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mafia prosciolto ex sindaco racalmuto petrotto

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SALVATORE PETROTTO SI ERA SUBITO DIMESSO DOPO L'AVVISO DI GARANZIA

MAFIA, ARCHIVIATA L'INCHIESTA
CONTRO L'EX SINDACO  DI RACALMUTO

 

Il gip del tribunale di Palermo accogliendo la richiesta formulata  lo scorso 6 settembre dal procuratore Vittorio Teresi e dal Pm  Fernando Asaro della Dda ha archiviato l’inchiesta  nei confronti dell'ex sindaco di Racalmuto Salvatore Petrotto, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Petrotto dopo avere ricevuto l’avviso a comparire   per «senso di correttezza istituzionale» si dimise dalla carica di sindaco.
L’inchiesta era  scattata in seguito alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Maurizio e Beniamino ed Ignazio Gagliardo.  
Secondo l’originaria accusa, ora archiviata, l’ex sindaco di Racalmuto  era accusato dia vere favorito le cosche di Cosa nostra tramite l’affidamento diretto di lavori a imprese legate all’ex boss e adesso pentito, Maurizio Di Gati.
Petrotto era pure accusato di avere  favorito il fratello di Maurizio, Beniamino Di Gati, già dipendente comunale, ritardando provvedimenti a suo sfavore. A l’ex sindaco veniva pure contestato  di avere simulato a partire dal 2003 attentati incendiari a proprio danno
"Mi hanno distrutto umanamente, hanno distrutto la mia storia. Io, disse subito petrotto,  non avrei mai messo in pericolo l'incolumità della mia famiglia, dei miei figli, dei condomini del palazzo dove abitavo quando mi hanno bruciato le macchine. Sono accuse, concliude Petrotto, che non stanno nè in cielo, nè in terra. Il fratello di Di Gati sono stato io a sospenderlo"
Petrotto era assistito dagli avvocati Giovanni Castronovo ed Ignazio Valenza.

LE PRIME DICHIARAZIONI DOPO L'ARCHIVIAZIONE

“Ho sempre avuto fiducia nella giustizia ed ero certo che prima o poi la verità sarebbe venuta fuori. La Magistratura ha così potuto accertare, grazie anche al materiale da me prodotto, che le accuse mosse nei miei confronti, in particolare dai fratelli Di Gati, sono esclusivamente il frutto del rancore maturato negli anni nei miei confronti avendo sempre avversato e contrastato i loro comportamenti illeciti. Onde evitare strumentalizzazioni politiche ho ritenuto opportuno dimettermi dalla carica di Sindaco per rispetto di tutti i miei concittadini che per anni ho rappresentato con onore.
Sono stato sottoposto ad una vera e propria gogna mediatica, trascorrendo periodi abbastanza difficili sotto il profilo psicologico, fortunatamente grazie all’aiuto dei miei familiari e dei pochi amici rimastimi ho vissuto con tranquillità gli eventi del processo, certo che prima o poi la verità avrebbe trionfato.
Un plauso, infine, mi sento di rivolgere ai miei legali, gli avv.ti Giovanni Castronovo e Ignazio Valenza per la loro professionalità nel condurre la mia difesa, ma soprattutto per la loro umanità ed amicizia mostratami in questi mesi difficili.
La mia storia personale è nota a tutti, ho sempre contrastato e combattuto la mafia, ragion per cui non ho mai, evidentemente, potuto fornire ad alcun criminale qualsivoglia tipo di ausilio o sostegno.”



 
IL DECRETO DI ARCHIVIAZIONE DEL GIP



 
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