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"EVITIAMO DI IMPANTANARCI NELLA PALUDE MELMOSA DELLA PUBBLICA INDECENZA"
E FA DEI NOMI
ALFANO, AMATO, HAMEL, LO PRESTI, MARCHETTA, MICCICHÈ , RACCUIA E VIRONE, SONO PERSONE DISTANTI DA INTERESSI O DA TRASCORSI E LEGAMI POCO CHIARI

Il tempo di presentare le dimissioni ed è subito esplosa la caccia alla poltrona di Carmelo Callari.
Una carica, quella di presidente del consiglio, prestigiosa che vede già in corsa due medici: Giuseppe Gramaglia, capogruppo del nuovo partito di Cuffaro e Francesco Alfano del Pdl del Guardasigilli, del quale il consigliere è zio.
Ma Alfano deve guardarsi della concorrenza del collega medico e "compagno" di partito Antonino Amato.
Difficile prevedere come andrà finire . Nel dibattuto si inserisce l'ex vice presidente del consiglio Giuseppe Arnone che lancia un appello ai colleghi consigliere, con l'obiettivo, dice, di evitare di impantanarsi nella palude melmosa della pubblica indecenza. Arnone propone pure una rosa di candidati : Alfano, Amato, Hamel, Lo Presti, Marchetta, Miccichè, Raccuia, Virone
espressione, sostiene di un livello di pubblico decoro, condivisibile dall'opinione pubblica, perché si tratta di persone visibilmente distanti da interessi o da trascorsi e legami poco chiari.
Di seguito la nota di Arnone
"Voglio prendere spunto dall'appello che oggi muove il presidente di Confindustria al mondo politico agrigentino, per porre alcuni paletti in ordine alla discussione politica finalizzata alla elezione del nuovo Presidente del Consiglio Comunale di Agrigento.
Premetto che, per quanto mi riguarda, non risparmierò mezzi e strumenti al fine di ottenere il risultato che ci chiedono gli agrigentini: l'elezione di un Presidente che sia interprete del rinnovamento politico che vuole la Città, che sia un esempio di distanza da logiche imprenditoriali ed affaristiche coltivate mediante le cariche pubbliche, che sia distante da un passato "brillante" per comparaggi politici, scelte poco trasparenti, vicende e benefici personali ottenuti medianti palesi strumentalizzazioni del proprio ruolo e delle proprie amicizie politiche.
Nel momento attuale, nel quale la politica è scossa dalle numerose e fondate inchieste giudiziarie, non è minimamente pensabile -
Ma ancora più indecente è il tentativo di chi, invece di vergognarsi per aver sponsorizzato pubblicamente (parlano i verbali del Consiglio Comunale), sulla base di logiche di comparaggio, figure dirigenziali nell'occhio del ciclone in relazione al gravissimo quadro di imbrogli in materia edilizia ed urbanistica, invece di vergognarsi per essere coinvolto in scandalose vicende di concorsi pubblici gestiti con i noti meccanismi "fotografici" o, se si vuole, da "sartoria" (concorso fatto su misura), adesso pretende di infangare il Consiglio Comunale, trascinandolo in direzione di queste vicende ad alto rischio giudiziario.
E' prevedibile che se la vicenda dell'Urbanistica dovesse assumere le dimensioni che i sequestri fanno presumere, ci si porrà anche il problema del circondario di potere che caratterizzava i rapporti del Dirigente in questione con i presunti favoriti. E in tale ipotesi, i comparaggi -
Ed ancora, è assai opportuno che facciano non uno, ma dodici passi indietro coloro che, con la giunta Piazza, rivestendo ruoli apicali, oltre a disamministrare la Città, si davano alla bella vita romana a spese della collettività agrigentina, totalizzando missioni su missioni, utili soltanto ad incrementare le entrate di ristoranti, alberghi e compagnie aeree.
Non è opportuno, né necessario fare nomi, perché soltanto le "zucche vuote", o coloro che sono annebbiati dall'arroganza, possono non comprendere di che cosa stiamo parlando.
Vado ancora più in là, e mi permetto persino di formulare nomi di professionisti presenti in Consiglio Comunale, appartenenti a varie parti politiche che, per l'impegno mostrato e le capacità professionali, possono utilmente rivestire l'incarico, evitando che il Consiglio vada ad impantanarsi nella palude melmosa della pubblica indecenza: consiglieri quali Alfano, Amato, Hamel, Lo Presti, Marchetta, Miccichè, Raccuia, Virone, solo per fare alcuni nomi di alcuni professionisti e solo per indicare un livello di pubblico decoro, condivisibile dall'opinione pubblica, perché si tratta di persone visibilmente distanti da interessi o da trascorsi e legami poco chiari.
Io auspico che, adottati i criteri di pubblica decenza, la discussione sulla presidenza del Consiglio costituisca un momento di arricchimento per l'intera Città. Se, invece, come qualcuno vuol fare, la pubblica decenza verrà abbandonata, allora, per quanto mi riguarda, ognuno si assumerà le sue responsabilità".