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TUTTO FINITO TRA ARNONE E ZAMBUTO
L'AMBIENTALISTA:
"DELIRANTE IL PROVVEDIMENTO DEL SINDACO
E' SOTTO STRESS"
Alla fine, come era già nell'aria da alcune settimane, la rottura tra Giuseppe Arnone ed il sindaco marco Zambuto si è consumata.
La goccia che per l'ambientalista ha fatto traboccare il vaso è stato il “licenziamento”, al comune di Agrigento, da responsabile del settore dell'Urbanistica dell'ing. Calogero Morreale.
Arnone ha inviato una nota proprio all'ing. Morreale, dove ritiene che il "delirante provvedimento" posto in essere ai danni del professionista sia il frutto dello stress che avrebbe colpito il sindaco.
E c'è da scommettere che da qui alle prossime elezioni comunali di questi scoppiettanti scontri tra Arnone -
IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA APERTA CHE ARNONE HA INVIATO ALL'ING. CALOGERO MORREALE, ALL'ASSESSORE ALL'URBANISTICA CAMPAGNA ED A TUTTI I CONSIGLIERI COMUINALI
"Ingegnere, il delirante provvedimento di licenziamento è frutto di un grave stress del Sindaco. Ritengo che verrà ritirato, altrimenti ognuno di noi, inclusa la Procura della Repubblica, dovrà trarne le dovute valutazioni. Lei, Ingegnere, ha rappresentato una ventata di "aria pulita" all'interno di un contesto in putrefazione per logiche tangentizie.
E, da futuro Sindaco di Agrigento, Le preannunzio sin d'ora il mio pieno sostegno con la determinazione e l'energia che l'intera Sicilia mi riconosce da oltre vent'anni.
Ed è ormai il caso che la Procura della Repubblica acceleri i tempi per la definizione delle inchieste e gli inevitabili provvedimenti cautelari: la gente perbene deve dirigere l'Urbanistica, i delinquenti, i tangentisti e i loro complici devono stare in galera".
Illustre Ingegnere,
mi preme preliminarmente ricordare che noi ci siamo conosciuti soltanto in occasione della Sua assunzione al Comune. E pertanto, tra di noi, vi sono solo rapporti istituzionali.
Andando al dunque, Le invio la presente vestendo, in proiezione, il ruolo che da tempo e continuamente molti cittadini mi chiedono di assumere, quello di prossimo Sindaco di Agrigento, che per il decennio 2012 -
E, nella qualità di futuro Sindaco, Le chiedo con forza e convintamente di impugnare il delirante provvedimento con il quale Ella è stato licenziato. Anzi, Le metto già a disposizione il mio studio professionale e i miei rapporti con i migliori legali di Sicilia in questa materia, per affrontare nel modo più celere ed efficace l'intera problematica.
Se lo ritiene, ad horas, posso contattare uno dei più prestigiosi studi amministrativisti d'Italia, quello del prof. Gaetano Armao, che è assessore in carica al Bilancio del Governo Regionale, per avere anche il suo supporto.
Da legale, ritengo che nell'arco di pochi giorni gli organi giurisdizionali La rimetteranno in servizio. Da politico Le dico che il primo gesto che intendo compiere da nuovo Sindaco sarà quello di valorizzare la Sua correttezza, la Sua dedizione al dovere, la Sua professionalità.
E le anticipo ancora che già domani invierò una calorosa ed amichevole lettera al Sindaco Zambuto, per chiedergli di tornare immediatamente sui suoi passi: vi sono scelte, nelle ultime settimane, che sono chiaramente frutto di una sofferenza e di uno stress che il Sindaco sta vivendo e che potranno essere superate se il Sindaco, com'è giusto, com'è umano, anticiperà un buon periodo di riposo.
Perché, se così non fosse, occorre sollecitare, e non mancherò di farlo, la Procura della Repubblica ad emettere i ventilati mandati di cattura, ampiamente anticipati da alcuni giornali locali che hanno addirittura riportato intercettazioni in possesso all'Autorità Giudiziaria in ordine alle prassi tangentizie, costantemente in vigore all'Ufficio Urbanistica prima del Suo insediamento, cioè all'epoca della spregevole direzione dell'Ufficio da parte del suo predecessore. Credo che l'Autorità Giudiziaria abbia preso atto del venire meno dell'urgenza nel mettere in galera i tangentisti, venir meno dell'urgenza connesso al netto rinnovamento operato con la Sua nomina a dirigente del Settore. Ma se il rinnovamento viene meno, e se qualcuno pensa di ripristinare la situazione pregressa, per giunta con Di Francesco dirigente e Vitellaro vice dirigente, allora l'Autorità Giudiziaria deve accelerare, perché il contesto che si viene a creare è semplicemente esplosivo in ordine alle esigenze di legalità e rispetto delle regole da parte dell'intera Città.
Vi è un momento in cui la vita ci chiede di mostrare la pasta di cui siamo fatti, le qualità "virili" (nell'accezione latina) di cui disponiamo.
Lei, Ingegnere, deve dimostrare le Sue qualità, impugnando immediatamente questo assurdo provvedimento.
Il Sindaco deve dimostrare le proprie qualità "virili" avendo la capacità di ritornare indietro rispetto ad atti sbagliati, gravemente sbagliati, atti che lo rendono politicamente complice del precedente sistema truffaldino e tangentizio che la Sua presenza, ing. Morreale, stava cancellando.
L'assessore Campagna, assessore all'Urbanistica, deve avere il coraggio del proprio ruolo e delle proprie azioni, mettendo sul tavolo, immediatamente, la propria lettera di dimissioni da assessore, per non avallare un simile contesto.
Caro Ingegnere, io sono testimone delle ribalderie, del quadro di illegalità, di favori per milioni di euro che si "concedevano" all'Ufficio Urbanistica prima del Suo insediamento. E, per converso, sono testimone -
Già nella giornata di domani, invierò una mia lettera al Sindaco -
Vede, ing. Morreale, nella mia vita non mi sono lasciato intimidire da nulla, sono note le valutazioni che sull'eventuale sindaco Arnone esprimevano gli esponenti di Cosa Nostra, sono sotto gli occhi di tutti le ventennali battaglie per la legalità e contro politici e dirigenti -
Concludo, Ingegnere, garantendo ogni mio impegno: Lei ha rappresentato, all'interno dell'Ufficio Urbanistica, una ventata di "aria pulita" in un contesto di grande marciume. La sua nomina ha tranquillizzato, a suo tempo, sia me, sia lo stesso Sindaco Zambuto, ambedue allarmati dall'andirivieni delle Forze dell'Ordine all'interno del Settore Urbanistica, ha tranquillizzato la Procura della Repubblica, perché la Sua presenza metteva in condizione di non nuocere più coloro che, con evidenza, erano artefici di grandi misfatti contro l'ambiente, la legalità e i diritti dei cittadini.
Per questo, da capo indiscusso dell'opinione pubblica di questa terra, che pretende rispetto delle regole , la legge uguale per tutti, trasparenza ed efficienza, lotta a mafiosi e corrotti, Le chiedo di fare la sua parte ed io Le preannunzio che farò la mia, con l'energia e la determinazione che mi è consueta.