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DENUNCIA ANCHE ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI AGRIGENTO
"PERCHE' IL PRESIDENTE D'ORSI NON SI E' COSTITUITO IN GIUDIZIO?"
"VERO E' CHE CON IL PROCESSO ANCORA IN CORSO E' STATA GIA' PAGATA UNA PARTE DELLE MISURE COMPENSATIVE?"
Finisce sui tavoli della Direzione distrettuale antimafia di Palermo e della Procura della Repubblica di Agrigento il progetto per la realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle. A chiamarli in causa, con un esposto, è Gian Joseph. Morici presidente dell'Associazione ambientalista "Free" di Agrigento, il quale chiede di fare luce sulle motivazioni che hanno spinto il presidente della Provincia regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi a non costituirsi in giudizio davanti al Tar Lazio, dove è pendente un ricorso contro la realizzazione dell'impianto presentato fra gli atri dal sindaco della città dei templi Marco Zambuto.
Morici sostiene che il presidente D'Orsi avrebbe revocato l'incarico di costituirsi in giudizio conferito ad un legale qualche giorno prima dell'udienza che si tenuta lo scorso 7 luglio. Nell'esposto viene pure chiesto di accertare se è vero che sia già versata al comune di Porto Empedocle la prima trance delle compensazioni previste per la realizzazione del rigassificatore -
Anomalie che secondo Morici meritano di essere poste all'attenzione della Dda e della Procura di Agrigento affinchè ne valuti la legittimità e la liceità di tali comportamenti.
La Direzione distrettuale antimafia dovrà pure accertare se è vero che secondo il legale vi fossero i presupposti per chiedere la revoca delle autorizzazioni relative al rigassificatore empedoclino.
Una vicenda dai contorni a di poco davvero imbarazzanti. E non sono i soli. Basta leggere il ricorso del Comune presentato al Tar per rendersene conto.