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MAFIA E POLITICA, SI ALLARGA L'INCHIESTA A CATANIA

CASO LOMBARDO
SI ALLARGA L’INCHIESTA DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI CATANIA SU POLITICA E MAFIA


NUOVA TEMPESTA SUL GOVERNO REGIONALE
L'INCHIESTA VEDREBBE INDAGATO  ANCHE L'ASSESSORE STRANO

LA REPLICA DEL SUO LEGALE: "E' ESTRANEO A QUALSIASI IPOTESI DI CONTATTI O AFFARI ILLECITI CON CHICCHESSIA"
IL Governatore: "Sono tutte voci infondate, una serie di sciocchezze".

Si allarga, scatenando nuove polemiche, l'inchiesta che stanno conducendo i magistrati della procura della Repubblica di Catania si politica e  mafia.
Ci sarebbe infatti anche l'assessore  regionale  Nino Strano, tra gli indagati dell'inchiesta scaturita dalle indagini del Ros di Catania  appunto su presunti rapporti tra mafia e politica.
L'indiscrezione, riportata dal Corriere della Sera, è confermata in maniera informale da più fonti che sottolineano però come la sua posizione non sia stata ancora vagliata dai magistrati che stanno compiendo accertamenti e verifiche sul rapporto di 5mila pagine dei carabinieri.
Non si è fatta attendere la replica del'assessore, attraverso  il suo legale.  "L'assessore Nino Strano, come tutti sanno, dice l'avvocato Francesco Strano Tagliareni tranne chi guarda la società dal proprio ufficio attraverso lenti deformanti   è estraneo a qualsiasi ipotesi di contatti o affari illeciti con chicchessia. E' indegno di un Paese civile e di una magistratura che nella quasi totalità è serena e onesta che tali notizie possano passare alla stampa senza che l'interessato si possa difendere non essendovi nulla da smentire o confutare. E' ora di finirla con questo gioco al massacro, teso solo a infangare chi opera in piena onestà per il bene della Sicilia.
Nell'inchiesta è già emerso che sono indagati per concorso esterno all'associazione mafiosa il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e suo fratello Angelo, parlamentare nazionale del Mpa. Nei confronti di quest'ultimo sono in corso anche accertamenti su un presunto 'pestaggio' che avrebbe subito nel 2009 ma mai denunciato.
Nel fascicolo aperto della Procura di Catania sono coinvolti anche due deputati regionali: Fausto Fagone dell'Udc e Giovanni Cristaudo del Pdl-Sicilia.
Di Nino Strano, ex deputato di An confluito nel Pdl,   considerato un 'finiano', le cronache parlamentari si sono occupate anche per avere festeggiato, il 24 gennaio del 2008, la caduta del governo Prodi mangiando mortadella al  Senato. In passato è stato anche assessore regionale al Turismo e lo stesso incarico ha avuto al Comune di Catania. Con la giunta dell'allora sindaco Umberto Scapagnini è stato condannato a 2 anni 2 mesi di reclusione per violazione della legge elettorale per contributi previdenziali concessi dall'amministrazione  ai suoi dipendenti per i danni da 'cenere nera' dell'Etna tre giorni prima delle elezioni comunali del 2005. Sempre con l'ex giunta Scapagnini è stato rinviato a giudizio per falso ideologico nell'inchiesta sul 'buco in bilancio' al Comune.

LA REAZIONE DEL GOVERNATORE RAFFAELE LOMBARDO:

"Sono tutte voci infondate, una serie di sciocchezze, a meno che non sia il modo di comunicarmi qualcosa. Mi auguro che qualcuno mi contatti e che non debba ricevere per mezzo stampa le contestazioni”.

 
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