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Politica Agrigento
LA SOPPRESSIONE APPROVATA A SCRUTINIO SEGRETO CON 53 "SI'" HANNO VOTATO A FAVORE L'MPA DI LOMBARDO, IL PDL SICILIA DI MICCICHE' ED IL PD
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
SPAZZA VIA GLI ATO IDRICI
L'ACQUA TORNA PUBBLICA
di Gerlando Gandolfo
LA SEDUTA DELL'ARS
A leggere gli emendamenti approvati dall'Assemblea Regionale Siciliana si rischia di capirci poco perché fa riferimento a leggi, decreti legislativi articoli e commi vari.
Andando però alla sostanza la notizia è che l'Ars ha annullato gli Ato idrici.
Sì proprio così. La norma che fa scomparire gli Ato è stata approvata con il voto favorevole di 53 parlamentari, i contrari sono stati 25.
La votazione, ed è significativo, è avvenuta a scrutinio segreto: a favore della soppressione degli Ato hanno votato, quasi a prefigurare una ormai prossima "Lega Sicilia", l'Mpa del governatore Raffaele Lombardo, il Pdl Sicilia di Gianfranco Miccichè con il voto determinante del Partito democratico che in Sicilia da tempo conduce una dura battaglia contro la privatizzazione dell'acqua; contro il Pdl dei cosiddetti lealisti del Guardasigilli Angelino Alfano e l'Udc dell'ex governatore Totò Cuffaro.
Nel dettaglio, con riferimento ai contratti già firmati che hanno assegnato ai privati la gestione dell'acqua ( è il caso per esempio di Agrigento con "Girgenti acque"), per rescindere tali contratti bisogna fare riferimento ai piani di potenziamento del servizio presentati dalle società al momento di assumere il controllo del servizio idrico. Se l'attuazione di tali piani è al di sotto del 40% bisognerà rivolgersi al Coviri ( Comitato di vigilanza nazionale ) che darà il proprio parere per la rescissione del contratto. Gli altri contratti si scioglieranno allo loro scadenza naturale.
L'Ars ha ripristinato la gestione pubblica dell'acqua nel territorio siciliano, approvando un emendamento del Pd, che con diversi parlamentari esprime soddisfazione.
"Il parlamento ha certamente compreso l'importanza di una norma che impone un dietrofront rispetto alla fallimentare gestione privata delle risorse idriche". E' quanto dichiarato dai parlamentari regionali del Partito Democratico, Giovanni Panepinto, Pino Apprendi, Davide Faraone, Vincenzo Marinello e Concetta Raia subito dopo l'approvazione da parte dell'aula dell'articolo 50 del disegno di legge finanziaria che riordina la gestione integrata del servizio idrico dettando le regole per il ritorno alla gestione pubblica dell'acqua.
" Sono molto soddisfatto , aggiunge Panepinto, che aveva proposto in commissione bilancio la norma sulla ripubblicizzazione con un emendamento, poi inserito nel disegno di legge - i parlamentari non potevano sottrarsi alla volontà espressa da oltre 140 consigli comunali perché - ha dichiarato durante il suo intervento in aula - avrebbero certamente fatto un torto ai siciliani ed a tutte le forze politiche che si sono battute prima contro la gestione fallimentare degli ATO rifiuti e poi contro quella degli Ato idrici. La norma - spiega il parlamentare - blocca l'iter della gestione privata, impegnando la Regione a dotarsi entro un anno di un provvedimento che organizzi la gestione integrata del servizio, e fornisce alle amministrazioni locali i parametri necessari per le cessazioni delle convenzioni in atto con i gestori privati. Certo forti perplessità - conclude Panepinto - ci hanno lasciato le dichiarazioni fatte in aula, subito dopo il voto, dai parlamentari Pdl Giuseppe Limoli e Salvino Caputo che hanno 'profetizzato' l'intervento del Commissario dello Stato rispetto le norme".