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IN MANETTE VINCENZO DI PIAZZA
GLI INQUIRENTI:
"E' IL CAPO MAFIA DI CASTELTERMINI"
Operazione antimafia dei carabinieri della Compagnia di Cammarata coadiuvati dai militari della stazione di Casteltermini. In manette è finito il presunto capo della "Famiglia" mafiosa di Casteltermini, Vincenzo Di Piazza, 71 anni.
Il provvedimento restrittivo, che porta la firma porta la firma del Gip del Tribunale di Palermo Fernando Sestito, è stato emesso nell'operazione antimafia denominata “Kamarat.
A richiederlo è stato il Pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Giuseppe Fici.
Secondo l'accusa Vincenzo Di Piazza avrebbe ricoperto un ruolo di primo piano in Ciosa Nostra sino a diventare il capo della "Famiglia" di Casteltermini in concorso ed unitamente ad altri esponenti di spicco della magia siciliana fra i quali Brusca Giovanni, Bagarella Leoluca Biagio, Brusca Enzo Salvatore, Monticciolo Giuseppe, Chiodo Vincenzo, Di Caro Antonino, Costanza Antonio, Messina Gerlandino, Longo Salvatore, Falzone Alfonso, Putrone Luigi, Traina Michele, Buggea Giancarlo, Accascio Ignazio e Sardino Giuseppe.
Con l’aggravante, secondo l' accusa che gli viene contestata, di aver concorso ad una associazione armata, avendo i componenti della medesima la disponibilità di armi ed esplosivi per il conseguimento delle finalità dell’associazione miranti al controllo di attività economiche finanziate con il prodotto, profitto e prezzo di altri delitti. Di Piazza è stato rinchiuso nel carcere di Agrigento.
L’operazione -
Particolare importanza, in tale prospettiva, hanno rivestito le dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia di significativo peso all’interno dell’organizzazione criminale e di comprovata attendibilità quali Alfonso Falzone, Luigi Putrone, Ciro Vara, Maurizio Di Gati, Antonino Giuffrè, Giuseppe Salvatore Vaccaro e Beniamino Di Gati, sulle quali si è di volta in volta appurata la veridicità attraverso i positivi riscontri da parte dei carabinieri.
Da ultimo sono risultate decisive per l’arresto del Vincenzo Di Piazza, le dichiarazioni rese dal neo-
A carico di Vincenzo Di Piazza, grava già un precedente arresto avvenuto nel 1995, con successiva condanna per associazione per delinquere di tipo mafioso, per aver favorito la latitanza dell’allora capo della provincia mafiosa di Agrigento, Salvatore Fragapane, il quale avrebbe trascorso la sua latitanza in un casolare, messo a disposizione proprio dal castelterminese.