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IN MANETTE 35 PERSONE
LA DROGA ACQUISTATA A PALERMO
VENIVA SPACCIATA ANCHE IN VIA ATENEA
Maxi operazione antidroga dei carabinieri di Agrigento che hanno eseguito 35 provvedimenti restrittivi, tutti firmati dal giudice delle indagini preliminari della tribunale agrigentino.
Tra di loro ci sono anche tre extracomunitari. Alcuni arresti sono stati eseguiti a Porto Empedocle, Favara, Joppolo Giancaxio e nel palermitano.
Dieci ordinanze sono state notificate in carcere. L'operazione, coordinata dai magistrati della procura della Repubblica, è dell'inchiesta denominata "Il capo dei capi", sempre condotta dai carabinieri che tre anni fa portò in carcere una ventina di persone.
Tutti farebbero parte di una organizzazione che controllava il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti nel capoluogo ed in alcuni centri della provincia. La droga, secondo quanto emerso dalle indagini, veniva acquistata a Palermo e poi spacciata in città:tra la via Atenea , nella quartiere del campo sportivo e al piazzale Rosselli.
I DETTAGLI DELL'OPERAZIONE
E' scattata alla prime luci dell'alba l'operazione antidroga portata termine dai militari della Compagnia dei Carabinieri di Agrigento che hanno eseguito 35 provvedimenti restrittivi emessi dal dal Gop Stefano Zammuto.
Nei confronti di 13 individui è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per 7 persone sono stati disposti gli arresti domiciliari, per 3 soggetti è stato disposto l'obbligo di dimora nel territorio del comune di loro residenza e per i rimanenti è stato previsto l'obbligo di presentazione dinanzi la polizia giudiziaria.
L'indagine, denominata "Capo dei capi 2", condotta su delega della Procura della Repubblica con il sostituto procuratore Luca Sciarretta del dipartimento delitti di estorsione, usura e contro il patrimonio, coordinato dal Procuratore Aggiunto Ignazio Fonzo -
Le fonti di prova, spiegano gli inquirenti, che hanno permesso di accertare l'esistenza nella città di Agrigento di un vasto ed allarmante traffico di sostanze stupefacenti di ogni tipo -
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Inoltre, nel corso di circa un anno di indagine e sempre al fine di acquisire elementi oggettivi di riscontro all'imponente mole di indizi desumibili dalle operazioni tecniche di intercettazione, sono stati eseguiti dodici arresti in flagranza di delitto: in tutte queste occasioni, i principali indagati sono stati trovati in possesso di sostanze stupefacenti, a volte in quantità considerevoli, permettendo di riscontrare pienamente il contenuto delle conversazioni captate, e in ultima analisi di attribuire un crisma di attendibilità alle deduzioni investigative.
L'attività investigativa ha messo in evidenza la presenza di alcuni soggetti dediti pressoché esclusivamente allo spaccio di sostanze stupefacenti, attorno ai quali gravita poi un cospicuo numero di altri spacciatori di livello inferiore, senza che tra i primi ed i secondi esista un accordo illecito stabile e continuativo, e di regola neanche un rapporto di subordinazione: ovviamente, essendo quello della città di Agrigento un territorio di dimensioni piuttosto ridotte, sono stati registrati anche plurimi scambi di sostanze stupefacenti di diverso tipo tra i principali indagati, spesso finalizzati alla detenzione per uso personale, oppure scambi di favori in ordine a singole forniture di stupefacente da assicurare a qualche amico.
Il GIP, pertanto, valutando positivamente quanto prospettato dalla Procura della Repubblica diretta dal Procuratore Capo dr Renato DI Natale ha accolto la richiesta disponendo la misura cautelare, per la cui esecuzione è stata delegata la Forza di Polizia che ha eseguito le indagini disposte dall'Ufficio del Pubblico Ministero.
Le indagini , sono state effettuate, e tuttora proseguono nell'ambito del Comando Provinciale dei Carabinieri retto dal Colonnello Mario Di Iulio dalla Compagnia dei Carabinieri di Agrigento alle dipendenze del Cap. Giuseppe Asti.