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manifestazione rigassificatore porto empedocle

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RIGASSIFICATORE:ZAMBUTO RIBADISCE IL PROPRIO NO
ARNONE: INVECE DI SCAPPARE PERCHE’ SINDACATI E CONFINDUSTRIA IN OCCASIONE DEL REFERENDUM NON SI CONFRONTAVANO CON LA CITTÀ?
 

Nel giorno in cui sindacati e Confindustria scendono in piazza a sostegno del rigassificatore,   il sindaco Marco Zambuto ha ribadito il proprio no all'impianto, ribadendo i motivi che lo hanno spinto a ricorrere davanti al Tar tanto che i giudici amministrativi hanno bloccato la sua realizzazione.



Interviene anche il consigliere d
el Pd Giuseppe Arnone, secondo il quale  "E' veramente singolare la decisione di sindacati e Confindustria di indire una manifestazione innanzi al Comune di Agrigento a favore del rigassificatore. Sembra quasi che sindacati e industriali abbiano un orologio un "tantinello sfalsato", cioè ritardatario. Che porta ritardo, però, non di qualche minuto o qualche ora, bensì di oltre un anno.
Regole di correttezza democratica avrebbero preteso che sindacati e Confindustria si confrontassero con i cittadini elettori agrigentini al momento della consultazione popolare: in quella fase sarebbe stato correttissimo esporre le proprie motivazioni, organizzare le proprie iniziative, fare in modo che ogni cittadino conoscesse le contrapposte tesi, decidendo al meglio.
Lì vi è stata la presa in giro: sfuggire al confronto, far finta di niente, tentare di far fallire il sano strumento democratico del referendum, privando quella campagna elettorale del contraddittorio.
Adesso si tenta di attivare una pressione sul Sindaco di Agrigento che non riteniamo possa avere il benché  minimo successo, affinchè il Sindaco sia più accondiscendente anche innanzi ai giudici amministrativi, prestandosi a dare il "via libera" all'insano progetto.
E, voglio ribadirlo, noi siamo contrari a questo progetto perché entra in "rotta di collisione" con la naturale vocazione del comprensorio costiero agrigentino, vocato al turismo e non all'industrializzazione.
Saremmo senz'altro ben più favorevoli all'impianto di rigassificazione, se venisse collocato a Gela o a Mazara del Vallo, cioè in aree che non hanno la ineguagliata vocazione turistica della nostra Valle dei Templi e delle zone immediatamente limitrofe.
Poi dovremmo pure comprendere se, in effetti, alla Sicilia serve realizzare un simile impianto o se non sia più opportuno collocarlo in aree più prossime a quelle di utilizzazione del gas importato.
E' anche tempo di finirla con le invenzioni relative al numero dei posti di lavoro, gonfiati oltre misura, mediante previsioni inattendibili, finalizzate a prendere in giro gli agrigentini mediante il ricatto occupazionale, di cui "massimi esperti mondiali" sono i vecchi politici e i vecchi sindacalisti della nostra terra.
Siamo certi che il sindaco di Agrigento, nel resistere a queste nuove "lusinghe", rispedirà al mittente ogni genere di avance, in maniera netta e pubblica.
E ai sindacati e agli industriali va anche ricordato che i ricorsi a TAR e Consiglio di Stato per bloccare l'impianto non sono solo quelli del Comune, ma anche quelli di Legambiente ed altre associazioni, che non hanno (e non avranno) alcuna intenzione di recedere da essi.
Agli agrigentini, infine, pare singolare questo "impegno" di sindacati e industriali sui temi dello sviluppo industriale, un impegno distonico con il totale disimpegno mostrato al momento della consultazione popolare del 2009, assurdamente privata del contraddittorio".


 
 
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