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"Caro Benedetto,
ma perché avete
così tanta paura
delle Primarie?"


"LE PRIMARIE?
NON SONO CONTRARIO
MA NON DEVO INDIRLE IO"
Botta e risposta tra Giuseppe Arnone e Benedetto Adragna. Le elezioni comunali sono più vicine di quanto possa sembrare. E nel Pd continua lo scontro sui temi, infuocati, già in campo: la possibile candidatura di Piero Luparello che piace tanto proprio ad Adragna, le primarie, con il segretario provinciale Emilio Messana che avanza l'ipoitesi che possano anche non essere celebrate.
Arnone, su questi ed altri temi, ha scritto al senatore del Pd che a sua volta replica all'ambientalista.
Buona lettura.

Caro Benedetto,
il caldo e la stanchezza fanno brutti scherzi. Quasi certamente lo stressato sono io che non comprendo le Tue analisi e proposte politiche, che probabilmente per miei limiti mi appaiono semplicemente offensive della volontà del popolo agrigentino e delle tradizioni di coerenza del centrosinistra siciliano.
Probabilmente è colpa mia, anche se noto che i dubbi e le perplessità sulle Tue proposte -
La gente innanzi tutto mi chiede se non ricorda male la circostanza che Luparello è stato da Te investito dell'incarico di responsabile regionale per la Sanità del Partito. In effetti è vero. Appena entrato nel Partito Democratico, Piero Luparello ha avuto questo incarico, che forse ricopre ancora. Ma, lo ricopra o non lo ricopra, la situazione è identica: non mi pare che abbia mai fatto nulla. Ma forse è la mia stanchezza che non mi fa ricordare le proposte, iniziative e battaglie regionali di Luparello in questo settore.
Peccato che, consultando i siti internet, non venga fuori nulla. Nulla di nulla.
E le modalità di svolgimento dell'incarico di responsabile regionale per la Sanità, appaiono identiche a quelle di segretario cittadino del Partito. Per anni nessuna riunione. Nessuna riunione con i consiglieri comunali. Il tesseramento chiuso. Le uniche dimostrazioni di "esistenza in vita" sono state quelle di controfirmare quattro o cinque comunicati o manifesti redatti da Ester Vedova ed Epifanio Bellini, quest'ultimo primo firmatario. Note e manifesti, spesso, dai contenuti "sballati".
Al momento qui mi fermo. Mi limito a sottolineare soltanto l'argomento che mi appare più incredibile della Tua nota e che sarebbe quello secondo cui la candidatura di Luparello sarebbe funzionale ad un momento di "pacificazione generale".
Caro Benedetto: chi si dovrebbe pacificare e con chi? I mafiosi con chi li ha combattuti? I politici avvicinabili con chi ha denunziato le collusioni? L'ingegnere Rizzo con gli ambientalisti? Cosa sarebbe, caro Benedetto, questa pacificazione generale?
Non è meglio, invece, tenere le Primarie previste dallo Statuto del Partito? O vi è chi si preoccupa che sarebbero primarie dall'esito scontato, alla luce del risultato delle elezioni del 2008, quando Arnone e i suoi amici, da soli, hanno avuto il 20% e tutto il resto del PD, con bandiere, liste, deputati, finanziamenti, solo il 15%?
Io, caro Benedetto, probabilmente sarò stanco. Ma ho il sospetto che le Primarie non si vogliano fare perché tutti sappiamo che, se non si truccano, le vince Arnone.
Infine, Ti invito e invito tutti i cittadini a vedere la conferenza stampa che ho appena tenuto, nella quale affronto tutti questi temi, permettendomi di ironizzare con gli impegni che Tu hai preso quando hai convinto Luparello, nella primavera 2008, ad abbandonare il neo senatore Totò Cuffaro per aderire al Partito Democratico.
Vedi, Benedetto, come dicevo innanzi ai giornalisti, tu potevi promettere a Luparello la tua moto, perché è tua, la tua casa, perché è tua, persino i tuoi baffi. Ma non potevi promettere né la candidatura, né la carica di sindaco di Agrigento. Quelle non ti appartengono, appartengono rispettivamente al Partito e agli elettori.
E, peraltro, mi preme evidenziare, con molto affetto, che Ti consiglierei di chiedere scusa alla città di Agrigento: Tu affermi che Zambuto ha amministrato talmente male che non è opportuno che si ricandidi. Ma Zambuto lo hai scelto Tu, assieme a Capodicasa e a Cusumano. Tu affermi che la città è allo sfascio: vuoi dire ai cittadini quale ruolo hai avuto nell'elezione di Sodano e di Piazza?
Concludo, augurandomi che il fresco autunnale, destinato ad arrivare nei prossimi giorni, faccia rinsavire chi di noi due ha più sofferto la calura estiva, o anche entrambi, riaprendo tra di noi i canali del confronto e della sintesi politica, sulla base di argomenti comprensibili dagli elettori.
Con affetto,
Giuseppe Arnone

Caro Peppe,
con altrettanto affetto, che certamente la calura estiva non ha sminuito, rispondo alla Tua lettera aperta per evitare, ignorandola, di sembrarti ostile.
Vorrei anzitutto chiarire qualche malinteso generato forse dal termine pacificazione generale che ho usato nei giorni scorsi: è ovvio che il mio riferimento è legato al clima politico attuale che non ha portato a nessun risultato tale da creare prospettive generose per questa città. Permettimi poi di sottolineare, riguardo alla pacificazione con mafiosi o con ambienti discutibili su cui tu ti interroghi, come la mia storia politica e personale testimoni senza se e senza ma la mia refrattarietà a questi ambienti.
Ma tornando sul terreno della politica, non riesco a capire come le mie analisi e le mie proposte politiche possano "apparire offensive della volontà del popolo agrigentino"; le mie analisi e le mie proposte politiche hanno certamente il limite di non essere in linea con le tue, ma da qui ad intenderle quali offensive ne corre.
Sul delicato tema del Partito e del Segretario Provinciale, il documento presentato da " Fianco a Fianco" che fa capo all'On. Panepinto, e da " Area Popolare " non lascia margini di alcun dubbio. Vogliamo rilanciare il Partito, chiedendo a Messana, un atto di generosità.
Invece per quanto riguarda le primarie non ho mai detto di essere contrario, ma semplicemente non sono io a doverle indire: io posso, checché tu ne dica, indicare un candidato che mi aggrada o che ritengo potenzialmente in grado di aggregare, ma poi, ovviamente, le modalità di tale candidatura spettano al partito e successivamente alla scelta fatta, con primarie se non c'è consenso unitario sul candidato, alla coalizione che a sua volta deciderà se indire le primarie, e su queste vicende, o su queste scelte, stai sicuro che non metterei mai a repentaglio né la mia moto, nè tantomeno i miei baffi.
Per quanto attiene le valutazioni sulle capacità politiche del Dott. Luparello, nel continuare a sperare che decida di accogliere il mio invito a candidarsi, le lascio al giudizio degli elettori agrigentini.
Infine sulle mie responsabilità.
Nelle scorse elezioni degli ultimi sindaci intendo precisare che su Piazza, al quale proprio tu regalasti, alla prima seduta, il libro "Il Re di Girgenti", ero come te ottimista, ma dopo una breve collaborazione, ho ritirato la mia rappresentanza in giunta e ho preso palesemente le distanze dal suo operato.
Su Zambuto, che tu sino a qualche mese fa definivi il miglior sindaco degli ultimi 50 anni, forse avrai dimenticato che solo io ho chiesto pubblicamente scusa alla città per il contributo, seppur modesto, che ho dato per la sua elezione. Ammetterai che di errori ne facciamo tutti, ma questi non ci spogliano dalla possibilità di dare speranza ai nostri concittadini, indicando professionisti che potrebbero far il bene della Città, passando ovviamente al vaglio degli elettori.
Caro Peppe, nel farti sinceri auguri per la tua candidatura a Sindaco, chiedo a te di considerare come modello di approccio in questa competizione l'umiltà, proprio perché chi vuole governare processi importanti di rinnovamento e di soluzioni per questa città, deve trovare lungo questo difficile percorso persone, professionisti e dirigenti, che, se anche non la pensano come Te, hanno come Te la stessa tensione ideale e possono contribuire a raggiungere questo obiettivo; ovviamente il tutto al netto del malaffare e dell'inquinamento mafioso, che non ho certo difficoltà a dartene atto hai posto come priorità della tua lotta politica.
Con la mia consueta simpatia nei tuoi confronti, ti saluto cordialmente.
Benedetto Adragna