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CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA
AVVISO DI GARANZIA PER L'EX ASSESSORE REGIONALE MICHELE CIMINO CHE REPLICA:
"Ho fatto della lotta alla mafia il mio modus operandi"
Sarà interrogato dalla Dda il 30 settembre

Concorso esterno in associazione mafiosa. Questa l'ipotesi di reato contenuta nell'avviso di garanzia che i magistrati della Dda di Palermo hanno inviato all'ex presidente della Regione Siciliana Michele Cimino, nell'ambito dell'operazione antimafia denominata "Family" che ha portato in carcere il sindaco di Castrofilippo, Salvatore Ippolito.
Cimino il prossimo 30 settembre sarà interrogato dai Pm della direzione distrettuale antimafia che dovranno accertare se è vero, per come dichiarato dal pentito Di Gati, che il deputato regionale avrebbe favorito le cosche dell'agrigentino, anche attraverso l'assegnazione di appalti pubblici a imprese in odore di mafia, in cambio di soldi. .
Il nome di Cimino emerge infatti nelle carte delle ordinanze di custodia cautelare emesse nell' ambito dell'operazione "Family. La vicenda sarebbe relativa a finanziamenti per la realizzazione di un centro artigianale nella zona industriale di Castrofilippo.
LE DICHIARAZIONI DI DI GATI
"Era, un finanziamento ha dichiarato Di Gati che il sindaco ha fatto arrivare tramite accordi politici l'onorevole Cimino". Il collaboratore racconta che il sistema prevedeva il pagamento di tangenti del 3 per cento ai politici che facevano arrivare i finanziamenti.
"A Ippolito, dice Di Gati, gli davo un 80 mila euro e in più c'era la parcella che toccava all'onorevole".
"Ho fatto della legalità e della lotta alle prevaricazioni e alla mafia il mio modus operandi e sono veramente meravigliato che un sedicente collaboratore di giustizia possa parlare di me".
LA REPLICA DI DI CIMINO
"Del fatto specifico, dice l'on. Cimino, voglio chiarire quanto segue:i finanziamenti per le opere vengono erogati secondo delle procedure di competenza esclusiva della struttura del dipartimento e quindi dei dirigenti. Tutto ciò a seguito di meccanismi ben precisi e predeterminati. L'atto finale è un decreto del dirigente generale".
"Voglio sottolineare, conclude l'ex presidente della Regione siciliana, che il sindaco di Castrofilippo, Salvatore Ippolito, come è noto, non si riconosce e non si è mai riconosciuto nelle mie posizioni politiche. Sono assolutamente tranquillo e confido nella magistratura, sicuro che tutto sarà chiarito".
L'INTERVENTO DI GIANFRANCO MICCICHE'
''Conosco troppo bene Michele Cimino, ho parlato con lui e mi ha rassicurato sulla sua totale estraneita' ai fatti e non ho motivo di credere, neppure lontanamente, il contrario. A Michele va la mia immutata, incondizionata stima e fiducia''.