palazzo lo jaocono miccichè è del comune - AgrigentoInformazione.it direttore Gerlando Gandolfo quotidiano on line di Agrigento news, notizie, cronaca, informazione della Valle dei Templi

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

palazzo lo jaocono miccichè è del comune

ULTIMISSIME > Livello 15


MICCICHE'
A ZAMBUTO:
IL PALAZZO
LO JACONO
E' DEL COMUNE

 

A poche ore dalle decisione della Procura della repubblica che ha dissequestrato l'area, sulla intricata vicenda del crollo del palazzo Lo Jacono , interviene Lillo Miccichè, coordinatore provinciale di Sinistra Ecologia Libertà, ex consigliere comunale.

"Il palazzo, dice,   amministrativamente  è del comune, ecco le prove !"


  " Sul palazzo Lo Iacono, spiega Miccichè,   in altri momenti  ho sentito il dovere  di   informare  l'opinione pubblica,  per  far chiarezza circa  la reale  responsabilità  del comune di Agrigento  in merito allo stato di abbandono che  è la causa principale del degrado che ha portato al  collassamento strutturale   dell'immobile. Oggi,  alla vigilia della manifestazione  di protesta promossa
dagli abitanti del quartiere,  è opportuno fare ulteriori riflessioni,  soprattutto  sul piano giuridico/amministrativo, considerando ingiusto che  il  comune    abbia deciso di scaricare le  proprie  responsabilità sulle  spalle  dei poveri proprietari, i quali erano solo formalmente proprietari, ma  materialmente per circa 15 anni il comune ha tenuto in possesso l'immobile.
   Già dal 1986  il comune  con propri atti deliberativi aveva  assunto il  compito di restaurare l'edificio grazie al disposto  art. 4 della LR 70/76,   previa  approvazione del progetto, finanziamento, procedure di esproprio e gara  da appalto . L'iter approvativo si completa in pochi anni, solo  la gara  non  arriva a compimento (per ragioni  inspiegabili), mentre l'esproprio si inceppa,  perché nel contempo il finanziamento  regionale va in perenzione (ma non si  perdono la somme per pagare  l'architetto  Prestigiacomo che aveva stilato il  progetto).
   Nessun  atto  deliberativo  allo stato attuale  risulta revocato, e   nonostante  ciò  tutte le ordinanze sindacali  emesse  a carico dei
proprietari sono servite solo per  intimarli  ad adoperarsi  per  l' eliminazione del pericolo, scaricandosi giuridicamente in tal modo dalla  pregressa  responsabilità comunale; infatti il sindaco Zambuto, ogni volta che  parla del crollo del palazzo da la colpa  ai  proprietari perché non hanno   ottemperato alle ordinanze.  Il comune, avendone avuto per molti anni il potere
giuridico effettivo nonché il possesso materiale senza avere avuto cura di  salvaguardarne la struttura, lo ha abbandonato  senza mai  attivarsi  per   richiedere  il finanziamento perso.
 Il comune  recentemente  è intervenuto (malamente) in via sostitutiva,  è   non può affermare,  dopo 20 anni di detenzione del palazzo barocco,  di non  essere  responsabile del pregresso possesso, quindi è scandaloso tacere  sui  i  propri ritardi  ed omissioni anche perché le  procedure  amministrative sopra  citate  erano giuridicamente efficaci per un intervento di restauro,   considerato che si tratta di  monumento di interesse storico ed artistico da  tutelare per legge .
   Neanche la proposta di apposizione di vincolo monumentale chiesto nel  maggio del 2004 dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, ai sensi  del Decreto Legisl. N. 490/99  notificato al comune  e ai proprietari,  è stata  sufficiente  affinché  gli organi deputati ottemperassero per la salvaguardia   del palazzo barocco.
   Fa rabbia  che nessun  esponente  dell'amministrazione,  compreso  il  consigliere comunale Arnone  che  dopo il crollo ha difeso Zambuto e tutta l' amministrazione, conosca  minimamente quello che hanno approvato in sede di  Consiglio Comunale  pochissimi anni fa. Mi riferisco al Piano Particolareggiato  del Centro Storico adottato dal Consiglio Comunale  con delibera n. 146  del 10
novembre  2006 ed approvato definitivamente dall'Assessorato Regionale del  Territorio e dell'Ambiente con decreto del 23 settembre 2007, e pubblicato  nella GURS il 23 novembre 2007 n. 55.
 Il sindaco ed altri consiglieri che  hanno votato questo strumento  urbanistico come possono dimenticarsi che fra gli elaborati che hanno esaminato  e  votato  è scritto a chiare lettere che  fra i monumenti da restaurare e da  espropriare è  confermato  il palazzo Lo Iacono (vedi gli elaborati  n. 5.8) ex  115,  n. 5.9) ex 116,  n. 8.1) ex 147,  e n. 8.2) ex 148).
   Il lungo iter amministrativo del P.P. del Centro Storico si conclude  molto prima che il sindaco Zambuto  emette le ordinanze a carico dei  proprietari, infatti il P.P. del Centro Storico diviene esecutivo a partire dal  23 settembre  2007,  quindi,  nella funzione, chi è demandato per  l' esecuzione  ha il dovere di ottemperare, e chi non ottempera incorre  nelle  violazioni di legge, perciò  si può comprendere  perché  il sindaco  in questi   mesi  si aggrappa rimarcando la  sentenza di condanna del tribunale civile di  Agrigento a carico degli incolpevoli proprietari.
   Bisogna dire che il comune in tribunale non doveva portare solo le  ordinanze emesse a carico dei proprietari firmate dai sindaci  Piazza prima  e  Zambuto dopo,  infatti i proprietari  sono stati ingiustamente  condannati dal  giudice civile per la vigliaccheria  del potere politico  e della burocrazia  che  ne è asservita, ma dovevano mostrare al giudice tutto l'incartamento  che  è stato prodotto  dal comune dal 1986 in poi ed in particolare  la Gazzetta  Ufficiale della Regione  dove si evince che il P.P. del Centro Storico è   esecutivo, sottolineando che non c'è mai stata soluzione di  continuità".


 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu