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Svolta nella indagini per la sparatoria avvenuta venerdì pomeriggio Palma di Montechiario nel corso della quale è stato assassinato con diversi colpi di pistola Nicolò Amato, di 64 anni, e ferito il figlio Diego di 26
Al termine di interrogatori che si sono in pratica protratti per tutta la notte il sostituto procuratore della Repubblica Santo Fornasier ha infatti disposto stamani il fermo di 3 persone ritenute coinvolte nella sparatoria con responsabilità e ruoli ancora da definire:
Sono: Vincenzo Bonfanti, 55 anni, fratello del sindaco di Palma di Montechiaro, e i suoi due figli, Nicola e Raimondo, di 23 e 25 anni. I primi due, Vincenzo e Nicola sono stati rintracciati già ieri sera dagli agenti della squadra Mobile e del commissariato palmese.
Il terzo ,Raimondo è ricercato.
Secondo i primi accertamenti , a sparare sarebbero state almeno due pistole.
La lite poi degenerata sarebbe scaturita da una serie di bollette relative al bar e intestate agli Amato in quanto risultavano ancora proprietari dell'esercizio commerciale.
Bollette che Bonfanti, i gestori del bare, non avrebbero però pagato.
Gli Amato avrebbero così deciso di mettere un lucchetto al bar di loro proprietà, determinando la reazione dei Bonfanti che al culmine della discissione avvenuta davanti al bar, hanno fatto fuoco.