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Cronaca Arigento
I SUOI LEGALI. NON PUÒ ESSERE PROCESSATO PERCHÈ GIÀ GIUDICATO PER GLI STESSI FATTI.
CUFFARO: "CHIESI VOTI A SIINO MA NON SAPEVO CHE FOSSE UN MAFIOSO"
Dura opposizione dei pm Nino Di Matteo e Francesco del Bene:"Le accuse riguardano un periodo ben più esteso e fatti ulteriori rispetto al primo processo".
L'EX GOVERNATORE A GIUDIZIO PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA
L'ex governatore Totò Cuffaro non può essere processato perché è stato già giudicato per gli stessi fatti.
Questa l'eccezione sollevata dai legali da Cuffaro al Gup di Palermo dove l'ex governatore è processato con il rito abbreviato. Gli avvocati Nino Mormino, Oreste Dominioni e Nino Caleca invocando l'applicazione del principio ne bis in idem hanno pertanto chiesto di dichiarare il non luogo a procedere.
Secondo il collegio di difesa le contestazioni mosse a Cuffaro, imputato di concorso in associazione mafiosa, sono la fotocopia di quelle sollevate nel processo per favoreggiamento aggravato conclusosi con la condanna del politico a 7 anni in appello. Dura l'opposizione dei pm Nino Di Matteo e Francesco del Bene che hanno sostenuto che le accuse mosse all'ex governatore nel giudizio attuale "riguardano un periodo ben piu" esteso e fatti ulteriori rispetto al primo processo.
"Qui - ha detto Di Matteo - c'è in discussione l'esistenza di un patto elettorale-politico-mafioso che si dispiega in un lasso di tempo che va dagli anni 90 a dopo l'elezione a governatore di Cuffaro. Nel primo processo si discuteva solo di due episodi di favoreggiamento relativi al 2001 e al 2003".
Commentando una delle contestazioni mosse dall'accusa, Cuffaro di avere sempre ammesso di avere incontrato Angelo Siino nel '91 e di avergli chiesto i voti, ma non sapevo che era un mafioso e non lo sapevano nemmeno gli inquirenti, che infatti, non lo avevano ancora arrestato".
"Peraltro - ha proseguito - Siino mi disse che doveva sostenere altri candidati e che non mi avrebbe votato". L'ex governatore, attraverso i suoi legali, ha sollevato l'eccezione del "ne bis in idem", sostenendo che alla base del processo ci sono le stesse contestazioni per cui è già stato condannato per favoreggiamento aggravato. "Era stata la stessa procura a sostenere l'insussistenza del concorso in associazione mafiosa. Ora, a quanto pare, si ricomincia daccapo. Cercherò di affrontare con serenità anche quest'altro sacrificio".
Sulla richiesta dei legali di Cuffaro Il gup Vittorio Anania si è riservato di decidere sull'eccezione il 29 aprile, data di rinvio dell'udienza