Menu principale:

D'ORSI CONVOCATO
DALLA GUARDIA DI FINANZA
MA IL PRESIDENTE POTREBBE
DECIDERE DI NON RISPONDERE
L'appuntamento è per mercoledì. Tra due giorni il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, finito sotto inchiesta per peculato, concussione e truffa, dovrà presentarsi al comando provinciale della Guardia di finanza per essere interrogato.
D'Orsi, è questa la probabile strategia difensiva, non dovrebbe rispondere alla domande degli investigatori delle Fiamme Gialle che hanno condotto l'inchiesta sfociata con l'avviso a comparire firmato dai magistrati della Procura che contestano al presidente diversi episodi.
Episodi che secondo l'accusa avrebbero rilevanza penale, come la vicenda che riguarderebbe le 40 piantine acquistare dalla Provincia e che sarebbero state invece piantate nel terreno dove si trova a Montaperto l'immobile che D'Orsi ha ristrutturato .
Gli inquirenti vogliono capire come e perché quelle piantine, che saranno pure costate poche decine di euro, siano potute finire appunto a Montaperto.
Ma D'Orsi a quanto pare non intende fornire alcuna spiegazione almeno in questa fase dell'inchiesta.
Ed allora non conosceremo nemmeno come si difende dall'accusa che avrebbe fatto svolgere lavori in una sua proprietà senza pagarli, o pagandoli di meno, a imprese che avevano in esecuzione appalti con l'Ente; ed ancora se è vero che avrebbe usufruito di rimborsi spesa per pasti in realtà non sostenuti o non effettuati nell'interesse pubblico.
Inoltre il presidente D'Orsi, sostiene la Procura, avrebbe conferito incarichi esterni per esigenze per le quali l'Ente avrebbe potuto fare fronte con proprio personale.
Il Presidente ha pure parlato di complotto, lanciando pesanti accuse, lasciando intendere insomma che dietro l'inchiesta possa esserci chissà quale regìa.
Piuttosto che tacere D'Orsi dovrebbe forse decidersi a parlare.