Menu principale:
"SIG. PRESIDENTE CHE FINE HA FATTO
LA RETE IDRICA DI AGRIGENTO?"
Sig. Presidente che fine ha fatto il finanziamento per la rete idrica di Agrigento”.
A porre il quesito al governatore Raffaele Lombardo è il sindaco Marco Zambuto che ha inviato una nota al presidente della Regione.
I rapporti tra Zambuto e Lombardo una volta idilliaci – il sindaco era pronto a conferire al governatore la cittadinanza onoraria – si incrinarono improvvisamente nei giorni seguenti il crollo di palazzo lo Jacono.
Zambuto attaccò la regione con la conseguenza che il sindaco non fu invittao ad uno veryici che si tennero a Palermo.
Giochini e giochetti, dispetti e ripicche a cui uomini eletti per perseguire il pubblico interesse non dovrebbe ispirarsi.
Di seguito la nota di Zambuto a Lombardo
“Signor Presidente, come di certo ricorderà, nei primissimi giorni del corrente anno, nel corso di una Sua visita istituzionale alla nostra sede comunale, ebbe a darmi notizia della deliberazione della Giunta regionale (la n. 487 del 30 dicembre 2010) con la quale la Regione si faceva carico del finanziamento di venticinque milioni di euro per il rifacimento della rete idrica cittadina.
Era il coronamento di un sogno inseguito dagli agrigentini da oltre cinquant’anni: avere l’acqua corrente nelle loro case e la certezza che il prezioso liquido, non disperdendosi più dalle reti di distribuzione ridotte ad autentico colabrodo, continuasse ad intaccare il sistema idrogeologico cittadino.
A nome della Città ho voluto pubblicamente darLe atto della Sua grande sensibilità politica e della vicinanza ad Agrigento, in ciò supplendo alla latitanza del Governo nazionale che, pur promettendo più volte (gli agrigentini tutti ricordano le promesse fatte dal Ministro delle infrastrutture), nella sostanza non aveva fatto nulla per risolvere un così grave problema.
Fino ad oggi abbiamo seguito con preoccupazione le vicende dei fondi FAS, ma ricordiamo ancora lo spirito delle sue affermazioni, nel corso del recente intervento ad Agrigento: “l’opera si deve fare e, se continuano a tardare i fondi FAS, la Regione si farà carico di anticipare le relative somme”.
Ben conoscendo tale Sua determinazione nell’affrontare anche questo problema, La preghiamo di disporre ogni necessaria accelerazione dell’iter procedurale per pervenire, nei tempi più rapidi, alla realizzazione dell’opera.
Signor Presidente, ringraziandoLa per ciò che ha fatto e per ciò che vorrà fare, Le voglio conclusivamente significare che il comune di Agrigento, pur non essendo né il soggetto promotore, né, tanto meno, il gestore del finanziamento ha un solo ed esclusivo interesse a che la nuova rete idrica cittadina si faccia rapidamente e che le opere vengano realizzate a perfetta regola d’arte, assicurando funzionalità, tenuta e corrette condizioni di esercizio.
Mi preme infine sottolineare che la soluzione di questo annoso problema è centrale per la città di Agrigento e per il suo futuro:
1. avere l’acqua corrente significa potere davvero fare turismo,
2. ridurre le tariffe idriche sarebbe di sollievo, in questo momento di crisi, per i bilanci familiari,
3. bloccare lo sversamento del prezioso liquido dalla fatiscente condotta nel sottosuolo contribuirebbe non poco ad impedire l’ulteriore deterioramento dell’assetto idrogeologico del territorio, causa non ultima della preoccupazione quotidiana che abbiamo anche per la staticità della nostra Cattedrale, simbolo dell’intera Città.”