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Cronaca Arigento
Il ricordo di Benedetta Tobagi: 'Come mi batte forte il tuo cuore"
L' Unione Nazionale Cronisti Italiani ha ricordato a Milano tutti i giornalisti uccisi dalle mafie, dal terrorismo
ma anche quelli morti all' estero dove erano andati per raccontare gli orrori delle guerre.
L'Unci (Unione nazionale cronisti italiani) ha voluto ricordare a Milano tutti i giornalisti uccisi dalle mafie, dal terrorismo ma anche quelli morti all' estero dove erano andati per raccontare gli orrori delle guerre.
Il Ricordo di tanti giornalisti coraggiosi, con la schiena dritta, nella giornata che l'Onu ha dedicato alla libertà di informazione
A trent'anni dall'omicidio di Walter Tobagi, il giornalista del Corriere della Sera ucciso dalle Brigate Rosse, è toccato alla figlia Benedetta, autrice tra l'altro del libro 'Come mi batte forte il tuo cuorè, ricordare la figura del padre, impegnato nel sindacato a difesa anche dei giornalisti più giovani senza visibilità. "Mio padre - ha spiegato Benedetta Tobagi - era un giornalista molto conosciuto e i terroristi lo hanno ucciso anche per la sua visibilità. Spesso penso a quei giovani giornalisti uccisi dalle mafie. Molti erano sconosciuti e mio padre aveva messo a disposizione la sua visibilità anche per loro".
Rosaria Capacchione, giornalista del 'Mattinò di Napoli sotto scorta per i suoi articoli sui Casalesi, ha messo in guardia la categoria: "Sono una cronista che ha come primo scrupolo quello di raccontare ciò che vedo. Mi fa paura essere diventata un bersaglio per questo. Come giornalisti, però, dobbiamo renderci conto che non siamo amati, non tanto dal potere, ma dalla gente che ci rimprovera la cattiva scrittura e l'omologazione ai comunicati stampa. Purtroppo stiamo diventando dei passacarte e utilizziamo troppo le fonti ufficiali".
Lirio Abbate, inviato de L'Espresso, ha ricordato il disegno di legge sulle intercettazioni: "Penso che se Tobagi e gli altri colleghi uccisi dalla mafia e dal terrorismo fossero sfuggiti agli agguati sarebbero pronti ad andare in carcere contro la legge bavaglio sulle intercettazioni". Sonia Alfano, figlia del giornalista Giuseppe Alfano ucciso dalla mafia, ha ricordato: "Se ci fossero più giornalisti con la schiena dritta forse oggi ci troveremmo in un contesto diverso". Roberto Natali, presidente della Fnsi, ha annunciato che contro la legge sulle intercettazioni la categoria è pronta alla disobbedienza civile: "È una battaglia che si può vincere, faremo ricorso anche alla corte di Strasburgo. C'è una pretesa di impunità che non ha nulla a che vedere con la privacy".
Guido Columba, presidente dell'Unci, ha ricordato che la giornata della memoria cambia sede ogni anno per sottolineare, attraverso il ricordo dei giornalisti uccisi "l'unità della nazione