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Mafia agrigento, arrestato sindaco castrofilippo salvatore ippolito Pdl

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OPERAZIONE ANTIMAFIA "FAMILY" AD AGRIGENTO ARRESTATO IL SINDACO DI CASTROFILIPPO ASSIEME AD ALTRI QUATRO PRESUNTI MAFIOSI


IN MANETTE SALVATORE IPPOLITO ACCUSATO DI ESSERE LEGATO A  COSA NOSTRA  
GLI INQUIRENTI:  UN MAFIORO  PRIMA ANCORA CHE UN POLITICO
L'ACCUSA:  INCONTRO' I CAPI MAFIA  DI GATI E FALSONE QUANDO ERANO LATITANTI

Il sindaco di Castrofilippo, Salvatore Ippolito di 55 anni (Pdl) ed altre quattro persone sono state arrestate dalla squadra mobile di Agrigento, con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, nell'ambito di un'operazione scattata nella notte e denominata "Family".
Castrofilippo è un piccolo centro a pochi chilometri da Agrigento.
La polizia ha eseguito provvedimenti restrittivi emessi dal Gip di Palermo su richiesta dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo siciliano.
Gli altri arrestati Angelo Alaimo, 63 anni, l'omonimo Angelo Alaimo, 53, Giuseppe Arnne, di 53 anni e Antonino Bartolotta, 80 anni che per l'età ha ottenuto gli arresti domiciliari.
Le indagini, secondo l'accusa, hanno permesso di disarticolare la famiglia mafiosa operante a Castrofilippo, al cui vertice, secondo gli inquirenti, sarebbe stato posto prima per volere dell'ex boss Maurizio Di Gati e poi dell'ex latitante Giuseppe Falsone, l'ultra ottantenne Antonino Bartolotta.
La famiglia di Castrofilippo, sempre secondo quanto accertato dagli inquirenti, avvalendosi anche della complicità del sindaco, avrebbe condizionato l'assegnazione degli appalti che venivano affidati con il sistema della trattativa privata o del cottimo fiduciario.
Tra le opere sulle quali la mafia aveva posto le sue attenzioni e per la cui realizzazione il sindaco Ippolito aveva garantito il suo appoggio vi sarebbero state il centro commerciale "Le vigne" e i capannoni del mercato ortofrutticolo di Castrofilippo.
Determinante per le indagini anche il contributo offerto dai collaboratori di giustizia.

Nel corso dell'operazione la polizia ha eseguito diverse perquisizioni, nel corso delle quali sono stati, sequestrati documenti e altro materiale ritenuto di grande interesse investigativo, con particolare riguardo alla documentazione relativa alla assegnazione degli appalti nel territorio di Castrofilippo.
Una perquisizione è stata pure effettuata nel Municipio di Castrofilippo, dove è stata controllato ed ispezionato l 'ufficio del sindaco Ippolito.
I particolari dell'operazione sono stati illustrati in questura dal    procuratore  aggiunto di Palermo, Vittorio Teresi, dal questore di Agrigento Girolamo Di Fazio e dal capo della squadra  mobile, Alfonso Iadevaia che hanno portato a termine l'importante operazione.

"Ippolito , hanno detto gli inquirenti,  era un mafioso prima ancora che un politico. Un uomo scelto perché interno a Cosa Nostra per agevolare gli affari della mafia".
Dalle indagini sarebbe addirittura emerso che il sindaco di Castrofilippo  avrebbe perso parte a diverse   riunioni con uomini di Cosa  nostra, incontrando  anche   gli ex boss e capi mafia  Maurizio Di Gati  e  Giuseppe Falsone


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