioni del segretario provinciale Emilio Messana- non avrà alcun sostegno.
Ora Zambuto cercherà di recuperare l'intesa con il Fli  di Luigi Gentile che potrebbe concretizzarsi con l' ingresso di Carmelo Settembrino, più volte dato come sicuro assessore.
Montana e Calabrese hanno già giurato. "Ho criticato Zambuto quando c'era da criticarlo, ma non è mai venita meno la reciproca stima", ha detto calabrese a chi gli ricordava il rapporto a volte non certo idillliaco con il sindaco.
Ma si sa la politica fa miracoli. Non è il prino e non sarà l'ultimo.

 
 

ZAMBUTO: RILANCEREMO IL PROGETTO  AGRIGENTO


“Avviamo - dichiara Zambuto - la costruzione di una solida alleanza tra Terzo Polo e tutte quelle forze economiche e sociali come i sindacati, il volontariato, le associazioni e la società civile, che intendono perseguire la strada verso la ricomposizione, l’innovazione e la moralizzazione. Una scelta che in questi anni ha visto realizzare il risanamento del bilancio, il taglio degli sprechi, delle consulenze e delle indennità, la lotta alla lottizzazione politica e l’avvio di una concreta progettualità per la città”.

“Oggi più che mai – spiega Zambuto - in considerazione della fase politica drammatica e densa di incognite che tutta l’Italia sta attraversando, è necessario aggiornare e rilanciare un nuovo progetto di innovazione politica che, in linea con le trasformazioni dello scenario nazionale, dia nuovo slancio alla città e permetta di rispondere positivamente alla voglia di futuro dei giovani agrigentini”.

 
 
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