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ARNONE, ZAMBUTO
ED I BERLUSCONIANI
DI ANGELINO ALFANO
di Gerlando Gandolfo

"La città è invasa dai rifiuti? La colpa è del centrodestra di Alfano. Lombardo e Cracolici ci salveranno dai danni causati dai berlusconiani".
Si può sintetizzare così il lungo intervento (che potere leggere integralmente ) del consigliere comunale Giuseppe Arnone a proposito della nuova gravissima emergenza che sta facendo scomparire la città di Agrigento sotto i rifiuti.
Ora ci sarà la replica dei berlusconaini di Alfano che diranno l'esatto contrario di quanto sostiene Arnone.
Chi ha ragione e chi torto?
Che facciamo, stiamo qui a cercare di chi è la colpa o cerchiano di liberarci dalla spazzatura ?
Di sicuro il sindaco di Agrigento in carica è Marco Zambuto: sta a lui cercare di risolvere questa emergenza. Si rivolga a chi vuole. Se lo ritiene opportuno vada da Lombardo e da Cracolici. Ma si rimbocchi le maniche.
Anche se alcuni degli interlocutori indicati da Arnone come il vice presidente della Regione siciliana Giosuè Marino non sembra avere prospettato soluzioni immediate per uscire dall'emergenza.
Zambuto fu eletto perchè promise che sarebbe stato al di sopra dei partiti, dicendo peste e corna di Alfano.
Poi lasciando di stucco tutti andò con Alfano che lo presentò a Berlusconi come il più giovane sindaco di un capoluogo d'Italia.
Poi litigò di nuovo con Alfano ed ora sembra averci ripensato incontrando " improvvidamente -
Che fa, Zambuto vuole tornare con i berlusconiani indicati da Arnone come la causa dell'attuale emergenza rifiuti?
In attesa che Zambuto "Il Temporeggiatore" chiarisca con certezza dove intende collocarsi politicamente, in questo momento dovrebbe solo ricordarsi di essere il primo cittadino di questa città e pensare solo a risolvere i suoi problemi. Se ci riesce.
Poi, se lo vorrà, si ricandiderà e saranno gli agrigentini, come accade in democrazia , a decidere se ha fatto bene o male.
E chissà, potrebbe anche trovarsi contro Arnone, se Zambuto tornasse, vedi un po', ad essere un berluscoiniano!
L'INTERVENTO DI GIUSEPPE ARNONE
Per responsabilità del centrodestra di Alfano e dei suoi disastri, Agrigento è piena di rifiuti. E adesso ci rivolgiamo al presidente Lombardo e a Cracolici per risolvere i problemi causati dai berlusconiani.
Occorre essere chiari: se le città sono piene di rifiuti, la responsabilità è di quel centrodestra agrigentino che ha gestito in modo inadeguato l'ATO e, soprattutto, in modo pessimo e fallimentare, i pagamenti dovuti dai comuni all'ATO medesimo.
E adesso il Sindaco Zambuto chiede il soccorso alla Regione Siciliana e al governo Lombardo, che deve tentare di risanare il disastro realizzato dagli amici del ministro Alfano e dell'ex presidente Cuffaro.
Auspico che il Sindaco Zambuto colga l'occasione dell'incontro con il vicepresidente della Regione, Giosuè Marino, per ringraziarlo per l'impegno e la sensibilità mostrata nel risolvere il problema del nuovo dissalatore di Porto Empedocle: personalmente, anche a nome dell'intera amministrazione e della città, avevo illustrato al vicepresidente Marino questa importante questione.
E un apprezzamento meritano le proposte del vicepresidente Piero Marchetta illustrate in una nota già sul tavolo del presidente Raffaele Lombardo che, sono certo, verranno adeguatamente valutate ed accolte dalla Regione medesima.
Mi pare importante, innanzitutto, operare una distinzione di responsabilità: i lavoratori della nettezza urbana, in sciopero perché privati dello stipendio, le imprese conseguentemente penalizzate e, soprattutto e purtroppo, i cittadini costretti a camminare tra cumuli di spazzatura, insetti e topi, devono sapere di chi è la responsabilità.
E la responsabilità, per quanto riguarda Agrigento, in nomi imperituri di Aldo Piazza, Calogero Sodano e dei loro sponsor politici del centrodestra, in primo luogo i berlusconiani e il loro grande capo, ministro Alfano.
Il disastro di cui oggi piangiamo le conseguenze ha cause lontane. In primo luogo appunto nei disastri di Piazza e di Sodano. Gli agrigentini ricorderanno gli imbrogli posti in essere da Sodano nella gestione della Nettezza Urbana e le "fantasie" di Piazza che riteneva di sfondare e dissanguare il bilancio dell'ATO, alimentando elusioni ed evasioni.
Adesso il sindaco Zambuto (dopo avere improvvidamente e inutilmente incontrato, in pompa magna, il braccio destro del ministro Alfano, on. Salvatore Iacolino) deve invocare l'intervento del governo di centrosinistra della Regione Siciliana, per porre rimedio a cotanto sfascio.
Gli alfaniani riempiono di rifiuti Agrigento, la trattano come una discarica, e la Regione di Lombardo e Cracolici deve cacciare fuori i soldi per porre rimedio ai locali fallimenti di Berlusconi.
Mi auguro, appunto, che Zambuto riconosca immediatamente i meriti del governo regionale per Agrigento, l'ultimo dei quali è quello di aver aderito alla nostra proposta di riscatto del dissalatore di Porto Empedocle, come da me fortemente e personalmente richiesto.
Non solo, ma è stata sempre la Regione, nelle scorse settimane, a risolvere le altre emergenze, tirando fuori i quattrini: e va dato atto a Zambuto di aver compiuto la scelta intelligente e collaborativa nel contribuire a collocare al vertice dell'ATO una persona di grandi capacità, equilibrio e autorevolezza, come la dottoressa Teresa Restivo. Non oso neppure immaginare cosa sarebbe la città senza il grande lavoro svolto in questi mesi dalla dottoressa Restivo e dalla sua squadra.
E' pure utile che già nell'immediato il Sindaco Zambuto si raccordi con le sagge proposte formulate pubblicamente dal vicepresidente del Consiglio Comunale Marchetta, nella sua lettera a Lombardo. Ed è anche utile che Zambuto sia consapevole della notevole considerazione, sia politica che tecnico -
Concludendo, Zambuto fa bene a rivolgersi alla Regione affinchè ci tolga "le castagne dal fuoco" o i rifiuti dalla strada che dir si voglia, ma è opportuno che abbia chiaro che oggi gli aiuti per Agrigento possono venire soltanto da questo governo regionale, mentre da Roma arriva soltanto l'eco dei fallimenti e delle leggi ad personam, come ampiamente e coraggiosamente denunziato, nei mesi scorsi dallo stesso Sindaco di Agrigento.