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"NO" DEL CONSIGLIO COMUNALE
DI AGRIGENTO
AL RIGASSIFICATORE
DI PORTO EMPEDOCLE
"No" del consiglio comunale di Agrigento al passaggio lungo il territorio agrigentino del metanodotto chew dovrebbe collegare il rigassificatore di Porto Empedocle alla rete regionale e nazionale di trasporto del gas.
A pronunciarsi contro il metanodotto sono stati 14 consiglieri su 18, che si sono espressi su una richiesta di parere che era stata formulata dalla Regione siciliana lo scorso 20 aprile, assegnando, per la pronuncia, 45 giorni al consiglio comunale.
C'era stata il tentativo di rinviare il punto l'ordine del giorno con il rischio, per come prevede la legge, che trascorso infruttuosamente il termine assegnato al comune il parere è da intendersi favorevolmente reso.
Il tutto in presenza della pronuncia del Tar Lazio che ha di fatto già bocciato il progetto-
Ai margini della pronuncia del consiglio comunale si sta cercando di fare luce su una vicenda poco chiara.
L'interrogativo è questo: è vero che il comune dopo avere espresso un circostanziato parere contrario contro il rigassificatore contenuto in alcune pagine, alla fine il tutto è stato condensato in poche righe?
Secondo quanto rilevato davanti al Tar Lazio dall'avvocato Arnaldo Faro era stata la stessa Soprintendenza ad ammettere "che il tracciato del gasdotto di collegamento, nella parte iniziale attraversa ambiti sottoposti a vincolo paesaggistico e lungo il corso del tracciato ricade in prossimità di aree d'interesse archeologico Tuttavia la Soprintendenza, aggiunge l'avv. Faro, piuttosto che vietare l'opera si limita a prescriverne la schermatura con siepi, il trattamento cromatico ed il rivestimento in pietra.
IL PARERE E' STATO RESO AI SENSI DELL'ART. 7
DELLA L.R. 65/81 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI
ARTICOLO 7
Procedura per l' esecuzione di opere di interesse statale o regionale non coincidenti con le previsioni degli strumenti urbanistici
Qualora per esigenze di rilevante interesse pubblico sia necessario eseguire opere di interesse statale o regionale da parte degli enti istituzionalmente competenti in difformità delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, i progetti di massima o esecutivi, ove compatibili con l' assetto territoriale, possono essere autorizzati dall' Assessore regionale per il territorio e ambiente sentito il Consiglio regionale dell' urbanistica e i comuni interessati, i quali sono tenuti a fornire il proprio avviso entro 30 giorni dalla richiesta.
Trascorso infruttuosamente il termine sopra indicato l' avviso è da intendersi favorevolmente reso. Le disposizioni contenute nei precedenti commi si applicano anche per le opere pubbliche non prevedibili negli strumenti urbanistici.
Le autorizzazioni assessoriali costituiscono a tutti gli effetti varianti agli strumenti urbanistici comunali, ai piani comprensoriali, ai piani settoriali e ai piani territoriali di coordinamento.
Dette autorizzazioni vengono notificate ai comuni interessati e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.