Sagra del mandorlo in fiore, ovvero l'ennesima vergogna che costerà oltre 300 mila euro e per giunta, a sentire il consigliere comunale, capogruppo dell'Mpa, Giuseppe de Francisci, non si sa come saranno spesi.
De Francisci getta ombre sulla organizzazione della manifestazione e pone tutta una serie di inquietanti interrogativi che il sindaco Marco Zambuto, chiamato direttamente in causa, dovrebbe chiarire.
La vergogna, tanta, tantissima - al di là dei dubbi sollevati da de Francisci - comunque resta ed è davvero triste dovere constatare che a pochi giorni dall'inizio tutto è in alto mare. Non c'è niente di pronto, come se la decisione di organizzarla fosse stata presa ieri e non si trattasse, invece, della 66esima edizione.
Bisognava avere il coraggio di non farla, ed invece il Comune che non ha un centesimo per rattoppare una buca, tirerà fuori - dicono - ben 160 mila euro. Ma per che cosa? Basta spendere e non importa come?
L'INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE DE FRANCISCI
"Siamo venuti a conoscenza - dichiara De Francisci - di un contributo di circa 150 mila euro che la Regione Sicilia erogherà alle casse comunali per il regolare svolgimento della manifestazione; così come siamo a conoscenza del fatto che il comune interverrà con una cifra che si aggira attorno ai 160 mila euro. Purtroppo non è ancora chiaro come l'Amministrazione Zambuto intende utilizzare queste somme, ovvero i soldi degli agrigentini".
"Mancano - continua De Francisci - appena 3 giorni all'inizio della Sagra e, da voci di corridoio, sembra che l'Amministrazione Attiva voglia procedere con un affidamento diretto, camuffato da una approvazione di una "unica" proposta artistica, all'interno della quale vi sono tutti i servizi gestionali per la realizzazione del Festival del Mandorlo in Fiore. Se cosi fosse, vi sarebbe una gravissima lesione del principio di trasparenza, legalità e di libera concorrenza.
Ovviamente - aggiunge De Francisci - si tratta soltanto di voci di corridoio, e auspichiamo che lo stesso Sindaco Zambuto dia un adeguato atto di indirizzo per procedere celermente a bandire una regolare gara pubblica per l'affidamento dei servizi".
"In ogni caso, reputo necessario, conclude De Francisci, un atto ispettivo, al fine di conoscere il perché di tutti questi ritardi e per dare la possibilità, a tutti gli agrigentini, di sapere come saranno spesi i loro soldi",