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elezioni candidature a sindaco agrigento arnone barbera zambuto

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E' GIA' CORSA ALLA CANDIDATURA A SINDACO DI AGRIGENTO


ARNONE: SONO PRONTO A CANDIDARMI  A SINDACO

GIOVANNI BARBERA:MA CHE VUOLE ZAMBUTO?PRIMA SI SCAGLIA CONTRO ALFANO ED ORA LO ESALTA


 

Giuseppe Arnome  è pronto a candidarsi alla guida della città di Agrigento.
Lo ha annunciato con una  nota  inviata   al segretario del circolo di Agrigento del Pd, Mimmo Pistone al quale chiede che gli venga rilasciata la tessera del Partito democratico.
A Pistone ed al Pd  l'ambientalista  prospetta sin d'ora la propria candidatura a sindaco qualora, dice,  non vi fossero le condizioni per la rielezione di Marco Zambuto.
E avanza il sospetto che il tesseramento non venga aperto per ostacolare il ruolo  che Arnone intende svolgere.

Sono insomma iniziate le grandi manovre per le candidature a sindaco.
Marco Zambuto, non è un segreto, preferirebbe andare a fare il deputato:si ricandiderebbe solo se non riuscisse a strappare un posto il lista oper le regionali o le nazionli.
Il  Pdl  del ministro Angelino Alfano al momento sembra puntare su Giovanni Barbera: ma ci sarebbe anche pronto  l'attuale presidente del consiglio Francesco Alfano anche appare improbabile che il Guardasigilli si esponga il prima persona  con il di fare una brutta figura nel caso in cui non fosse capace di  fare eleggere  lo zio che a suo tempo non riuscì a diventare consigliere comunale.


 
 

LA LETTERA DI ARNONE A PISTONE




Caro Mimmo,
è tempo di chiarire alcuni punti. Quando con Benedetto Adragna e gli altri amici abbiamo discusso, molto favorevolmente, l'ipotesi di eleggerti segretario del più importante circolo cittadino del PD, intendevamo ripristinare, nella città di Agrigento, regole di trasparenza e di democrazia anche per quanto riguarda il tesseramento.
Mentre da un lato noto che tu sottoscrivi, senza consultare i consiglieri comunali, dannosi manifesti contro il sindaco di Agrigento (attribuendo a Zambuto responsabilità del centrodestra), manifesti ove avverto lo "stile" politico - letterario di Ester Vedova, dall'altro prendo atto, molto negativamente, che ancora non hai provveduto ad aprire il tesseramento 2011, che nel resto del Paese è aperto dall'inizio di gennaio.
Formalmente, con la presente nota, ti chiedo la mia tessera e ti chiedo di rispettare lo Statuto e di porre in essere le occasioni pubbliche ove i cittadini agrigentini, e anche i miei simpatizzanti, possano ritirare la tessera del Partito Democratico. Ciò va fatto nei tempi più brevi.
E quando dico che ciò va fatto nei tempi più brevi, lo dico con estrema cognizione di causa ed anticipandoti che qualora non vi fossero le condizioni (che io ritengo vi siano, seppur con le necessarie correzioni e aggiustamenti, anche in Giunta, ed un ineludibile rilancio di efficienza) mi appare del tutto ovvio e naturale porre la mia candidatura a sindaco di Agrigento per il Partito Democratico.
Com'è mio costume, sono chiaro. Credo che il primo scenario che dobbiamo perseguire sia quello della candidatura di Zambuto al centro di uno schieramento che impegni in primo luogo l'MpA del presidente Lombardo ed ovviamente il nostro Partito. E ciò persino in linea con il documento approvato all'Assemblea Congressuale provinciale di Agrigento tenutasi il 30 gennaio.
Ma, se non vi fossero queste condizioni (e, lo ribadisco, ritengo che vi siano, seppure con correzioni e aggiustamenti …), sento il dovere di porre sin d'ora sul tappeto la mia candidatura a Sindaco di Agrigento per il Partito Democratico.
Come ricorderai, alle elezioni provinciali del 2008, da solo e senza liste di candidati a sostegno, ho ottenuto nella città di Agrigento, molti, molti, molti più voti dell'intero Partito Democratico. Per questo ritengo di avere il dovere morale di porre sul tappeto la mia candidatura, se non si potrà convergere su Zambuto.
Ed in questo quadro, occorre eliminare ogni sospetto che la mancata apertura del tesseramento nella città di Agrigento e nella nostra sezione, sia funzionale a creare difficoltà al progetto di mantenere (o riconquistare che dir si voglia) il Comune di Agrigento, ponendo sul tappeto le candidature più forti e significative di cui disponiamo.
Caro Mimmo, tu sei stato eletto segretario del Circolo con un fortissimo investimento voluto, in prima persona, dal senatore Benedetto Adragna, investimento voluto in un quadro di ripristino di regole e garanzie democratiche. Per tale ragione, ti invito ad essere coerente e a mettere a disposizione, già nelle prossime ore, la tessera per me e per tutti coloro che la richiederanno.
Ed infine, a coloro che non l'avessero ancora capito e che, pur avendo incarichi importanti nel Partito, non li svolgono per piaggeria e subalternità nei confronti dei "bàgani", comunico che il Sindaco di Agrigento non lo eleggono i "bàgani" i quali hanno, com'è noto, un ridottissimo consenso elettorale, bensì i cittadini agrigentini, ossia quegli stessi cittadini che, nel 2008, hanno confermato nei confronti di Giuseppe Arnone quell'ampio costante consenso che si ripete già dai primissimi anni '90.
Peraltro, caro Mimmo, il mio libro che sta uscendo sui reati commessi da Messana (già denunziati qualche settimana addietro al sig. Procuratore) non potrà che confermare la mia leadership politica nell'intera provincia, in coerenza con il consenso che mi attribuiscono gli agrigentini e che mi fa essere il candidato naturale del Partito Democratico.





 
 

L'INTERVENTO DI GIOVANNI BARBERA COORDINATORE CITTADINO DEL PDL






Resto basito dal trasformismo del Sindaco Marco Zambuto e dalla capacità di saltellare da una dichiarazione all'altra, da un partito all'altro e , cosa gravissima, di pensare che gli elettori siano acefali.
E' vero che la politica è l'arte del possibile, ma quello che leggo oggi sul  Giornale di Sicilia sulla cronaca cittadina mi sembra davvero impossibile!
Infatti, al solito intervento, positivo e fattivo, del Ministro Angelino Alfano anche a sostegno del Centro Storico e  del bisogno della popolazione, ormai una consuetudine  a cui noi agrigentini siamo abituati, "stupiscono"  le parole "mielate" del Sindaco  dopo avere usato, nei confronti del Ministro, toni e frasi contraddittorie, fino a qualche giorno fa.
E', ormai , dell' 08 gennaio 2011 una lettera aperta del Sindaco indirizzata alle agrigentine e agli agrigentini che recita testualmente,  (tralascio la dichiarazione improvvida sull'on. Lombardo per la quale  "oggi (doveva!) a buon diritto diventa cittadino onorario di Agrigento"):
"Nel 2008, quando l'On. Berlusconi lanciò il "progetto del fare", avendo tra i suoi collaboratori l'on. Alfano, agrigentino come noi, mi rivolsi a loro perché dessero ad Agrigento tutto ciò che la città aspettava, a cominciare dall'acqua, dopo anni di pessima amministrazione anche per colpa della loro parte politica.
Berlusconi ed Alfano mi promisero non solo interventi urgenti per l'acqua ed il centro storico, ma che avrebbero fatto di Agrigento, come capoluogo medio-piccolo, una città modello.
Per avere creduto a tali promesse subii gli attacchi più volgari: si disse che avevo svenduto a loro la città in cambio di favori personali e di poltrone parlamentari per miei familiari. Solo quando si ebbe la certezza che avevo chiesto solo interventi concreti per Agrigento gli attacchi diminuirono.
Per tutto il 2008 ed il 2009, con sacrifici personali e stancanti saliscendi da Roma, ho inseguito Berlusconi ed Alfano per dare concretezza alle promesse.
Con Alfano, Matteoli e Bertolaso si individuarono procedure d'urgenza per consentire un pronto e decisivo intervento per la nuova rete idrica della città. Con pazienza e fiducia raggiunsi Berlusconi e i suoi ministri Alfano e Matteoli nelle sale d'attesa di decine di Consigli dei ministri a Palazzo Chigi ed in quelli straordinari a L'Aquila ed a Napoli.
Dopo due anni di sollecitazioni, preghiere e perfino di umiliazioni, subite per l'amore che ho sempre nutrito per la nostra Agrigento, questi uomini di governo mi hanno fatto recapitare, come una doccia fredda, il 14 ottobre 2009, una lettera burocratica del Ministero delle Infrastrutture con la quale mi si comunicava che "l'intervento per la ristrutturazione e automazione per l'ottimizzazione della rete idrica di Agrigento non risultava ricompreso tra quelli della cosiddetta legge obiettivo. Come dire: abbiamo scherzato due anni! Ho capito allora- conclude il Sindaco Zambuto-  di essere stato usato per fini elettorali e che Alfano non era disponibile per aiutare la sua città".
Sono felice, quindi, oggi che ritorni a parlare, nei giusti toni e termini, del Ministro Angelino Alfano e che riconosca pubblicamente gli interventi che questo ha, sempre, fatto nell'interesse della collettività agrigentina!(vedi vicenda Ospedale!)
Sono onorato di essermi interessato, giornalmente, assieme al Coordinamento Cittadino che ringrazio pubblicamente per l'umanità e la professionalità, informando il Ministro, delle gravi condizioni in cui versa il Centro Storico ed i suoi abitanti, e non solo; resto grato, inoltre, a nome dei cittadini, per il solito tempestivo intervento fattivo dell' On. Alfano e del Governo Berlusconi nei confronti della nostra Città.  
Comunque, dovunque troveremo politicamente Zambuto ( al di sopra, al di sotto, di lato, con tutti … i partiti) una domanda mi sorge spontanea: erano "improvvide e incaute" le considerazioni che scriveva nella lettera indirizzata alle agrigentine e agli agrigentini dell' 8 gennaio 2011 o più semplicemente gli "conviene politicamente", solo ora, in prossimità di una sua eventuale ricanditatura, (poiché dopo il 14 dicembre 2010 non gli "resta altro") correggere il tiro e "gratificare" il Ministro che ha sempre agito disinteressatamente, invece, per il bene della collettività? Un dato solamente resta, dunque, incontrovertibile: la vicinanza e l'interesse del Ministro Alfano e del P.d.L. per i Suoi concittadini e i loro problemi sempre e comunque! Il bene comune, sinceramente, a"al di sopra" di tutto e di tutti!

                                                       

 
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