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D'ORSI, CASTELLINO
ED IL... GIARDINIERE
di Gerlando Gandolfo


Come assessore provinciale all'ambiente Stefano Castellino ha lavorato così bene, ma così bene da fare arrivare all'Ente Provincia un finanziamento. C'è il rimpasto, che faccio?
Avete la faccia tosta di chiederlo pure?
Ma lo riconfermo. Ci mancherebbe altro: dove lo vado a trovare un assessore all'ambiente così bravo come lui?
Sì, logica e buon senso vorrebbero tutto questo: ma in tutt'altra parte del mondo. Non qui, dove prevalgono altre logiche.
Qui, ad Agrigento, accade che l'assessore all'ambiente tanto bravo viene licenziato dal presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, se ne nomina un altro al suo posto e che poi, solo pochi giorni dopo, l'assessore mandato a casa -
C'è qualcosa che non quadra.
Se era così bravo, Castellino, bastava tenerselo come assessore. O no?
E a nulla servono i giochi di parole per cercare di dare una spiegazione all'opinione pubblica sempre più disorientata e sconcertata.
Immaginate un impiegato che ha problemi con il proprio giardino. Non ne può più. Non sa cosa fare. Lo stipendio è quello che è. C'è la crisi. Ma non può tenersi tutte quelle erbacce.
Decide di chiamare un giardiniere. Lo chiama e gli dice: ti dò 500 euro al mese per rimettermi a posto il giardino.
Nel giro di pochi mesi quel giardino sembra un paradiso terrestre.
Davvero bravo quel giardiniere e l'impiegato che fa? Naturalmente se lo tiene ben stretto.
Macchè: lo licenzia e ne prende un altro al suo posto al quale dà sempre 500 euro al mese.
Poi richiama il vecchio giardiniere appena licenziato e lo nomina consulente -
Totale: 1000 euro al mese. Ma che fa, ha bevuto..un Castellino?
Lo viene a sapere la moglie . E che fa la moglie? Il minimo sindacale: licenzia il giardiniere, il consulente del giardiniere ed... il marito.
Tutto questo a casa dell'impiegato. Ed alla Provincia?
Avete pure la faccia tosta di chiederlo? Per pagare il consulente nessuno mette mani al proprio portafoglio.