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MESSANA-

I giudici del tribunale di Agrigento hanno depositato la pronunzia sul ricorso per l'annullamento del tesseramento 2009 del Partito Democratico proposto da Giuseppe Arnone. Il ricorso è stato rigettato.
Arnone esprime comunque " Soddisfazione, perché, sostiene: il "Tribunale stabilisce un importantissimo principio, che sarà utilissimo già nelle prossime settimane.
Ma anche il segretario provinciale del Pd, Emilio Messana è soddisfatto perché "è la quarta volta, dice, che Arnone o chi per lui ricorre in Tribunale contro il Partito Democratico e sistematicamente soccombe".
Di seguito le due opinioni a confronto.
MESSANA
"Il tribunale civile di Agrigento ha rigettato il ricorso promosso da Arnone Giuseppe, Ancona Graziella e Palmeri Giuseppe, contro il Partito Democratico Siciliano e della Provincia di Agrigento, diretto all’annullamento del tesseramento dell’anno 2009 e alla sospensione, in via cautelare, del congresso.
Arnone, Ancona e Palmeri sono stati condannati al pagamento delle spese processuali".
"Dopo il bombardamento televisivo, le magliette, i poster bus, i manifesti, le iniziative in giro per l’Italia con il carico di fandonie e calunnie, -
"Il positivo commento diramato da Arnone di una sentenza che gli dà torto -
"E’ la quarta volta che Arnone o chi per lui ricorre in Tribunale contro il Partito Democratico e sistematicamente soccombe.
"Se per lui essere sonoramente sconfitti in Tribunale è motivo di grande soddisfazione -
ARNONE
Il Tribunale ha stabilito un importantissimo principio, che sarà utilissimo già nelle prossime settimane: la Sentenza afferma la competenza del Tribunale a sindacare e ad annullare, su ricorso di un iscritto, le decisioni illegittime del Partito.
Stabilito questo principio, il Tribunale ha ritenuto di non poter accogliere il Ricorso per l'annullamento del tesseramento truccato, in quanto presentato dopo otto mesi dall'ultimo dei provvedimenti impugnati; peccato che, come osserva lo stesso Tribunale, gli otto mesi erano decorsi per tentare "di comporre in seno all'Associazione i dissidi interni, salvo poi adire l'Autorità Giudiziaria allorquando la mediazione non è andata a buon fine".
Il cuore del ragionamento che ha portato il Tribunale di Agrigento a non accogliere il ricorso, è il seguente: "limpidamente i ricorrenti hanno ritenuto di non proporre … ricorso in via d'urgenza all'Autorità Giudiziaria avverso i provvedimenti censurati, per cercare di comporre in seno all'associazione i dissidi interni, salvo poi adire l'Autorità Giudiziaria allorquando la mediazione non è andata a buon fine. Tale condotta, pur comprensibile in relazione alla natura dell'ente e all'oggetto della controversia, manifesta ancor di più l'assoluta carenza di un periculum in mora … non potendosi concretamente correlare la imminenza del pregiudizio all'esito negativo di accordo tra i consociati."
Giuseppe Arnone ha così commentato l'Ordinanza del Tribunale del Giudice Paolo Criscuoli: "Il provvedimento del Giudice dà ampia soddisfazione alle ragioni dei ricorrenti e fornisce importanti elementi di valutazione anche allo stesso segretario nazionale Pierluigi Bersani, a cui invieremo il provvedimento. Infatti il Tribunale scrive che pur essendo valutabile, in tesi, la sussistenza del fumus boni iuris, l'aver i noi ricorrenti impiegato otto mesi per tentare di risolvere il tesseramento truccato, lavando, come si suol dire, i panni sporchi in famiglia, ha pregiudicato l'azione giudiziaria. E devo dire avevo acconsentito, con i miei amici, a tentare di lavare i panni sporchi in famiglia, accogliendo le preghiere di Adragna, Panepinto, Catuara, Lupo e compagni i quali mi assicuravano che saremmo arrivati a una soluzione, sulla segreteria del Partito, innovativa e di rinnovamento. Cosa che non è poi avvenuta.
Per il Tribunale, dunque, il nostro errore è stato fidarsi e far trascorrere tutto questo tempo. E fa molto piacere leggere testualmente il giudizio, chiaramente positivo, espresso sulla nostra volontà di lavare i panni sporchi in famiglia, dallo stesso Tribunale che, appunto, così si esprime: limpidamente i ricorrenti hanno ritenuto di non proporre … ricorso in via d'urgenza all'Autorità Giudiziaria avverso i provvedimenti censurati, per cercare di comporre in seno all'associazione i dissidi interni".
Ma il Tribunale, oltre ad esprimere queste valutazioni fortemente positive e che ci aiuteranno nei prossimi mesi, ha stabilito un principio essenziale per il destino di Messana: sulla base dei principi espressi dal Tribunale, il Tribunale medesimo è competente in materia di radiazioni, procedimenti disciplinari ed espulsioni di dirigenti che, come Messana, violano lo Statuto del Partito."