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EMILIO MESSANA : "La volontà della società italiana di promuovere il cambiamento si è compiutamente manifestata con la partecipazione popolare ai referendum".
"Sono state abrogare, dice il segretario provinciale del Pd, quattro pessime leggi varate dal governo Berlusconi, che sintetizzavano la politica del centrodestra.
La liberalizzazione spinta e senza controllo dei servizi pubblici -
La forza della campagna referendaria è stata la mobilitazione ideale che l'ha animata.
Non è stato soltanto un voto contro quelle leggi e chi le aveva approvate, i quattro "SI" propongono una visione alternativa del governo del territorio e dei rapporti sociali, fondata sulla salvaguardia dell'ambiente e sul potenziamento delle energie rinnovabili, sull'equilibrato sfruttamento delle risorse, sulla tutela dell'interesse pubblico alla regolamentazione del mercato nei servizi essenziali, sull'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
La maggioranza degli italiani reclama una politica che affronti i problemi del paese con un moderno spirito riformatore e magari attinga alla serietà, all'allegria, all'impegno, alla competenza e alla determinazione di quanti hanno segnato questa nuova stagione della vita pubblica.
L'istanza di partecipazione e di protagonismo dei cittadini va ascoltata e il PD deve cooperare perché possa organizzarsi in proposta politica.
Questo chiedono le famiglie, i lavoratori, gli imprenditori e i giovani agrigentini alle prese con i drammi quotidiani della disoccupazione, della povertà, della marginalità economica e sociale.
Le Primarie saranno lo strumento a disposizione dei cittadini e dei movimenti che vorranno confrontarsi insieme a noi per disegnare il nuovo modello di governo delle città.
A partire dal capoluogo, dove i fermenti e le mobilitazioni di questi mesi fanno ben sperare sulle energie che arrichiranno la prossima campagna elettorale.
La vitalità e la forza del Pd discendono dall'essere aperto alla società e animato da uno spirito di solidarietà interna.
Laddove prevalgano divisioni o posizionamenti autoreferenziali la proposta politica passa in secondo piano e si è destinati alla sconfitta, come testimoniano gli esiti delle elezioni amministrative, da ultimo a Favara e a Canicattì.
Il prossimo 25 giugno si terrà l'Assemblea Provinciale del PD che chiuderà la lunga fase congressuale, completando l'organigramma interno.
Compito del nuovo gruppo dirigente sarà quello di rafforzare il partito nei territori, rinnovarlo, aprirlo al contributo dei movimenti che in questi anni si sono batutti insieme a noi, rinsaldare le alleanze con i partiti del centrosinistra e con le altre forze politiche e moderate che vorranno condividere la costruzione di un'alternativa al centrodestra.

Il PD di Campobello di Licata saluta positivamente
i risultati del referendum che pongono fine al nucleare, al legittimo impedimento e soprattutto danno la spinta per il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua.
Anche a Campobello è stato raggiunto il quorum con il 52% dei votanti ed il “si” si è attestato su percentuali oscillanti dal 96 al 98% per i diversi quesiti referendari.
Il PD è stata una delle poche forze politiche, insieme al MPA, che ha fatto sentire la propria voce sul territorio distribuendo volantini nei quartieri ed affiggendo manifesti pubblici, contribuendo al superamento del quorum.
Entrando nel merito delle questioni locali il PD di Campobello saluta positivamente la scelta della Conferenza dei Capigruppo, con la solo presenza del PD e del gruppo “MPA-
Come ribadito in diverse occasioni è necessario cambiare decisamente passo nella nostra Comunità a partire da chi la guida, registriamo infatti che ad oggi non sono stati ancora approvati gli atti propedeutici al bilancio eppure la scadenza del prossimo 30 giugno sta per arrivare.
Ciò non può essere più tollerato e nei prossimi giorni come partito faremo sentire la nostra voce tra la gente.

Il Circolo Berlinguer del PD di Agrigento, nel ringraziare gli elettori che domenica e lunedì ad Agrigento hanno dato testimonianza di grande partecipazione civica e senso di responsabilità, vuole sottolineare, dice Epifanio Bellini, lo straordinario significato politico che il Referendum ha rappresentato non solo nei risultati ma anche e soprattutto nel metodo.
Il desiderio di riscossa civica nel Paese, la volontà di partecipare, la voglia di contare da parte dei cittadini hanno portato al superamento del quorum del 50% +1 degli aventi diritto ai Referendum popolari del 12 e 13 giugno, grazie anche, alla straordinaria sinergia messa in campo dalle forze politiche riformiste, che anche ad Agrigento, ha visto impegnati fin dalla prima ora e in prima linea il PD, l'IDV, SEL e Rifondazione Comunista, insieme alla CGIL ai movimenti e alle associazioni culturali, senza mai indulgere a inutili protagonismi nell'esclusivo interesse collettivo.
In particolare il dato di Agrigento, straordinario in termini assoluti, dimostra che l'unione tra queste forze riunite da un obiettivo comune, e capaci anche di realizzare una splendida festa a villa Bonfiglio, è la strada vincente per l'affermazione di un'alternativa di governo credibile e concreta in grado d'interpretare i bisogni e le istanze della società.
La sfida adesso è non disperdere queste energie e queste relazioni e canalizzarle positivamente per trasferire questo modello ad un progetto civico di governo della città.
Noi, e non da oggi, ci crediamo e continueremo a farci strumento di aggregazione del blocco delle forze riformiste, non solo partitiche, ma anche sociali e movimentiste, che sulla base di un un'idea diversa di Agrigento possa realizzare un vero cambiamento della nostra città.

Lillo Miccichè coordinatore della federazione
provinciale di Sinistra ecologia e libertà
Con oltre il 50 per cento dei comuni scrutinati si registra il 58 per cento della partecipazione al voto quasi uniformi per i quattro quesiti che riguardano due sull'acqua, e quello sul nucleare e quello del legittimo impedimento, superando anche la media nazionale. E' senza dubbio una risposta del popolo della martoriata provincia agrigentina, la quale ha dimostrato una grande maturità democratica di partecipazione che è andato oltre il nostro ottomistico auspicio, e forse alla fine supereremo la media nazionale, tenendo conto della massiccia astensione di Lampedusa per le note e comprensibili vicende sull'immigrazione. Questo eccezzionale dato la dice tutta sulla consapevolezza del popolo agrigentino di aversi espresso e compreso nel merito e per il significato anche politico di questa tornata referendaria che va oltre il merito dei quisiti posti, fermo restando che il quesito sull'acqua ha avuto un suo maggiore impulso. Mentre il dato definitivo della città di Agrigento che si attesta attorno al 55 per cento e senza dubbio un fatto di grande significato di partecipazione senza pari per una città spesso additata a simbolo della rassegnazione. Questo significa che anche la città di Agrigento si è svegliata dal lungo oblio nella quale è stata cacciata da una classe politica inconcludente, quindi a nostro avviso questo è sintomo di una speranzosa rivincita di questa città la quale si spera quanto prima si riappropri del proprio futuro.

Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia
Alberto Mangano, portavoce del comitato regionale
Vota Si per fermare il nucleare
"È la vittoria dei cittadini italiani che hanno votato soltanto su alcuni quesiti referendari, si sono trovati a scegliere tra due idee diverse ed alternative di società.
Una società fondata -
concentrato l'energia, ed un'altra fondata sull'interesse collettivo ed i diritti di cittadinanza.
Gli italiani hanno scelto con chiarezza nonostante la pesantissima censura voluta dal governo ed operata dagli organi d'informazione. Proprio per questa ragione si tratta di un voto di portata storica e di un passo determinante per la trasformazione della nostra società in
una più moderna e più giusta".
"Gli italiani confermano -
basata sulle emozioni, ma sulla ragionevolezza. A differenza del 1987 le rinnovabili sono un'alternativa concreta. Solo nel 2010, in Italia sono stati installati impianti che producono energia da fonti rinnovabili per una potenza complessiva pari ad una centrale nucleare. Che senso avrebbe avuto tornare indietro rispetto a questa realtà, quando Paesi nuclearisti come la Germania puntano a produrre l'80 per cento del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili entro il 2050?".

Daniele Gravotta
Il comitato referendario di Ravanusa esprime all'unanimità vivo compiacimento per lo strepitoso risultato ottenuto a Ravanusa dove si è registrata un'affluenza alle urne superiore al 52,6%. Per i promotori referendari locali si tratta di un grande risutato che riaccende la speranza per una nuova stagione dei diritti e per una rinnovata partecipazione democratica. Il portavoce di Resistanza Siciliana, Daniele Gravotta, a nome di tutto il comitato ringrazia la cittadinanza per la grande prova di civiltà democratica mostrata e dichiara: "Il dato che maggiormente ha sorpreso piacevolmente le nostre più rosee aspettative emerge dal fatto che a Ravanusa gli effettivi residenti sono molto meno di quelli registrati all'ufficio elettorale, è evidente quindi che alle urne si sia recato almeno il 70% degli effettivi residenti a Ravanusa. Non dobbiamo dimenticare che la nostra terra registra fenomeni emigrativi interni ed esterni di rilevanza macroscopica a cui si accompagna la miope politica di una classe dirigente incapace persino di mantenere aggiornato l'albo anagrafico dei residenti. In definitiva, con questo referendum, nel suo piccolo, i ravanusani sono tornati protagonisti attivi della politica, dopo anni di disinteresse manifesto".