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mafia, granata bloccare rigassificatore porto empedocle

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IL RIGASSIFICATORE
DI PORTO EMPEDOCLE
ED IL RISCHIO
DI INFILTRAZIONI MAFIOSE
IL VICE PRESIDENTE
DELL'ANTIMAFIA GRANATA:
"BLOCCARE LA REALIZZAZIONE DELL'IMPIANTO"


 

"Revocare i pareri favorevoli espressi sul rigassificatore di Porto Empedocle, al confine con il parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento".
A chiederlo  è il vice presidente della commissione nazionale antimadia , l'on.Fabio Granata
La richiesta di bloccare la realizzazione dell'impianto è stata inoltrata ai Ministri dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e dei BB.CC., Sandro Bondi, al Ministro dell'Interno, Roberto Maroni
L'on. Granata motiva la propria richiesta facendo riferimento a quanto è emerso  durante la recente cattura del boss mafioso di Porto Empedocle, Gerlandino Messina, ovvero di  possibili infiltrazioni mafiose nel business del rigassificatore.
"Bisogna preservare le sorti di una delle aree archeologiche ritenute dall'Unesco "tra le più belle al mondo e che ogni anno fa registrare 700 mila turisti l'anno. L'impianto di rigassificazione è tra l'altro previsto ad appena ottocento metri di distanza dal centro abitato, a ridosso del parco letterario Luigi Pirandello, in Contrada Caos, un promontorio di "rara bellezza paesaggistica" e in quanto tale sottoposto a vincolo da una legge speciale della stessa regione Sicilia".
"La Regione e lo Stato- ha continuato Granata- hanno gli strumenti adeguati per governare la complessa questione: piena e completa attuazione dei piani paesaggistici e approvazione immediata di una norma che esclude la presenza di impianti di ricerca petrolifera o di produzione energetica nelle pertinenze dei territori tutelati dall'Unesco e/o dalla Regione o dallo Stato. Si tratta quindi di una scelta politica chiara e netta per la tutela dell'heritage ambientale e culturale siciliano. Una scelta che può e deve essere garantita dal presidente della Regione e dal Ministro dell'Ambiente".
"Cultura, paesaggio, agricoltura, turismo e innovazione rappresentano il futuro della Sicilia.Nessun passo indietro, quindi, su modelli di sviluppo sbagliati, ma solo passi avanti nella direzione giusta".
"Ritardi- ha continuato Granata-, omissioni, proteste strumentali, saranno solo condizioni di correità rispetto al gravissimo delitto che, nell'indifferenza generale, si sta perpetrando ai danni della Sicilia, della sua identità e del suo patrimonio naturalistico".


 
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