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Operazione antimafia a Gela, manette per boss degli Emmanuello

Cronaca Arigento

OPERAZIONE ANTIMAFIA A GELA - SETTE ARRESTI : CE' ANCHE UN MEDICO

LE MANI DELLA MAFIA ANCHE NEL CALCIO
IL CLAN DEGLI EMMANUELLO VOLEVA IMPADRONIRSI
DELLA JUVE TERRANOVA

IL PROCURATORE SERGIO LARI


Operazione antimafia della squadra mobile di Caltanisetta. Il blitz oltre che Gela ha interessato le città di Chieti e Cuneo.
La polizia ha eseguite 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di affiliati alle consorterie mafiose di "Cosa Nostra" di Gela. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi per i reati di tentato omicidio, associazione mafiosa, lesioni aggravate, estorsione tentata e consumata, porto e detenzione abusiva di arma da fuoco.
lLe indagini coordinate dal procuratore della repubblica di Caltanissetta, Sergio Lari, sono state condotte dalla squadra mobile del capoluogo nisseno diretta da Giovanni Giudice,
Fra gli arrestati, su ordine del Gip. del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della Procura della Repubblica e Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, c'è anche un medico.
Il professionista, secondo l'accusa, avrebbe fornito alla cosche informazioni sulle persone da taglieggiare e si sarebbe messo a disposizione del clan per rilasciare false attestazioni sul loro stato di salute.
Fatta poi piena luce sulle vicende che hanno riguardato la squadra di calcio gelese, all'epoca chiamata Juveterranova
L'operazione prende il via da un tentato omicidio avvenuto a Gela il 2 settembre del 1998, quando fu ferito l'ingegnere Fabrizio Lisciandra, Presidente della squadra di calcio Juveterranova, rimasto ferito a una gamba solo perché la pistola, dopo l'esplosione del primo colpo, s'inceppò. Si era pensato a un avvertimento mafioso. Adesso si è scoperto che l'allora capo mafioso della zona, Daniele Emmanuello, voleva che Lisciandro rassegnasse le dimissioni da presidente della società calcistica per imporre un proprio gruppo. Al suo rifiuto il clan decise l'eliminazione di Lisciandra.
L'organizzazione controllava anche gli appalti che venivano eseguiti nel Gelese.
Gli arrestati il medico odontoiatra, Giuseppe Alabiso, 56 anni, che colto da malore è stato trasferito in ospedale, Angelo Cavaleri, 38,,. Gianluca Gammino, 36, . Paolo Portelli, 42, i fratelli Emanuele e Filippo Sciascia, di 68 e 63 anni e Giuseppe Stimolo, 34 anni, tutti di Gela.








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