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prima udienza omicidio antonella alfano

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IN AULA IL CARABINIERE SALVATORE ROTOLO - IL "GIALLO" DELL'OCCHIO NERO


PRIMA UDIENZA
DAVANTI AL GUP
PER L'OMICIDIO
DI ANTONELLA ALFANO

 

Prima udienza davanti al  Gup del tribunale di Agrigento, Luca D'Addario, per il carabiniere Salvatore Rotolo, 38 anni, accusato di avere    r assassinato, soffocandola la sua convivente, la commessa Antonella Alfano, di 37 anni, trovata morta carbonizzata all'interno della sua automobile lo scorso 5 febbraio. Rotolo che era presente in aula presentava un ematoma sotto l'occhio sinistro.

La famiglia di Antonella Alfano  si è costituita parte civile, con la madre di Antonella, Giovanna Saieva,  rappresentata dall'avvocato Simona Fulco, il padre il padre Libertino Alfano e la sorella Rossana, assistititi dall'avvocato Sebastiano Bellanca

L'accusa sarà sostenuta dal sostituto  procuratore  Giacomo Forte che  ha depositato la consulenza dei tabulati telefonici del carabiniere e della vittima  relative al  giorno del delitto.
La difesa del militare,  gli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica, ha eccepito di non aver ancora potuto sono ad ora prendere visione  di alcuni   esiti degli  accertamenti medico-legali.


Per il Pm della Procura  che hanno condotto le  indagini  Rotolo  dovrebbe essere processato per  omicidio volontario. Di diverso avviso il Gup Alberto Davico che lo scorso 16 giugno ha firmato   l'ordinanza cautelare in carcere  derubricando  il reato in omicidio preterintenzionale. L'udienza è stata aggiornata al 26 ottobre.  
  
Secondo l'accusa il carabiniere avrebbe simulato un incidente - avvenuto lo scorso 5 febbraio - nel corso della quale il corpo della donna rimasto nell'abitacolo fui avvolto dalle fiamme.
La richiesta di rinvio a giudizio per Rotolo è stata firmata dal procuratore capo Renato Di Natale, dal suo aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto procuratore Giacomo Forte.

Rotolo, difeso dagli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica fu inizialmente indagato per omissione di soccorso perché alcuni testimoni raccontarono di averlo visto sul luogo dell'incidente nei minuti immediatamente successivi al presunto incidente stradale. Poi, dopo l'esito dell'autopsia, fu formalizzata l'accusa di omicidio volontario.


 
 
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