Menu principale:

L'INCHIESTA PER MAFIA CONTRO L'EX ASSESSORE REGIONALE MICHELE CIMINO
INDAGATO ANCHE IL PADRE:
"VESTITI IN CAMBIO DI VOTI PER IL FIGLIO"
LA REPLICA DEL PARLAMENTARE:
"MIO PADRE HA DENUNCIATO CHI CHIEDEVA IL PIZZO"
Sviluppi nell'inchiesta che vede indagato dalla Dda di Palermo, per concorso esterno in associazione mafiosa l'ex vice presidente della regione siciliana Michele Cimino,
Un avviso di garanzia per voto di scambio è stato infatti pure notificato al padre del parlamentare regionale l'imprenditore Gioacchino Cimino, titolare a Porto Empedocle di attività commerciali nel settore dell'abbigliamento.
A chiamare in causa l'imprenditore sono stati alcuni degli stessi pentiti che hanno parlato di Michele Cimino: il padre, questa l'accusa, avrebbe sborsato denaro e regalato vestiti per fare votare il figlio.
L'ex assessore regionale, già interrogato dal procuratore aggiunto Vittorio Teresi e dal sostituto Fernando Asaro ha negato il proprio coinvolgimento con Cosa nostra : mio padre, ha detto, ha denunciato chi chiedeva il pizzo.
Gioacchino Cimino sarà sentito dai Pm di Palermo il prossimo 8 novembre.