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rimpasto comune agrigento zambuto e alfano

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ANCHE ZAMBUTO VUOLE RIMPASTARE
LA GIUNTA COMUNALE DI AGRIGENTO
MA NON HA I NUMERI PER METTERE
ALLA PORTA ALFANO

 

Ma che fine ha tatto il rimpasto annunciato dal sindaco Marco Zambuto? Ci pensa da tempo, ma   dopo averlo annunciato e dato per certo entro la fine dell'anno, ha frenato bruscamente e ora rischia di incartarsi.  Zambuto dopo tanti tentennamenti è ritornato nell'Udc di Pierfedinando Casini: con le elezioni anticipate date quasi per certe sino a qualche settimane fa, era pronto a lasciare Palazzo dei Giganti per accettare - suo grande sogno - una candidatura per le politiche.
Berlusconi però è ancora in sella. Le elezioni anticipate almeno per il momento  si sono  allontanate, ed allora Zambuto dovrà mettere da parte i suoi sogni romani, per dedicarsi alle politica  di casa nostra  e decidere cosa fare.
Ma è difficile decidere, in quanto deve ben guardarsi  dal dare vita ad un esecutivo che potrebbe farlo ritrovare senza una maggioranza in consiglio.

Impossibile, per esempio,  riproporre  il quadro politico che governa attualmente la Regione siciliana perché potrebbe contare su soli  undici consiglieri: su Roberto Vella della  Lista civica Zambuto ; i  due dell'Udc ( Maurizio Calabrese e Giuseppe Raccuia); i tre  Finiani (Maria Pia Vita, Sergio Burgio e Giuseppe Miccichè); i tre democratici  Angela Galvano,  Salvatore Lauricella e  Giuseppe Arnone) e i due consiglieri dell'Mpa   (Pietro Marchetta E Giuseppe De Francisci). Ai quali potrebbe aggiungersi eventualnete il solo carmelo Picarella. E non è  nemmeno detto che il Pd sia tutto compatto.

Dall'altra parte ci sarebbero  infatti i sette consiglieri del "Partito popolare per l'Italia di domani"(Giuseppe Gramaglia, Elisa Virone Giovanni Civiltà, Giuseppe Cumbo, Ennio Saeva, Giuseppe Salsedo e Angelo Principato); gli otto del Guardasigilli  Angeino Alfano (Carmelo Callari, Roberto Angelo Cali', Fabio Pietro Cordova, Francesco, Alfano,  Francesco Galvano, Alessandro Sollano,  Antonino Amato e Carmela Vaiana); i due che hanno seguito Michele Cimino nel nuovo partito "Forza del sud"  (Andrea Cirino e Davide Lo Presti ).

Con Nello Hamel che visto cosa pensa il suo partito di Raffaele Lombardo, difficilmente ndrebbe ad appoggiare un esecutivo di cui farebbe parte anche l'Mpa.

Ed allora?
Allora Zambuto per non rischiare, finirà per  fare un rimpasto al'acqua di rose: lascerà in giunta l'alfaniano  Giuseppe Putrone per continuare ad assicurasi l'appoggio degli otto consiglieri che fanno capo al ministro Alfano.
Si farà dare dall'on Pippo Scalia il nome di un altro assessore che prenda il posto di Elio Cordaro;

Andrà via Rosalda Passarello che non avendo riferimenti in consiglio può essere "licenziata" senza correre alcun rischio, per  essere  sostituita  da un esponente dell'Udc.

Per il Pd potrebbe esserci spazio per un assessore (al posto di Renato Buscalia?)  designato dal sen. Benedetto Adragna.

Il tutto in attesa di notizie da Roma: se dovessero esserci elezioni anticipate Zambuto  potrebbe decidere di inseguire finalmente  il proprio sogno di parlamentare e per Agrigento si aprirebbero scenari nuovi tutti ancora da scrivere.


 
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