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Rigassificatore Sonia Alfano contro presidente provincia Agrigento

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RINVIATA AL PROSSIMO 18 OTTOBRE LA DECISIONE DEI GIUDICI CHE POTREBBERO FARE SALTARE LA REALIZZAZIONE DELL'IMPIANTO - E’ COMUNQUE SALTATA LA POSA DELLA PRIMA PIETRA ANNUNCIATA ADDIRITTURA PER MARZO - DENUNCIATI SCONCERTANTI EPISODI


RIGASSIFICATORE, VIOLENTISSINO ATTACCO
DI SONIA ALFANO A D'ORSI
SULLA INCREDIBILE  MANCATA COSTITUZIONE DELLA PROVINCIA  DAVANTI AL TAR LAZIO

 

Violentissimo   attracco dell'europarlamentare Sonia Alfano al presidente della Provincia regionale  di Agrigento Eugenio d'Orsi,  sul rigassificatore  che  si vuole realizzare  a tutti i costi a Porto Empedocle
Al centro del nuovo intervento la recente, sorprendente  decisione  del presidente D'Orsi di non costituirsi nel procedimento  contro la realizzazione dell'impianto,  instaurato  davanti al Tar Lazio e che già vede costituito, fra gli altri il Comune di Agrigento.
"E' curioso che un consiglio provinciale esprima un voto e decida di costituirsi   in un ricorso al Tar per poi tirarsi indietro a 48 ore dall'udienza". Esordisce così  Sonia Alfano che da tempo ha posto al centro della sua attività di europarlamentare  il contestatissimo rigassificatore, presentando nelle scorse settimane pure una interrogazione al Parlamento  europeo.
E'  davvero "singolare" che pur potendo contare la provincia   di Agrigento ed il capoluogo di un bel gruppo di rappresentanti del popolo   o tra europarlamentari   e parlamentari nazionali, debba essere un europarlamentare  non agrigentina, appunto Sonia  Alfano, a cercare di fare luce su quanto è accaduto  e sta accadendo attorno al rigassificatore .
L'europarlamentare nel suo intervento cita e fa riferimento  a tutta una serie  di sconcertati  episodi e vicende   che si sarebbero verificate  proprio in relazione alla costituzione davanti il Tar Lazio, che se venissero confermati  disegnerebbero scenari davvero  inquietanti.
"Molto probabilmente le azioni del presidente D'Orsi, aggiunge Sonia Alfano,  non avevano nulla a che vedere con la tutela e con la salvaguardia della salute dei cittadini, e nulla hanno a che vedere oggi, a maggior ragione.
L'europarlamentare ricorda che  D'Orsi fa  parte dell'Mpa come il  presidente della regione Siciliana Raffaele Lombardo che dopo  avere dichiarato  di essere  fortemente contrario alla costruzione di un rigassificatore nella Valle dei Templi  adesso è diventato uno dei maggiori fautori di questo scempio. Bisogna chiarire, aggiunge Sonia Alfano,  che c'è poco da essere indecisi: alla Sicilia non servono impianti inquinanti, ma sviluppo sostenibili.
"Alla Sicilia, conclude l'europarlamntare,  servono politici che si schierino semplicemente dalla parte dei cittadini. Da sempre invece aspettiamo che la mafia e la mala politica decidano per tutti noi e che i soliti noti si spartiscano la torta"
A  sollevare l'incredibile   caso d'Orsi era stato nei giorni  scorsi , già prima di Sonia Alfano,      Gian Joseph  Morici che aveva  definito un atto d'arroganza la mancata costituzione dinanzi al tar Lazio della Provincia di Agrigento e del suo presidente Eugenio d'Orsi. "La  Provincia, ha detto Morici,  avrebbe dovuto dar seguito a quanto deliberato dal Consiglio provinciale di Agrigento, che nell'ottobre 2009 votò contro la realizzazione del rigassificatore con 19 Consiglieri contrari alla realizzazione dell'impianto e soli 9 voti favorevoli. Siamo certi, che i Consiglieri che hanno vista sminuita la loro valenza e mortificata una scelta democratica, sapranno tenere conto di un gesto che ha anteposto l'interesse politico al superiore interesse per la collettività".
Di certo per la posa della prima pietra  del rigassificatore  già data per certa a  marzo, bisognerà aspettare ancora e potrebbe non avvenire mai. Il Tar ha rinviato tutto al prossimo 18 ottobre e potrebbe appunto decidere di fare saltare l'impianto. Di motivi, a sentire  chi ha presentato il ricorso, ce ne sarebbero a decine.
La partita non è ancora chiusa, con qualche Ente che sarebbe in  palese difficoltà. Pare che siano stati inseriti in bilancio  diversi  milioni   di euro come proventi derivanti  dalle compensazioni.
Vero, falso? Chissà.  Se fosse vero e se  le compensazioni  non dovessero arrivare si  potrebbe   anche fare bancarotta?


 
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