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IL SINDACO DI LAMPEDUSA
BERNARDINO DE RUBEIS
INDAGATO PER ISTIGAZIONE
ALL'ODIO RAZZIALE
PER L'ORDINANZA EMESSA NEI GIORNI SCORSI

Il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, è finito nel registro degli indagati della procura della repubblica di Agrigento con l'accusa di istigazione all'odio razziale e abuso di autorità.
L'inchiesta è stata avviata a seguio dell'ordinanza emessa dal sindaco con la quale regolamenta nell'isola 'l'accattonaggio e comportamenti non decorosi' e impone il divieto di utilizzare i luoghi pubblici 'come siti di bivacco e deiezione'.
L'ordinanza era stata emessa a seguito delle proteste sul comportamento dei migranti ospitati nel Centro lampedusano che sono liberi di girare per le strade del centro abitato
Era stato il Il questore di Agrigento, Girolamo Di Fazio, a trasmettere alla procura della Repubblica di Agrigento il testo dell'ordinanza emessa dal sindaco chiedendo di verificare eventuali estremi di reato.
"Di queste ordinanze, in Italia ce ne sono centinaia. E' puro buonsenso, altro che razzismo". Questa la replica, all' ADNKRONOS, del sindaco Bernardino De Rubeis
"Nell'ordinanza, aggiunge De Rubesi, non si parla nè direttamente nè indirettamente di immigrati e poi come si fa ad accusarmi di razzismo quando Lampedusa è di esempio a tutti per come accogliamo le continue andate di immigrati".
"Mi sono limitato, aggiunge, a riproporre i contenuti di una vecchia ordinanza che trattava di divieto di vendita dei superalcolici con il divieto di accattonaggio e comportamenti non decorosi, utilizzando luoghi pubblici come siti di bivacco e deiezioni. Mi sembrano cose normali, di buon senso. Come fanno tanti altri sindaci".
"Sono comunque sereno, attendo con fiducia le decisioni della magistratura. Io non sono certo intervenuto su dove gli immigrati possono o non possono andare, per questo c'e' il pacchetto sicurezza' che dice in modo molto chiaro quali devono essere i comportamenti di cittadini privi di documenti di riconoscimento, da identificare".