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"ZAMBUTO HA FALLITO SI FACCIA DA PARTE
AGRIGENTO PUÒ RISCATTARSI
E RISOLLEVARSI"
“Maxi intervento” dell’on. Michele Cimino che illustra il progetto di “Grande Sud” in vista delle prossime elezioni comunali.
Cimino scarica il sindaco marco zambuto:(si faccia da parte”) affermando di essere pronto a partecipare, con passione e tenacia, alla ricostruzione di Agrigento.
IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERVENTO DELL'ON. MICHELE CIMINO
VICE PRESIDENTE NAZIONALE DI GRANDE SUD
Grande Sud punta ad un progetto autorevole per una città che vorrei …….dinamica, viva, dispensatrice di opportunità e vantaggi, attenta alle problematiche del territorio, cuore pulsante di iniziative, serena nelle relazioni sociali, capace di prevenire i pericoli materiali e qualsiasi tensione, di attrezzarsi preventivamente per i momenti di crisi, una città che trasudi umanità, in cui le realtà di letizia prevalgano sullo scoramento e l’incapacità di reazione, un centro ambìto per abitarvi, per visitarlo, se non residenti, perché da tutti portato ad esempio, perché mettendoci piede vi si respira un’aria di ottimismo, un’atmosfera del fare, del proporre, della soddisfazione nel realizzare e nell’essersi realizzati. Non una città dei balocchi, frutto di fantasticheria, vissuta nei sogni o nelle puntuali promesse che vengono uscite dai cassetti usurati dell’inganno ad ogni appuntamento elettorale. Soltanto un luogo il cui destino è possibile programmare, con accertata buona volontà, impegno assiduo e profondo, fiducia nella collaborazione , abbandono degli arroccamenti faziosi, senso genuino dello spirito di servizio e dell’orientamento al bene collettivo. Strano ad immaginarsi, ma partiamo con un impareggiabile vantaggio, poiché possediamo un grande giacimento di ricchezza: le materie prime. Il clima, per esempio; il migliore dell’intero Paese, laddove le giornate di pioggia e di intemperie sono poca cosa rispetto a quelle luminose, radiose di sole e di colori, risorsa naturale che non può essere realizzata da altri e che da noi, invece, si produce a costo zero. L’enorme portato di storia e di tradizioni, esemplificato dalla dovizia di monumenti di sublime fattezza, quelli universalmente noti e quelli ancora da far scoprire e divulgare, che pur esistono numerosi e reclamano quel risalto obiettivamente dovuto per le pregevoli caratteristiche di unicità. Il senso dell’accoglienza, dell’integrazione spontanea e sincera tra civiltà e usi, che i nostri trascorsi di interconnessione tra popoli diversi in una storia millenaria ci hanno inculcato. La genuinità e la personalità impareggiabili dei prodotti dell’agricoltura e dell’artigianato, la cui valenza deve obbligatoriamente consentirne l’affermazione in un mercato fuori dai confini di un angusto localismo. Queste alcune delle principali evidenze, di cui soltanto una loro parziale disponibilità farebbe la fortuna di qualsiasi altro centro, purchè ci si attrezzasse per tramutarle in prerogative di sviluppo e di benessere.
Oggi, invece e purtroppo, i ritorni di queste immense chances appaiono mortificanti, se rapportati all’effettivo potenziale racchiuso. Un turismo povero e agonizzante, che si avvita quotidianamente sui soliti annosi problemi, che presenta alberghi che chiudono sempre più numerosi i battenti o che, ben che vada, sopravvivono stentatamente, incapace di trovare al suo interno soluzioni innovative, di attrarre e moltiplicare i visitatori, di essere punta di diamante e propulsore anche per le altre località. Una città perennemente sporca , ricettacolo di discariche abusive, ricche di amianto e materie altamente nocive, con i cassonetti dei rifiuti ridondanti di spazzatura, maleodoranti, invasi dai ratti. Cani randagi a frotte in ogni quartiere, bagni pubblici praticamente inesistenti, zone, anche nel cuore cittadino, in cui il degrado è di massima e immediata visibilità. Il centro storico, relegato all’incuria e alla mancanza di provvedimenti, pregiudica ogni giorno di più la speranza di essere leva per l’economia dei residenti e invitante presupposto per viverci. Non può non essere commentato quanto si è verificato con il crollo del palazzo Lo Jacono e di tanti altri immobili nei quartieri più noti. Oggi transitare per molte strade interne racchiude un reale pericolo per l’incolumità personale, poiché, come risaputo, è ingente il numero delle strutture dissestate e abbandonate dai proprietari, prive di qualsiasi ed anche minima manutenzione, non transennate, con crepe evidenti nei muri, i conci di tufo profondamente erosi, gli infissi divelti. La cattedrale costituisce l’emblema di quello che poteva essere stato fatto in termini di prevenzione, tutela e rilancio, diventando invece sinonimo di incapace negligenza. I tanti palazzi storici a rischio crollo, testimonianza di fasti e tradizioni di un passato che dovremmo gelosamente custodire per ottenere crescita culturale e ricchezza materiale per il futuro, reclamano interventi radicali che latitano al pari dell’indolenza tipica dell’amministrazione che, sino ad oggi, ha retto le tristi sorti di questa città. I nostri giovani, altrove risorsa viva che innerva le prospettive di ogni territorio, delusi, intristiti da un avvenire che non riescono a scorgere, progettano sempre più numerosi di ingrossare la schiera dei meridionali strappati agli affetti delle loro case e costretti a sperimentare i rigori, del tempo e dei rapporti, del nord Italia o dell’estero, alla disperata ricerca di un lavoro che consenta la prospettiva di formare una famiglia e sicurezza di avvenire. Lunghe privazioni e duri sacrifici derubati alla nostra città e portati in dono a territori opulenti, intelligenze e risorse la cui fuoruscita ci fa ulteriormente impoverire, rendendo ancora più ricche quelle zone di Paese che già tanto più hanno avuto rispetto a noi per mano di uno Stato che non riservato lo stesso trattamento a tutte le zone. Dobbiamo invertire la rotta! E’ indispensabile un colpo di timone che indirizzi la nostra imbarcazione lontano dalla tempesta che non darebbe scampo. Dipende soltanto da noi.
Se l’amministrazione Zambuto si è dimostrata, per imperizia, incapace di reggere i destini di questa città, si faccia da parte, senza alcuna acrimonia da parte di alcuno e non perché qualcuno aneli ad occupare il posto da questa lasciato vacante. Possiamo anche apprezzare (ammesso che ci sia stato) lo sforzo che sindaco e giunta abbiano fatto in questo lungo quinquennio per pervenire ad un pur minimo risultato, ma l’obiettivo non è stato, nemmeno minimamente, raggiunto ed anzi la situazione si pregiudica sempre maggiormente e rischia di non poter essere più risolvibile, anche da parte di chi, con maggiore spessore di capacità e solerzia, si approcciasse alla nuova sfida. Se anche i minimi presupposti della vivibilità e delle prerogative civili e sociali risultano assenti, se le strade sono piene di avvallamenti e buche che sembrano crateri lunari, con pregiudizio, spesso funesto, per veicoli e passanti, se mancano addirittura le strisce pedonali, se le vie sono inondate da acque bianche e nere per continue rotture delle reti idrica e fognaria, se l’inquinamento marino si ripresenta puntuale ad ogni estate, se il reddito pro capite scende ogni anno e la disoccupazione lievita, se siamo sempre i leaders delle classifiche della peggiore qualità della vita, allora non mettersi da parte è un delitto imperdonabile perpetrato contro la città e i suoi abitanti. Bisogna concedere ad altri le opportunità che si è dimostrato così ampiamente di non saper utilizzare. Non si tratta di mera contrapposizione, ma soltanto del prendere atto dell’evidenza della realtà, che esige e reclama interventi drastici, non più differibili, da parte di soggetti competenti, che privilegino il fare piuttosto che il dire, che adottino l’amore per il territorio al posto della fazione politica e le “comparate” di convenienza, pronte poi ad essere disfatte e ripresentate con soggetti prima anche pesantemente criticati. Bisogna dare un senso e un contenuto al termine etica in politica, innervarlo di motivazioni, impegni e sacrificio, sincerità nei proponimenti, capacità adeguata nel perseguirli. Bisogna introdurre finalmente e definitivamente il concetto dell’identità col progetto e questo deve avere solo uno sbocco: il buon destino di Agrigento.Allora, sotto con il programma, serio, puntuale, percorribile e non utopistico, misurabile nei risultati e in tempi predefiniti, opponibile al controllo e alla verifica costante degli elettori.
Si cominci dalla macchina burocratico-
Da promuovere il ricorso al turismo etnico, facendo leva sul notevole numero di italiani residenti all’estero e che agognano a visitare il Paese degli avi, sol che venissero in qualche modo incentivati, non necessariamente e solamente a livello di indennizzi sui costi. Proficua e assidua, personalmente promossa dal sindaco, poi, la ricerca del coinvolgimento e l’invito alla partecipazione degli esponenti delle categorie interessate (albergatori, commercianti, artigiani), che, in uno all’amministrazione, dovranno pianificare un’azione di rilancio prima, di mantenimento e sviluppo poi, per esercitare un’attrazione che si estrinsechi grazie all’offerta di servizi e promozioni, meglio se legati ad eventi in grado di superare i confini angusti del localismo, sponsorizzati da personalità di assoluto spicco nel mondo dello spettacolo, delle scienze, della comunicazione, dello sport, etc. Bisogna essere in grado di instaurare il concetto e la percezione esterna che spendersi per Agrigento da parte di un affermato opinion leader non rappresenta soltanto un favore reso alla città, ma anche, se non soprattutto, un parallelo ritorno di immagine a favore della personalità che per l’occasione legata all’intervento vi si abbina. Il cambiamento sostanziale deve verificarsi nella metamorfosi della valenza di Agrigento, da centro di periferia, relegato ai suoi atavici problemi, a realtà simbolica, emblematica, universalmente così percepita, che racchiuda i valori della pace, dell’incontro e dell’integrazione tra i popoli, della storia, della letteratura e di ogni forma di rappresentazione del progresso sociale. Certamente il suo raggiungimento è compito che presuppone attenzioni e applicazioni accorte e ininterrotte, con una serie di provvedimenti propedeutici al programma e con interpreti, della giunta e delle professionalità collaboranti, che detengano specifico know how, ma poter far fissare nell’immaginario collettivo una tale immagine della città significherebbe ottenere un vantaggio competitivo di lunga durata nei confronti delle altre città d’arte e di cultura. In aggiunta ad una tale azione va studiata tutta una serie di provvedimenti di supporto che andranno a innescare l’indotto di ritorno, anche a livello commerciale, sul territorio. Quindi, consenso all’apertura degli esercizi anche negli orari serali e nelle festività, intrattenimenti musicali serali, manifestazioni ricorrenti, adeguamento al decoro delle vie, con pulizia rigorosa, manutenzione del selciato e dei marciapiedi, servizi d’ordine costanti ed inflessibili, uso delle telecamere per il supporto all’ordine pubblico. In sintesi, un turismo ben gestito sarebbe fonte di introiti primaria e ingente, in grado non solo di apportare ricchezza , ma anche di elevare lo stile di vita dell’intera città.
Altro fondamentale aspetto è rappresentato dal perseguire le condizioni di sicurezza e di ripristino del tessuto abitativo, soprattutto del centro storico. Aldilà di un’azione stringente, ancorchè impopolare, che induca a ordinare l’abbattimento delle strutture che non possono essere in alcun modo ripristinate, trovando, al contempo, le soluzioni per la sistemazione dei nuclei abitativi, se esistenti, occorrerà adottare una serie di decisioni mirate al recupero del patrimonio edilizio, quali un convenzionamento con le banche, che, grazie al pagamento di una quota di interessi da parte del Comune e della Regione, consenta ai proprietari di sottoscrivere impegni finanziari agevolati, spalmati nel tempo e, quindi, più facilmente sostenibili, che, di contro, consentiranno una ripresa del valore commerciale del cespite, a tutto vantaggio dei titolari dei beni. Qualora non fosse possibile mettere in sicurezza l’immobile ed adibirlo al fine abitativo, allora l’area di sedime conseguente all’abbattimento, dovrà essere utilizzata per creare parcheggi o oasi di verde pubblico. D’intesa, poi, con gli organismi preposti alla tutela, vedasi soprintendenza ai beni culturali, andrà attuato un piano del colore, con rifacimento dei prospetti murari e cura del decoro urbano, sempre con interventi di sostegno amministrativo e supporto finanziario da parte dell’ente locale, che dovrà farsi carico di instaurare convenzioni particolarmente favorevoli per il proprietario utente Inoltre, un intervento indifferibile confluirà nell’ottimizzazione del funzionamento della macchina burocratica inerente tutte le pratiche edilizie, sia per nuove concessioni, che per l’evasione delle pratiche in sanatoria, di guisa che il cittadino possa realizzare con prontezza e senza estenuanti lunghezze e impedimenti di tipo borbonico il disegno abitativo e, d’altra parte, sia il Comune andrebbe a beneficiare delle sensibili entrate legate agli oneri di urbanizzazione e al saldo delle sanatorie, sia tutto l’indotto connesso all’attività edificatoria andrebbe ad essere irrogato dai flussi di spesa per le realizzazioni immobiliari. Specifici budgets, in tal senso, stabiliti d’accordo alle rappresentanze sindacali, con cui , in ogni caso, dovrà instaurarsi un dialogo frequente e produttivo, andranno previsti per i funzionari addetti, con corrispondente premialità legata ai risultati Altro argomento sensibile, vero nervo scoperto della città, è afferente alla sofferente situazione del traffico cittadino, costante problematicità, ma sempre con ulteriori incancrenimenti, relazionati ai flussi crescenti delle motorizzazioni e alla creazione di zone a traffico limitato o, addirittura, interdetto.
Lo stato fatiscente delle strade, anche quelle principali del centro, cosparse di buche, con asfalto vecchio e non rinnovato, l’impropria cura della segnaletica verticale e orizzontale, l’adozione di sensi di marcia obbligatori, che non conseguono ad uno studio eseguito con rigore tecnico e competente, costituiscono ancora maggiore aggravamento del quadro delle negatività, tale da far pervadere un senso di sfiducia pressoché totale nel cittadino, ormai quasi incapace nell’immaginare un’evoluzione diversa e positiva. Ma noi crediamo che il problema, pur nella sua complessità possa essere risolto, con provvedimenti radicali e conseguenti ad approfondimenti intrapresi da figure di massima esperienza e specificità tecnica. La creazione di aree a parcheggio nelle periferie della città, data la caratterizzazione stellare dei quartieri e delle frazioni, laddove esistesse una presenza e un funzionamento senza intermittenza di mezzi di trasporto pubblico, di piccola dimensione e con prezzi del biglietto ridotti, con tratte dalla periferia al centro città e viceversa, con parco macchine e addetti direttamente gestiti dal Comune, permetterebbe un notevolissimo snellimento del traffico veicolare, con economie di tempo, eliminazione di rischi, creazione di opportunità lavorative. Ma il problema in assoluto più assillante è rappresentato dalla cronica, e viepiù incancrenita, assenza di risorse e di opportunità occupazionali, soprattutto per i giovani e per quei soggetti che, in uscita forzata dall’impiego o dall’attività individuale in età avanzata, riscontrano insormontabili difficoltà al reimpiego e ,comunque, a qualsiasi forma di redditività proprio in funzione dell’età non più giovane.
Si è sempre sostenuto che la macchina comunale non possiede i mezzi, non gestendo autonomamente la produzione della ricchezza, quanto, piuttosto, la sua amministrazione. A questo punto, pur condividendo, ma soltanto in parte, l’assioma, occorre evidenziare che, intanto, la sapiente capacità gestionale genera di per sé opportunità e presupposti di attività e che il di più discriminante risiede nell’abilità a percorrere strade innovative, sempre vagliando la concretezza degli atti e l’aderenza della progettualità ai risultati. In quest’ottica, oltre alla creazione di cantieri di lavoro finanziati dalla regione per opere di pronto intervento urbano, che darebbero sbocco alle istanze di prima battuta , lenendo temporaneamente le ferite della disoccupazione giovanile, una reale risposta verrebbe data dalla predisposizione di molte cooperative, cui assegnare la cura di una molteplicità di servizi, quali quelle dei parcheggi, del servizio di pulizia e controllo delle spiagge, delle gestione delle aree a verde e svago ( vds parco dell’Addolorata) , dei trasporti urbani (potenziamento linee con minibus), dell’accompagnamento visitatori per percorso appositamente predisposti su itinerari troppo a lungo dimenticati e/o non adeguatamente utilizzati (ipogei, santuari nell’area archeologica, centro storico con accompagnamento a palazzi di maggiore attrattiva storica, biblioteche, etc.). eseguite apposite convenzioni con gli enti preposti (soprintendenza bbcc, regione, capitaneria di porto, dipartimento forestale) si andrebbero a stabilire delle tariffazioni, dalle cui entrate, una minima quota afferirebbe al Comune e la rimanenza a ristoro diretto dei gestori dell’iniziativa. Un ultimo aspetto, ma non per questo di minore importanza, viene rappresentato dalla scelta degli assessori di giunta, che debbono obbligatoriamente possedere esperienze e professionalità comprovate, con percorso curriculare a prova di ogni valutazione, con specificità di preparazione nei vari campi rivestiti dall’amministrazione. Pertanto, occorrerà la presenza di esperti in bilancio e finanza, in diritto del lavoro o con formazione similare, nella promozione delle intraprese, con attività o professioni già affermate, ma, soprattutto, in grado di fare squadra, di essere un corpo monolitico che non può essere scalfito, che non segua pedissequamente i diktat dei partiti o, in generale, delle forze politiche, intestandosi la battaglia dell’appartenenza alla città e non ad una fazione. Peraltro, senza rimpasti ricorrenti, frutto della bramosia partitica ad occupare spazi e prebende, segno evidente che viene baipassato l’interesse cittadino per calcoli di bottega.
Il sindaco sarà il direttore di quest’orchestra, in grado di leggere lo spartito e di farlo eseguire ai collaboratori, elemento di inossidabile buona moralità, saldo nei proponimenti come nelle caratteristiche individuali, capace di eseguire rinunce e sopportare sacrifici, consapevole del valore della trasparenza degli atti e dei comportamenti, con un elevato feeling con la città, cui deve relazionarsi con assoluta costanza per riferire delle azioni amministrative poste in cantiere e per conoscere le istanze e le indifferibilità della popolazione.
Tanti sono stati i finanziamenti che da Assessore Regionale, unitamente a Gianfranco Miccichè Sottosegretario al CIPE, ho determinato per la città di Agrigento: da ristrutturazioni di immobili pubblici e/o a servizio degli agrigentini, a quelli ecclesiastici, ad opere varie per la salvaguardia del territorio.
Ma capisco che tutto questo non basta se è l’impegno di un uomo solo.
Bisogna creare un fortemente impegno tra tutti gli agrigentini che amano Agrigento, poiché essa può risollevarsi, in quanto, oltre alle ricchezze naturali, possiede anche ricchezza di talenti.
Credo fermamente che se un uomo sogna da solo è un sognatore; se questo sogno è un sogno condiviso, quel sogno diventa realtà.
Per questo penso che Agrigento può riscattarsi e risollevarsi.-